Il Subbuteo dalla A alla Zëugo – N…uovo millennio

Nuovo millennio. Ovvero quante cose sono cambiate nel Subbuteo dalla sua nascita fino ai giorni nostri?

Prima di tutto i materiali.

Colpa o merito dei produttori? Più o meno siamo partiti dalle figure Flat con basi piccole e decisamente semisferiche, campi in cotone, palline micro o maxi, e siamo arrivati alle basi piatte, ai tessuti tecnici per i campi, personalizzabili con stampa e alle porte di ferro.

Tanta strada fatta. Tanta strada da fare.

Ma non sono cambiati solo i materiali, sarà banale da dire, siamo cambiati anche noi. Non solo noi giocatori ma noi società. Ora viviamo attaccati agli smartphone, perennemente collegati ai social. E quando i figli rompono le scatole, gli mettiamo in mano un bel Tablet con youtube. Poi crescono e vanno sulla PlayStation. In casa. Da soli. Unico contatto, un tizio a chilometri di distanza che ha una squadra veramente tosta e conosce la giusta sequenza di tasti per fare la rabona ed il tiro al volo all’incrocio. Non sanno chi sia, dove abiti o quanti anni abbia. Non parliamo poi di interessi musicali o quale genere di film gradisce. Ne conoscono solo il nickname.

Questo è il mondo di oggi. Le colpe? Un po’ di tutti. Scuola, Internet, politica, tempi moderni, ma soprattutto la colpa è della nostra generazione che non si è preoccupata, forse, di trasmettere i giusti valori o che oggi è troppo impegnata dal mondo che va di fretta.

Ed il Subbuteo?

Beh, come già detto i cambiamenti sono stati tanti ed importanti. Per alcuni si è snaturato il gioco. Per altri si è data, finalmente, un identità diversa. E poi la libertà. Libertà dal mono marca. Dal mono produttore. Dimenticandosi, a volte, che è solo grazie a quel singolo produttore che siamo arrivati fino ad oggi.

Certamente oggi diventa difficile tornare indietro. Il mondo Old è in sofferenza da parecchio tempo, per totale mancanza di ricambio ed anche per problemi interni forse ormai irrisolvibili. Loro hanno provato a restare ancorati a quegli anni. Omini originali, porte in plastica, il portiere in tuffo nella sua classica posa e girelli a non finire. Certo pian piano, si sono fatti traviare dalle cosiddette novità. Inserendo le repliche, i campi moderni, le basi ribassate, il lucido.

E così, oggi, guardando una qualunque finale, i girelli si contano sulle dita di una mano. Ed il CDT? Lì non si torna indietro di sicuro. Troppe le modifiche sia nei materiali che nel regolamento. Anche nella branca denominata Subbuteo Tradizionale, creata da poco, si è presa una direzione ben precisa. Certo viene anche da chiedersi cosa ha spinto la creazione di un altro gruppo di giocatori. Dare una casa ai transfughi dell’OLD? Soddisfare la voglia di “antico” di alcuni? Dare una chance a chi magari nel CDT fatica un po’ di più? Fare numero? Fare cassa? Ognuno può dare la risposta che preferisce. Resta il fatto che ormai “il dado è tratto”.

Allora possiamo incrementare la modernità? Direi che alcune situazioni, come la tecnologia o la possibilità di interagire con chi sta a migliaia di chilometri, sarebbero da cavalcare. Così come lo studio dei materiali o un’ulteriore semplificazione del regolamento di gioco. Che dire poi dei possibili sviluppi che si potrebbero avere da un’eventuale vicinanza con il CONI, chimera troppe volte presa a pretesto per imporre regolette o codicilli, oggi forse vicina come non mai.

Come sempre però tutto dipende da noi. Da quanta voglia abbiamo di coinvolgere le nuove generazioni. Quelli del nuovo millennio che vedono il Subbuteo per la prima volta e lo identificano come una curiosa novità. Perché per loro si tratta di quello.

Per noi esiste da sempre, per loro da ieri.

Allora forse è un po’ colpa nostra se non si è tornati ai fasti numerici di un tempo. Per la paura di far conoscere un mondo nuovo ma vecchio a chi ha fatto del nuovo sempre, il leitmotiv della propria esistenza, sempre costantemente alla ricerca dell’ultimo cellulare, Tablet o della versione 2.0 di quella app tanto figosa.

E noi invece siamo ancora qui, ad incontrarci dentro una sala male illuminata, con l’odore di mobili in legno e sudore.

E intanto la clessidra ruota… attendere prego…

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