Aggiornamento marzo 2026
Puntata 1 – Dalla nascita agli anni ’80
Le origini del Subbuteo: dal New Footy all’idea di Peter Adolph
Il Subbuteo, marchio con cui in Italia si identifica il calcio da tavolo (table soccer), nasce nel 1946 grazie all’ornitologo inglese Peter Adolph. L’idea prende forma ispirandosi a un gioco precedente, creato negli anni ’30 e chiamato “New Footy”.
Il nome Subbuteo e il falco lodolaio
Una volta completato il prototipo, Adolph decise di brevettarlo. All’ufficio brevetti propose il nome “The Hobby”, ispirato al falco lodolaio. Nella sua visione, la rapidità dell’attaccante nel segnare ricordava la velocità del falco nell’afferrare la preda. Il nome venne però rifiutato perché considerato troppo generico. A quel punto Adolph scelse “Subbuteo”, versione latina del nome scientifico del falco lodolaio: Falco Subbuteo.
Un gioco nuovo rispetto al New Footy
Adolph poté brevettare il suo gioco perché ne modificò la dinamica e ridisegnò giocatori e basi. Il risultato era un prodotto completamente nuovo rispetto al “New Footy”. Il logo scelto fu un falco Subbuteo stilizzato, rimasto in uso per 22 anni.
Il successo immediato e la vendita per corrispondenza
Definite le pratiche del brevetto, Adolph iniziò a pubblicizzare il gioco. Il successo fu immediato e superiore alle aspettative. Gli ordini arrivavano solo per corrispondenza e furono così numerosi che servirono mesi per evaderli.
Le prime confezioni di gioco
La scatola iniziale conteneva giocatori in cartoncino con basi in plastica, porte in metallo da montare e reti in carta. La pallina era in plastica e i gessetti servivano per disegnare il campo sulle coperte, spesso militari, molto diffuse nel dopoguerra inglese.
Gli anni ’50: i giocatori in plastica piatta
Negli anni ’50 arrivò la prima novità: i giocatori in plastica piatta. Erano più resistenti rispetto a quelli in cartoncino e vennero proposti come alternativa economica. In quegli anni Adolph creò anche altri giochi, come rugby e cricket, che però ebbero minor successo. Le vendite del Subbuteo continuarono a crescere e nacque la Subbuteo Ltd.


La rivoluzione delle miniature 3D
Nel 1960 vennero introdotte le miniature 3D in plastica in scala 00. Erano dipinte a mano, grazie al lavoro domestico di molte casalinghe del Kent. Queste figure cambiarono radicalmente il modo di giocare e risultarono molto apprezzate.
L’espansione internazionale
In quel periodo la Subbuteo Ltd aprì stabilimenti anche in Galles e Gibilterra. In Spagna la distribuzione fu affidata all’azienda “Aquila” di Barcellona. Parallelamente si sviluppò un ricco catalogo di accessori che permetteva di costruire veri e propri stadi. Era possibile ordinare squadre personalizzate e la fantasia dei giocatori non aveva limiti.
La miniatura HW e la vendita alla Waddington
Nel 1968 arrivò un’altra innovazione: la miniatura HW (heavy weight), destinata a diventare un’icona del Subbuteo. Ancora oggi molti appassionati la considerano la vera miniatura “classica”. Nello stesso anno, le offerte della Waddington — grande produttore inglese di giocattoli — convinsero Adolph a vendere l’azienda. Rimase presidente fino al 1970, poi si ritirò.

L’arrivo in Italia e la visione della famiglia Parodi
Nel 1971 la famiglia Parodi scoprì il gioco alla fiera di Norimberga. Ne intuì subito le potenzialità e ne fece il proprio business principale per quarant’anni. Grazie a questa visione, il Subbuteo rimase popolare ancora a lungo. In Italia, inizialmente, le squadre nazionali erano disponibili solo su richiesta e il catalogo si fermava alla ref. 81.
Gli anni ’70 e ’80: l’esplosione del fenomeno
Negli anni ’70 e ’80 il gioco conobbe uno sviluppo straordinario. Nacquero associazioni, si disputarono mondiali, tornei internazionali e campionati. I giocatori aumentarono in modo esponenziale in tutti i Paesi dove il Subbuteo era distribuito. Arrivarono anche le confezioni diventate “mitiche”: World Cup, Munich ’78, International e molte altre. La più amata rimase la Club Edition, con le due celebri squadre rossa e blu.
La storia del Subbuteo prosegue nella Parte 2, dedicata all’espansione internazionale e alle prime grandi innovazioni.
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