Siamo quasi al rettilineo finale della tornata elettiva in Federazione Italiana Sport Calcio Tavolo. Le liste hanno presentato i loro programmi e hanno ben spiegato, sia in privato che sui vari social, il loro progetto di governo.

I Candidati Consiglieri
Presidente: GIULIO CURATO
Vice Presidente e Responsabile Sport: FILIPPO ROSSI
Vice Presidente e Promozione Subbuteo Tradizionale: LEONARDO D’AMICO
Segreteria: DANIELE CALCAGNO
Tesoreria: LUIGI GIUSEPPE CECERE
Bilanci e Affari istituzionali: PAOLO BAGLIONI
Referente Settori Giovanili: FABRIZIO SCHIATTI
Responsabile rapporto con le regioni: LUCA SIGNORELLI
Supervisore Subbuteo Tradizionale: CIRO BATTIPAGLIA
Una lista variegata con alcuni candidati molto conosciuti come Filippo Rossi e altri probabilmente alle prime esperienze di gestione associativa che dovranno farsi scoprire oltre alle poche righe scritte di presentazione.
Ciò che balza all’occhio è la presenza evidenziata di ben due risorse dedicate al subbuteo tradizionale. Leonardo D’Amico come promozione del subbuteo tradizionale e Ciro Battipaglia supervisore subbuteo tradizionale. Speriamo che resti la Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo e non diventi la Federazione Italiana Subbuteo Tradizionale…
Il programma
Il programma si basa su diversi punti chiari e specifici anche se presta il fianco a diverse criticità. A parte alcuni slogan elettorali non sostenuti da nulla come “Più risorse, più opportunità, più sport”, “Aiuto concreto a chi crea comunità”, “Innovazione e digitalizzazione” che si perdono nel classico delle promesse generiche che si dimenticano il giorno successivo all’insediamento, ci sono alcune parti degne di nota.

Questo punto è molto interessante e tocca uno dei miei capisaldi di ciò che dovrebbe fare il direttivo di un’associazione come la FISCT. Rendere visibili entrate ed uscite sarebbe cosa fantastica, ma difficilmente realizzabile. La prima nota (che a quanto pare questa lista vorrebbe trasformare in bilancio) sarebbe il “libro mastro” per il controllo, ma la prima nota dovrebbe riportare tutte le spese quotidiane e, obiettivamente, è molto complicata da tenere aggiornata.
Fare una comunicazione mensile sarebbe già un grande passo avanti, ma come sarà questa comunicazione? Perché per un bilancio con le voci di spesa raggruppate e non facilmente comprensibili una parte dei soci lo ha già bocciato. Quindi sarà curioso, se vincessero, vedere come sarà gestita questa promessa elettorale.
Per quanto la pari dignità è oggettivamente incomprensibile a cosa si riferisca. Le attività della Federazione sono già equiparate tra calciotavolo moderno e calciotavolo tradizionale (ricordo sempre che Subbuteo è un marchio commerciale registrato).

Detta così sembrerebbe che fino ad oggi si siano avute gestioni delle risorse “opache e grigie”, prive di controllo. Eppure, nonostante la prima bocciatura del bilancio — manovrata ad arte — e la successiva ripresentazione con spiegazioni dettagliate delle voci e relativa approvazione, nessuno ha mai portato prove di movimenti sospetti configurabili come malagestione o addirittura reato. Sarebbe quindi opportuno che queste zone “grigie e opache” venissero evidenziate senza ombra di dubbio, così da porvi rimedio: perché, se non si sa dove si nascondono, come potranno essere verificate in futuro

Questo punto riguarda da vicino ogni giocatore, perché la scelta della location degli eventi federali è decisiva.
Personalmente ho contestato l’abbandono di San Benedetto del Tronto: non sono state fornite spiegazioni sufficienti per comprendere la logica dietro questa decisione. È noto a tutti che trovare sedi di qualità non è semplice e individuarle in aree geografiche comode lo è ancora meno. Le alternative sono due: investire migliaia di euro per strutture adeguate oppure ripiegare su sedi di provincia, con inevitabili lamentele da parte di qualcuno.
Affidare la gestione ai club potrebbe rappresentare una buona soluzione, come ho sempre auspicato, ma la vera differenza la faranno le risorse messe a disposizione e i criteri di candidatura. Resta però un punto critico: promettere sconti del 20% sulle iscrizioni e, al tempo stesso, puntare a centri di gioco di qualità gestiti dai club sul territorio rischia di generare confusione.

Un altro punto del programma molto interessante, ma si scontra frontalmente con gli sconti del 20% e la riduzione delle spese promesse. Se davvero questi obiettivi dovessero essere sviluppati, richiederebbero risorse importanti che già con l’attuale bilancio sarebbe difficile reperire.
Si tratta di tre idee che tutte richiedono “investimenti”, ma senza risorse concrete restano solo chiacchiere e progetti. Personalmente sono d’accordo sull’aiutare le associazioni, ma solo quelle strutturate che rispettano i veri requisiti di un’associazione. Purtroppo prevale ancora la mentalità del “club”, che non si sposa con l’organizzazione necessaria per una gestione efficace. Abbiamo ancora fantasiose ASD associate FISCT, che praticano solo il calciotavolo che come sport, fino ad ora, non è riconosciuto, tanto per dirne una!
Resta però il problema principale: dove trovare le risorse economiche?

Questo punto del programma lascia molte perplessità. Si tratta di un problema che nessuno, nemmeno i dirigenti più esperti, è mai riuscito a risolvere, e ora viene presentato come se si potesse magicamente trovare soluzione. In caso di elezione, sarà interessante vedere come verrà affrontato.
Quanto ai cosiddetti “tornei meritati”, la dichiarazione apre a diverse domande, la più rilevante delle quali è: quali saranno i criteri oggettivi per “meritarsi” un torneo? È facile prevedere che questo tema genererà discussioni accese, malumori e conflitti.

Questo punto appare particolarmente interessante. Il problema dei cosiddetti “campi federali” (ribattezzati da tanti giocatori come fanghiglia) nasce da un direttivo passato, in cui Filippo Rossi aveva un ruolo di rilievo. All’epoca furono scelti questi campi su basi che, quelle sì, apparivano “opache e grigie”, senza che i soci riuscissero a far valere le proprie ragioni. Il risultato è che oggi ci troviamo a dover affrontare un cambio e un aggiornamento a distanza di pochi anni. Resta però una domanda: siamo davvero sicuri che i campi FISCT non vadano bene? Alcuni giocatori “oldisti” sostengono che, per il subbuteo tradizionale, siano perfetti.

In tanti anni, l’unico direttivo capace di suscitare interesse negli sponsor e di ottenere risorse significative è stato quello attualmente in carica. Prima di allora, nessuno era riuscito a portare fondi se non per singoli eventi o grazie a soci che contribuivano con cifre modeste.
Gli sponsor valutano le proposte solo se accompagnate da visibilità concreta, supportata da numeri e dati. L’aver fatto “scappare” Daniele Caroleo, il miglior addetto stampa che la FISCT abbia mai avuto e che aveva garantito una visibilità impensabile, non depone certo a favore di nessuno. Senza un progetto serio di comunicazione e visibilità, nessuno può risultare credibile. Ma questo richiede investimenti, e non di poco conto: se si promettono sconti del 20% sulle iscrizioni e tagli alle spese, sarà difficile reperire le risorse necessarie.

Questa promessa la confermo anch’io: è stata infatti presentata la versione 1.0 dall’attuale direttivo ed utilizzata in test durante lo scorso torneo Guerin di Godega di Sant’Urbano (TV), evento di cui ho parlato anche in un articolo dedicato.

Tralasciando gli slogan “professionali ed efficienti” e soprassedendo sul cercare di tornare al 1990 con un forum, mi soffermo sull’ultimo punto in particolare, che lascia perplessi e rivela una scarsa conoscenza dei regolamenti attuali (in parte giustificabile per alcuni esordienti, ma imperdonabile per altri). Il Regolamento di Giustizia Sportiva recita infatti:
Art. 46 – Proposte di modificazione del presente Codice.
Gli organi di giustizia sportiva possono presentare proposte di integrazione / modificazione delle disposizioni presente Codice, che dovranno essere sottoposte alla approvazione della Assemblea degli associati FISCT ai sensi del combinato disposto degli articoli 24 e 29 dello statuto (riferimento che andrà aggiornato visto che fa riferimento allo Statuto 2019 n.d.r.)
Ne consegue che il Direttivo in carica non può modificare a suo piacimento il Codice di Giustizia Sportiva: deve passare attraverso i Probiviri, i quali possono accogliere la richiesta e proporla all’assemblea dei soci. Vale la pena ricordare che questo Codice fu redatto da tre avvocati di grande prestigio, tutti tesserati FISCT, e approvato all’unanimità dai soci. Pensare di modificarlo sulla base di mere sensazioni o spinte emotive di alcuni candidati non solo è irrealizzabile, ma rischia di essere anche pericoloso.

L’idea di individuare figure professionali di riferimento a supporto dei Soci nella gestione delle loro associazioni è, nella sua essenza, estremamente valida. Risponde infatti a un bisogno concreto: molte realtà associative, pur animate da entusiasmo e passione, si trovano spesso in difficoltà quando devono affrontare aspetti burocratici, amministrativi o legali. Avere professionisti dedicati significherebbe garantire maggiore competenza, ridurre errori e alleggerire il carico dei dirigenti volontari. Tuttavia, dietro questa proposta si nascondono alcune criticità che meritano di essere evidenziate:
Gestione operativa: chi coordinerebbe queste figure? La Federazione stessa o i club? Senza un modello organizzativo preciso, la proposta rischia di creare più confusione che supporto. In conclusione, il principio è condivisibile e rappresenta un passo verso una federazione più moderna e vicina alle esigenze dei Soci. Ma per trasformarlo in realtà occorre un progetto dettagliato, con risorse certe, ruoli definiti e modalità operative trasparenti. Solo così questa idea potrà diventare un vero valore aggiunto e non restare un semplice slogan elettorale.
Costi e sostenibilità: il coinvolgimento di figure professionali qualificate comporta inevitabilmente spese. Senza un piano chiaro di copertura finanziaria, il rischio è che la promessa resti sulla carta. Ma alla luce degli sconti del 20% e riduzione delle spese, queste risorse dove si reperiscono?
Definizione dei ruoli: non è specificato quali professionisti verrebbero coinvolti (avvocati, commercialisti, consulenti sportivi?) né con quali competenze. La mancanza di chiarezza potrebbe generare aspettative disattese e rendere la promessa elettorale potenzialmente priva di valore.
Accessibilità per tutti i Soci: bisogna capire se il servizio sarebbe garantito a tutte le associazioni in modo uniforme o se solo a quelle più grandi e strutturate. Quelle strutture che sono già organizzate e investono diverse centinaia di euro, se non migliaia, in commercialisti e professionisti, si vedranno accreditati bonus per non usufruire dei servizi proposti (sempre che si giungesse ad una definizione dell’ambizioso progetto?).
Conclusioni
La mia analisi critica è sempre scritta in visione di un tesserato che sia informato e consapevole. Come ho gia scritto in un altro articolo l’associazione non è una monarchia e sono i soci che decidono chi e cosa votare in una elezione. Lasciare al presidente o farsi prevaricare dal presidente sarebbe davvero molto grave e non dovrebbe restare senza conseguenze.
Il voto che il tuo presidente esprimerà dovrà essere la volontà di tutti i soci della tua associazione.
Come sempre non ci sono buoni o cattivi. Ognuno propone il suo progetto pensando che sia il migliore ed attuabile. Ci tengo a sottolineare l’importanza del momento per il calciotavolo, mai come oggi in bilico tra un passo verso il futuro ed un mesto ritorno al passato.
Gestire la FISCT è sempre stato molto difficile e richiede tanto impegno, costanza ed esperienza. Alla fine l’importante è esprimere la propria opinione e fare una scelta senza delegare. Se sarà stata quella giusta o quella sbagliata lo dirà solo il tempo del mandato.

