Intervista esclusiva a Saverio Bari ideatore di Subbuteoland, la casa dei subbuteisti!

E’ un grande piacere per me avere l’opportunità di approfondire la conoscenza di Saverio Bari, campione di calciotavolo e subbuteo indiscusso e riconosciuto a livello mondiale.

Però Saverio è anche un imprenditore ed un professionista! Come riesci a conciliare il lavoro con l’attività ludica?

«In realtà è tutto molto naturale. Come fa chiunque anche io ho bisogno di staccare e il Subbuteo è insieme la mia valvola di sfogo e la mia passione. Più che conciliare, giocare per me è vitale e mi permette di tornare a lavoro rigenerato. Credo che nessuno riuscirebbe a rendere al meglio senza momenti di distrazione, per me quei momenti sono dedicati al Subbuteo».

Sono tanti anni che sento parlare di te, ma la tua storia sportiva non la conosco bene. Raccontaci quando hai cominciato, come ti sei appassionato e come hai fatto a diventare il campione che sei?

«Parto dall’inizio, ho iniziato a giocare a Subbuteo a Reggio Emilia, da ragazzino, erano gli anni ’70 quando un ragazzo più grande di me venne ad abitare dove abitavo io. Lui aveva già un centinaio di squadre, quando abbiamo visto quel “tesoro” ci siamo buttati a capofitto.
Per me è stato amore a prima vista. All’inizio ero troppo piccolo per giocare con lui, ma quando riuscii a comprare la prima squadra, vendendo i libri di scuola dell’anno prima a metà prezzo come si faceva una volta, scelsi il Flamengo.
La mia passione è nata così , non c’erano tante occasioni per fare i tornei però ricordo la mia prima volta: partii con tante belle speranze pensando di essere bravo, e lo ero, ma uscii ai gironi perdendo entrambe le partite. Però fu bellissimo e non c’era giorno che non pensassi a giocare. Dopo sono entrate in gioco le attitudini e la fortuna di avere quelle giuste per giocare ad alto livello. La passione, la voglia di competere e di migliorarmi sempre, mi hanno permesso di togliermi tante soddisfazioni».

La festa dei 30 anni del club!

Recentemente hai creato “Subbuteoland”, un’isola di Subbuteo nella campagna emiliana. Un sogno divenuto realtà per tantissimi appassionati che si sono sempre chiesti perché non avessimo avuto come tanti altri giochi, un posto dove potersi trovare e divertire! La passione credo abbia pesato molto nella tua decisione, ma in fondo chi te l’ha fatto fare (in senso buono)?

«Hai detto bene, la passione ha giocato un ruolo determinante in questa avventura. Ho deciso di fare una cosa unica nel suo genere, mi auguro di essere un apripista e che in tanti possano cimentarsi in attività e progetti che aumentino la visibilità del nostro gioco. Penso a voi blogger, alla neonata Subbuteo TV, ai libri ed agli articoli sono tutti aiuti importanti per far si che questo gioco, o sport che dir si voglia, prenda sempre più piede.
Subbuteoland nasce come un sogno, la cameretta che tutti abbiamo sognato di avere per giocare a Subbuteo senza limiti, ma con un approccio professionale su tanti aspetti. Con l’aiuto di tutti mi auguro che possa diventare un punto di riferimento per rilanciare e far arrivare in più case possibili questo gioco che è meraviglioso che al contrario dei giochi virtuali ti fa crescere, socializzare, ti fa confrontare con il tuo avversario, imparare a conoscere tante persone anche di culture diverse. Secondo me ti migliora anche caratterialmente e ti prepara alla vita.
Subbuteoland nasce per rilanciare anche il ruolo sociale del gioco e poi per vivere insieme quella che è la passione anche per il calcio».

La tua più bella vittoria e la tua peggior sconfitta?

«Più che una vittoria voglio raccontarti quello che è stato il momento più emozionante per me. Ho saputo di essere primo nella classifica mondiale con una telefonata. Era un momento dove c’erano sempre grandi campioni ai primi posti e ci sono arrivato senza nemmeno accorgermene. Mentre me lo dicevano pensai di condividere subito questa emozione con chi mi aveva insegnato a giocare, quel ragazzo che venne ad abitare dove abitavo io. Stefano Rossi detto “l’ottico” che adesso gioca a old subbuteo.
Un altro momento che ricordo con particolare felicità è  il campionato italiano individuale, dopo anni e anni che lo inseguivo è stato fantastico vincerlo. Così come sono state fantastiche altre partite, come la prima Coppa dei Campioni vinta nel 2003 al golden gol proprio con un mio gol. 
La sconfitta che mi brucia di più è la mia prima finale mondiale contro Eric Verhaghen. Ho perso una partita che avrei meritato ampiamente di vincere. Fu un momento bellissimo perché stavo giocando la finale del mondiale e allo stesso tempo, a posteriori, è anche la partita che ricordo con maggior rammarico perché mi stavo giocando un mondiale e avrei meritato di vincerlo».

Oggi ci sono sul territorio diverse “etichette” di gioco. FISCT, Lega Nazionale Subbuteo, Old, Waspa, ecc. Subbuteoland sarà per tutti?

«Ogni “etichetta” contribuisce ad offrire più visibilità al gioco quindi ben vengano chiunque si occupa di subbuteo nelle forme che crede ed è capace di attirare va bene. Ognuno deve giocare nel circuito dove si trova meglio e secondo le aspettative che ha. A Subbuteoland sono tutte le benvenute, io credo che se lavoreremo insieme potremo creare ancora più fermento attorno al Subbuteo. Per me è molto positivo».

Cosa non ti ho chiesto che avresti voluto ti chiedessi?

«Più che una domanda voglio aggiungere una cosa e allo stesso tempo un auspicio. Subbuteoland non sarà solo il luogo della nostalgia ma soprattutto del futuro. Vogliamo attirare sempre più giovani ed avvicinarli al gioco. I più esperti insegneranno ai più giovani proprio come è successo a me e a tanti. Subbuteoland sarà il luogo di ritrovo degli appassionati, ma spero che sarà anche lo strumento per portare il nostro gioco nel futuro».

Grazie Saverio per la tua sempre grande simpatia e disponibilità!

Il tuo sogno è anche il nostro sogno e personalmente ritengo ciò che hai realizzato qualcosa di bellissimo e ti ringrazio sinceramente per la passione che metti in questo gioco. Questa intervista per me è molto importante perché ritengo giusto celebrare una persona che si è messa in gioco con una struttura meravigliosa come Subbuteoland!

Non ci resta che aspettare quando tutta questa situazione pandemica sarà definitivamente alle spalle per trovarci tutti a brindare alla salute del subbuteo!!

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