IL NEWFOOTY E LA SUA STORIA: PRECURSORE OVVERO CONCORRENTE DEL SUBBUTEO ?

a cura di Luca Di Lullo

Questa settimana il nostro angolo “Old” è ancora più vintage del solito perché desidero parlarvi di un qualcosa di storico e di particolare al tempo stesso, il Newfooty, ossia il gioco che più di ogni altro potremmo considerare il vero antenato, e non solo, del Subbuteo così come l’abbiamo conosciuto a partire dagli anni ’70.

Non vi sono dubbi sul fatto che Newfooty possa essere considerato, a tutti gli effetti, il primo gioco di calcio da tavolo originale, prodotto per la prima volta nel periodo della grande depressione mondiale, nel 1927, ad opera di William Keeling, un giocattolaio di Liverpool.

Anche Mr Keeling prese spunto da qualcosa di già esistente ma lui fu il primo a codificare un vero table football con tanto di regole di gioco e questo è talmente vero che l’inventore del marchio Subbuteo, Peter Adolph, prese più di uno spunto dall’idea di Keeling fino a far sì che, a cavallo degli anni ’50, si creasse un vero dualismo tra i due giochi, soprattutto per le metodologie di gioco e la similitudine degli “attrezzi” impiegati.

Set Deluxe del 1948 che include una Newfooty Players Association Membership Card con firma autografa di Mr Keeling, inventore del gioco: si tratta di un vero pezzo di storia

Ma è proprio su quest’ultimo punto, ossia le specifiche delle miniature di gioco, che si giocò la “guerra”, iniziata nel dopoguerra e poi vinta da Adolph agli albori degli anni ’60. Le basi si rivelarono, infatti, l’arma vincente di Adolph rispetto a quelle impiegate, come vedremo in seguito, da Keeling.

La competizione si chiuse, infatti, nel 1963 quando l’erede della Newfooty, la Crestlin, fu acquistata per vie traverse dalla Subbuteo; leggenda narra che le squadre prodotte dalle Crestlin (un qualcosa di mitologico) furono bruciate in un rogo gigantesco per non lasciare più traccia di sé…

Ma torniamo al protagonista della nostra storia, ovvero il Newfooty, nato nel primo dopoguerra e diventato quasi subito un’icona nell’Inghilterra del periodo vittoriano, soprattutto nella classe borghese.

Il libro di Richard Payne sulla storia di Subbuteo – “Cinquant’anni di Flicking Football”, dice che Newfooty fu progettato da William Keeling nel 1927 per il figlio Donald ed il nipote Roy.

Dopo aver scoperto che il gioco era popolare tra gli amici di suo figlio, Will Keeling fondò “The Newfooty Co.” per vendere il gioco commercialmente. Come per molti giocattoli di quegli anni economicamente difficili, si trattava di una piccola produzione venduta per corrispondenza solo con alcuni pezzi da gioco molto primitivi, alcuni dei quali sono stati realizzati presso la casa della famiglia Keeling.

I giocatori del Newfooty erano fatti di carta e scanalati in una base di piombo leggermente curva. Le basi di piombo, molto piatte, erano semplici nei set di base, e dipinte di rosso e blu per le versioni “deluxe”. La figura della carta ha una posa d’azione, e questa idea di design è stata mantenuta attraverso varie modifiche effettuate sulle stesse figure, rimanendo in netto contrasto con la figura di carta delle prime scatole di Subbuteo. Nelle prime confezioni di Newfooty la stessa illustrazione è su entrambi i lati del giocatore ma sono comparse presto scatole di gioco in cui le carte giocatore presentavano illustrazioni diverse sui due lati.  

Negli anni del secondo conflitto mondiale la produzione fu ovviamente rallentata ma mai cessata del tutto anche perché la distribuzione avveniva a mezzo posta e gestita a 360° dalla famiglia Keeling.

Nel dopoguerra la produzione di Newfooty riprese alla grande, nonostante la comparsa del suo successore/concorrente Subbuteo (ma questa è un’altra storia della quale magari un giorno parleremo).

Già dal 1947 il gioco era di nuovo operativo, con due cofanetti. Questi nuovi set con le loro graziose etichette arancioni e verdi, affermavano con orgoglio che il gioco era stato inventato nel 1929, messaggio che voleva indicare una chiara reazione all’arrivo di Subbuteo in versione omini di celluloide

Nelle confezioni rese disponibili nel dopoguerra, una delle modifiche più evidenti riguardò le basi con un tentativo di migliorare le versioni precedenti, in quanto ora avevano un disco di bilanciamento colorato posto in cima alla base di piombo. La nuova figura della celluloide aveva una linguetta più piccola sul fondo che si adattava attraverso la plastica ma le due parti della base erano tenute insieme da due perni di plastica nella parte inferiore del disco di bilanciamento. Il problema principale, nella pratica, era costituito dal fatto che le basi presentavano la fastidiosa tendenza a far cadere le figure di carta nel corso del gioco.

Nel 1951 Keeling aprì una nuova fabbrica per la produzione di Newfooty ed aprì anche il suo primo negozio dal quale produrre le 3 nuove confezioni di gioco che si distinguevano in base alla dotazione di accessori di gioco come, ad esempio, il numero delle palline. Va sempre sottolineato come tutte le scatole di gioco non prevedessero la presenza di un panno raffigurante un campo da calcio (lo stesso dicasi per le prime confezioni di Subbuteo), bensì di gessetti con i quali tracciare i limiti dell’area di gioco su qualsiasi superficie all’aperto ovvero indoor.

Le basi, in questi anni erano diventate abbastanza pesanti da far tornare gli uomini in posizione eretta durante il gioco e, poiché non erano emisferiche, conferivano, soprattutto al giocatore molto abile, un elevato grado di precisione.

Nonostante quest’aggiornamento, però, le basi del Newfooty non erano in grado di competere con quelle di Peter Adolph in quanto le basi del Subbuteo erano molto più performanti in virtù delle curvature del bordo, delle dimensioni uniformi e del peso più leggero che permetteva di tentare colpi più lunghi con maggiore precisione.

La produzione a tempo pieno delle nuove confezioni portò allo sviluppo delle basi del “tipo 1953”. Queste nuove basi monopezzo assomigliavano molto di più alla base della figura Subbuteo “piatta” del tempo, ma erano più piccole nel diametro con la componente di piombo della base visibile da sotto. Nonostante le piccole dimensioni, la base era molto più pesante dell’equivalente subbuteo e, se aggiungete a questo la presenza dei lati ripidi e del fondo metallico, risultava assai difficile far scorrere la figura a qualsiasi distanza. Il lato positivo era rappresentato dal fatto che risultava impossibile che i giocatori cadessero in avanti.

Nel 1954 Newfooty cambiò ancora una volta il design del coperchio della scatola. L’arancione era ancora il colore predominante, ma l’immagine d’azione non copriva più l’intero coperchio, e presentava un portiere in maglia gialla con giocatori nei colori di Newcastle e Blackpool. Il set più grande dell’epoca era simile al set deluxe del Subbuteo, con i giocatori e gli accessori disposti su due piani all’interno della scatola.

Set Deluxe del dopoguerra (1955 – 56) con porte e giocatori (squadre rossa e blu generiche) in celluloide
Swet Deluxe del 1957 con un particolare della dotazione interna

All’inizio degli anni ’60, le creazioni di Peter Adolph ed il marchio Subbuteo cominciarono a prendere il sopravvento e nel periodo di Natale del 1961 comparvero nei negozi le prime scatole di Subbuteo con squadre in scala 00, mentre la Newfooty Company cominciava a cessare le sue vendite, nonostante il disperato tentativo di Keeling di vendere il gioco sotto l’etichetta Crestlin.

Era finita la favola del Newfooty ma stava iniziando quella del Subbuteo e del gioco che tutti noi amiamo sin dagli anni ’70…

Al giorno d’oggi cosa ci resta di questo avo del gioco da tavolo più bello del mondo? Tanto, grazie anche alla presenza di collezionisti e venditori che cercano di recuperare quelli che possiamo tranquillamente definire come dei tesori da proteggere; tra questi appassionati collezionisti cito uno dei migliori, Pask HW (dal suo nickname su Facebook) che mi ha cortesemente concesso la possibilità di allegare al presente articolo foto di alcuni pezzi davvero gloriosi come quelli che vedete allegati all’articolo.

In conclusione è tranquillamente possibile affermare che, senza il progenitore, sarebbe stato difficile arrivare sia al Subbuteo tradizionale che al più moderno Calcio Tavolo ma, si sa, la storia, a qualunque livello ed in qualunque ambito, va studiata proprio per capire quello che stiamo vivendo nel presente.

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