Le basi da calcio tavolo

Migliorare la performance è insito nel desiderio umano, desiderio che si può trovare in diversi ambiti sportivi e non; il CdT (Calcio da Tavolo) ovviamente non è da meno. L’utilizzo negli anni 70/80, delle basi HW prima, LW poi ed infine le Hasbro monoblocco, hanno permesso di scrivere molte, ed aggiungo bellissime, pagine di storia del Subbuteo, ma tecnicamente il loro massimo era ormai stato raggiunto da tempo.

In un primo momento un grosso salto di qualità nel gioco avvenne quando si iniziò ad applicare un lucido a base di cera sotto le basi da gioco che migliorò notevolmente stabilità e scorrevolezza delle miniature. Ancora oggi “lucidare” è pratica largamente diffusa tra i giocatori.  Una volta sfruttato al massimo il vantaggio sugli avversari grazie alla lucidatura, subentrò nuovamente il desiderio di poter migliorare la performance delle basi, il tocco, l’aggancio da lontano e soprattutto il tiro. Queste necessità portarono alcuni giocatori “pionieri” ad esplorare diverse strade per modificare le basi da gioco di cui sopra.

I tentativi furono molti: carta abrasiva allargare la base d’appoggio, di norma piccola per facilitare il mitico “girello”, acetone per abbassare la base e rendere sempre più lucida la superfice della stessa, modifiche del peso, delle misure e del profilo e tanti altri tentativi, più o meno fortunati, portarono ineluttabilmente disordine e scompiglio. Questo grande calderone ebbe quindi bisogno di regole precise e dettagliate, altrimenti il Far West avrebbe portato inesorabilmente verso l’implosione del sistema. Le varie associazioni che gestivano l’attività agonistica decisero quindi delle linee guida di quelle che sarebbero state le regole per realizzare basi di nuova concezione e con le quali si continua a giocare ancora adesso.

Per poter entrare nel dettaglio tecnico di una base vi descriverò nomi e parti di una base da gioco di CdT (Foto ProfiBase):

Profilo C di Profibase

Per essere considerata “professionale” una base deve infatti rendere possibili le seguenti prestazioni:

1) scivolare sul campo senza barcollare (ciò viene reso possibile da una superficie d’appoggio o fondo esterno non troppo piccolo rispetto al diametro superiore massimo della base);

2) alzare la palla effettuando il pallonetto (grazie ad uno adeguato smusso);

3) consentire il “girello” (l’aggiramento dell’avversario sfruttando la sfericità della parte laterale della base), grazie ad un raggio, ossia la curvatura tra lo smusso ed il fondo esterno che consenta il movimento “rotatorio” alla base una volta spinta con il colpo a punta di dito.

I profili delle basi

Sono stati molti i profili testati nel tempo ma quello riprodotto nella figura sopra (il profilo C di ProfiBase), è il più diffuso e funzionale. La continua richiesta di set da gioco portò inevitabilmente alla nascita dei primi costruttori di basi professionali che ancora oggi producono basi di notevole pregio potendo spaziare tra varie misure e materiali. Sotto vi riporto una tabella esplicativa delle basi Profibase:

modelli e sigle diametro massimo superiore raccomandato altezza diametro minimo inferiore o superficie d’appoggio
C1 20 o 21 (standard 21) 5,0 13
C2 20 o 21 (standard 21) 5,0 15
C3 20 o 21 (standard 21) 5,0 17
C4 20 o 21 (standard 21) 5,5 13
C5 20 o 21 (standard 21) 5,5 15
C6 20 o 21 (standard 21) 5,5 17
C7 20 o 21 (standard 21) 6,0 13
C8 20 o 21 (standard 21) 6,0 15
C9 20 o 21 (standard 21) 6,0 17
C10 20 o 21 (standard 21) 6,5 13
C11 20 o 21 (standard 21) 6,5 15
C12 20 o 21 (standard 21) 6,5 17
C13 20 o 21 (standard 21) 7,0 13
C14 20 o 21 (standard 21) 7,0 15
C15 20 o 21 (standard 21) 7,0 17

Il materiale delle basi

Tra i materiali più utilizzati per produrre una base troviamo:

PVC
Materiale solido e resistente, ma allo stesso tempo leggermente poroso, dal tocco morbido.

PREGI:
Ottimo per la fabbricazione delle monolitiche e di alcune monoblocco, pregevoli in solidità e bilanciamento- Le monolitiche, però, necessitano di un “peso” per poter regolare a misura la completezza della miniatura, cioè dell’omino e base insieme.

Il peso di cui si parla poc’anzi è di solito costituito da una rondella “grammata” posta centralmente ed internamente alla base stessa. Foto 1 e 2

DIFETTI:
dopo la lucidatura la scorrevolezza risulta leggermente ridotta rispetto al plexyglass.

PLEXYGLASS:
Materiale più duro e più leggero del pvc, disponibile in moltissimi colori diversi, versatile e di facile lavorazione.

PREGI:
eccezionali performances in tutte le basi monoblocco e nelle monolitiche, anche in questo caso necessita di un certo peso per un perfetto bilanciamento.
Qualunque colore venga utilizzato offre le stesse performances, dopo la lucidatura ha una scorrevolezza superiore a qualsiasi altro materiale.

DIFETTI:
Una base tutta in plexyglass e/o senza un peso adeguato, risulta essere troppo leggera per ottenere un tiro accurato.

Alla luce di quanto sopra le persone che si avvicinano al CdT, in base alla loro caratteristiche di gioco, la conformazione delle loro dita, neofiti oppure bravi giocatori, hanno una notevole gamma di possibili basi da poter utilizzare. Chi predilige il girello ed un gioco fatto di passaggi lunghi, potrebbe optare per una base alta dalla superficie d’appoggio non troppo larga (numeri 7, 8, addirittura 10, 11 della tabella sopra). Chi invece preferisce un gioco d’aggancio e di piccoli passaggi, sceglierà invece una base decisamente bassa (numeri 1, 2, e 3 della tabella sopra).

Per concludere, con tutte queste possibilità di scelta, ogni giocatore può adottare la miglior base in grado di esprimere al meglio il proprio gioco, oppure privilegiare delle basi usate da “famosi campioni”, ad esempio Massimo Bolognino per citarne uno, denominate con lo stesso nome.

A parte le basi scelte, il Subbuteo/Calcio da Tavolo resta uno dei giochi più belli mai inventati avvolto da un profumo ed una magia senza tempo!!!

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