Dopo anni di proroghe e dibattiti, dal 1° gennaio 2026 entrerà finalmente in vigore la riforma dell’IVA per gli enti associativi. Un cambiamento epocale che interesserà tutte le associazioni no profit, comprese quelle culturali, sportive dilettantistiche, di promozione sociale, e le organizzazioni di volontariato. [Ufficiale:…ta al 2026], [Riforma fi…i dal 2026], [Gestione I…nnaio 2026]

Da “Esclusione” a “Esenzione”: cosa significa?

Fino al 2025, molte attività svolte dalle associazioni erano considerate fuori campo IVA, cioè escluse dall’imposta. Dal 2026, queste stesse operazioni saranno invece esenti da IVA. La differenza è sostanziale:

  • Esclusione IVA: nessun obbligo di fatturazione, registrazione o dichiarazione.
  • Esenzione IVA: non si applica l’imposta, ma si devono rispettare tutti gli obblighi contabili e fiscali (fatture, registri, dichiarazioni, ecc.).

Obblighi per le Associazioni dal 2026

Le associazioni dovranno:

  • Aprire una Partita IVA, anche se finora operavano solo con codice fiscale.
  • Scegliere un codice ATECO e iscriversi al REA (Registro delle Imprese).
  • Emettere fatture elettroniche o scontrini fiscali per le attività esenti.
  • Tenere registri IVA, liquidare eventuali imposte, e presentare dichiarazioni fiscali.

Quali entrate saranno esenti e quali no?

  • Corrispettivi specifici (es. quote per corsi, attività rivolte ai soci): esenti IVA, ma soggetti a obblighi contabili.
  • Erogazioni liberali (donazioni senza controprestazione): escluse da IVA e IRES, senza obbligo di fattura.
  • Attività commerciali pure (es. sponsorizzazioni, vendita di beni, ristorazione): soggette a IVA come in passato.
  • Raccolte fondi: trattamento variabile, da valutare caso per caso.

Focus sulle Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)

Le ASD beneficeranno di una esenzione IVA specifica per le attività strettamente connesse alla pratica sportiva. Tuttavia, vendite di beni o servizi accessori (es. merchandising, bar sociale) saranno soggette a IVA. [Ufficiale:…ta al 2026]

Regimi agevolati e semplificazioni

Per gli enti con ricavi contenuti, sono previsti regimi forfettari con coefficienti di redditività ridotti. Ad esempio:

  • APS con ricavi < 130.000 €: coefficiente del 3%.
  • ODV con ricavi < 130.000 €: coefficiente del 1%. [Riforma fi…i dal 2026]

Cosa fare per prepararsi?

  1. Analizza le attività: distinguere tra entrate esenti, escluse e imponibili.
  2. Adegua la contabilità: scegli software e strumenti adatti.
  3. Forma il personale: volontari e amministratori devono conoscere le nuove regole.
  4. Consulta un commercialista: meglio se esperto in Terzo Settore.

Ecco la checklist operativa in PDF per aiutare le associazioni no profit a prepararsi alle novità IVA in vigore dal 1° gennaio 2026:

📄 Scarica la checklist operativa

Contiene i punti chiave su:

  • Apertura Partita IVA
  • Scelta del codice ATECO
  • Obblighi di fatturazione e registri IVA
  • Distinzione tra attività esenti e imponibili
  • Regimi agevolati
  • Formazione e comunicazione interna

Conclusione

Il 2026 segnerà una svolta per il mondo associativo italiano. La transizione dal regime di esclusione a quello di esenzione IVA richiederà attenzione, preparazione e consapevolezza. Ma con gli strumenti giusti, sarà possibile affrontare il cambiamento senza perdere di vista la missione sociale che anima ogni associazione.


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