SEMBRA FACILE…!

Parafrasando una massima tempo addietro coniata da un antesignano della disciplina subbuteistico-calciotavolistica, un Maestro, un Campionissimo, colui che io chiamo e chiamerò sempre il Presidentissimo per antonomasia di tutto il Movimento Nazionale ed Internazionale, oltre ad esserlo da sempre del Suo storico sodalizio umbro.

Stefano de francesco la storia del subbuteo

Un Signore, una persona che non ha bisogno di presentazioni.

“Sembra facile soleva dire e argomentare non troppo tempo fa in un particolare momento storico del nostro microcosmo.

Chiedendogli scusa anzitempo prendo in prestito la Sua massima per intrattenervi questa settimana su una serie di tematiche dall’apparenza elementari che dovrebbero contraddistinguere il movimento ma che invece tali non sono affatto, finendo per complicarsi ed assumere un’accezione spesso e volentieri scelleratamente distonica e negativa negli interpreti che le rendono tali.

Andiamo ad analizzarle in ordine sparso definendo per semplicità di fattispecie il subbuteista alla stregua del calciotavolista:

IL SUBBUTEISTA DOVREBBE SVILUPPARE ED ACCRESCERE LE PROPRIE CAPACITA’ DI MEMORIA E COGNITIVE

Il gioco, a mio avviso, attraverso le sue peculiari dinamiche, dovrebbe aiutare a sviluppare capacità cognitive fondamentali come quelle di trovare le soluzioni giuste, la strategia vincente, le scelte e le decisioni tecnicamente e tatticamente più corrette durante una partita.

Al contempo il gioco stimola un’altra importante abilità cognitiva: la memoria. Infatti, la conoscenza degli avversari, più volte affrontati nel corso degli anni in un microcosmo così piccolo, dovrebbe permettere l’immagazzinamento delle caratteristiche del contendente di turno al fine di contrapporsi nel modo migliore per cercare di vincere la partita.

IL SUBBUTEISTA E LA GESTIONE DELLO STRESS

Il Subbuteo, preso per il verso giusto, dovrebbe rappresentare un momento di svago, di evasione e alleviare lo stress. Uno degli effetti più ovvi, ma non per questo meno importante, è il divertirsi mentre si gioca. Questo effetto dovrebbe generare una sensazione se non di gioia e/o di felicità, quantomeno di rilassamento. Inoltre, la condivisione del gioco, se inquadrata nel modo corretto, dovrebbe produrre divertimento fra le persone che partecipano promuovendo empatia, feeling e la fiducia con gli altri partecipanti.

IL SUBBUTEISTA E LE RELAZIONI SOCIALI

Partecipare agli eventi federali e a quelli del circuito nazionale ed internazionale, coltivare il proprio hobby, dovrebbero rappresentare un modo perfetto per trascorrere del tempo insieme e costruire capacità di apprendimento allo stesso tempo in grado di rafforzare il legame sociale fra i componenti del gioco.

IL SUBBUTEISTA E IL CONTROLLO DELL’IMPULSIVITA’

Per tutti coloro che hanno problemi a gestire l’impulsività delle azioni il subbuteo dovrebbe fare da deterrente e, all’uopo contemperare, col fine ultimo di spingere a riflettere sulle proprie azioni, costringendo a mantenere un autocontrollo sulle azioni eseguite.

IL SUBBUTEISTA IN ETA’ AVANZATA

nonno subbuteo

Si è soliti pensare che l’attenzione, la memoria e la rapidità dei movimenti tendano a diminuire con l’età. Certamente è così ma è opinione di chi scrive che, al tempo stesso, un gioco come quello del subbuteo possa venire in ausilio e temperare lo scorrere del tempo e dell’età. Quale migliore opportunità, allora, se non quella di divertirsi il più possibile con una disciplina che non impone soglie o limiti di età, né tantomeno requisiti particolari per praticarla, purché in un modo ragionevole perseguendo obbiettivi che dovrebbero aiutare la propria salute e la propria psiche ?

IL SUBBUTEISTA E I SUOI MALATI CONCETTI DI VITTORIA E DI SCONFITTA

Qui si tocca un dato dolentissimo. L’etica, la morale, la deontologia, includendo in esse anche il gioco del Subbuteo, imporrebbero il rispetto verso gli altri giocatori, primo fra tutti il proprio avversario di turno.

A livello psicologico è noto che attraverso il gioco i bambini imparano ben presto che la vittoria o la sconfitta dovrebbero essere solo componenti marginali, che non pregiudicano il divertimento dello stare in compagnia. Inoltre l’errore può essere un momento di crescita, in cui poter capire e migliorarsi per il futuro.

Appunto i bambini ma non già gli adulti !

Sin qui alcuni punti salienti oggetto di trattazione ma ve ne sarebbero molti altri che tralascio.

Orbene rapportando tutto ciò all’attuale realtà del microcosmo subbuteistico/calciotavolistico, quanti i punti di contatto e quanti quelli distonici ?

Non so se avete fatto caso all’uso ripetuto del condizionale che ha albergato in ognuno di essi. Un caso, una ridondanza, un pleonasmo, un eccesso di cautela ?

Niente affatto, nulla di tutto ciò.

Sono certo, qualora ponessi in essere un sondaggio tra tutti gli attivisti del movimento obbligandoli a rispondere con onestà intellettuale, che la bilancia finirebbe col far diventare “presente” (in negativo) i condizionali, se non in toto di sicuro in una percentuale molto significativa.

Con l’aggravante che le negatività della suddetta bilancia penderebbero senza alcun dubbio verso le fasce d’età più avanzate, la qual cosa, oltre ad essere poco edificante, sarebbe decisamente deleteria e dequalificante per il movimento tutto.

Ma perché quando tutto potrebbe essere gestito, vissuto ed affrontato prendendo a riferimento nel modo giusto gli argomentati aspetti sovra descritti?

Evito di entrare nei particolari, sarebbe disdicevole e la lista dell’ultimo decennio lunghissima.

A buon intenditor……

Sembra facile…

Dott. Prof. Rosario Ifrigerio
07.04.2021

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