FORSE RICOMINCEREMO A GIOCARE A SUBBUTEO!

Si è concluso il sondaggio indetto dalla FISCT e destinato ai suoi soci. Ricordiamo che i soci FISCT rappresentano la gran parte dei giocatori nazionali, seguiti a ruota dagli amici del circuito Old Subbuteo che, ovviamente, non hanno potuto esprimere nessuna preferenza.

Le domande erano diverse e spaziavano dalla ripresa dell’attività, con varie sotto domande relative, e il format dei campionati sia del calciotavolo che del subbuteo.

Il risultato non era scontato, ma devo dire che sono rimasto abbastanza sorpreso per alcune preferenze che hanno prevalso.

Al sondaggio hanno risposto 56 soci su circa 90. Ricordo che i soci della FISCT sono le associazioni distribuite sul territorio e non i singoli individui.

La prima domanda verteva su quando avrebbe dovuto ripartire l’attività agonistica.

Il 48,2% dei votanti ha definito in “giocare appena consentito, con le dovute accortezze di sicurezza” la risposta, mentre un significativo 28,6% ha dichiarato “Aspetterei di poter giocare senza mascherina o distanziamento”. Il 19,6% ha invece espresso come preferenza: “Aspetterei stato avanzato di vaccinazione della popolazione”

Decisamente ininfluente chi ha indicato “Aspetterei il rischio contagio prossimo allo zero” con un 3,6%, per fortuna!

Il secondo quesito chiedeva ai soci con che tipo di manifestazione ripartire (regionali, nazionali, internazionali, ecc.). Ben il 67,9% ha indicato come preferenza i tornei regionali o interregionali. Un segnale di responsabilità e attenzione di chi non vuole sottovalutare il rischio, ma ritiene sia giunto il momento di ricominciare a “vivere” a 360°.

A seguire, il Direttivo chiedeva ai soci se avrebbero partecipato ai campionati di categoria, considerando che gli stessi saranno distribuiti su diverse date e separando le categorie per avere meno persone presenti e più spazi disponibili. Il 62,5% ha risposto positivamente, mentre il 26,8% preferisce non partecipare. Il restante 10,7% non esprime una posizione (gli indecisi).

IL FORMAT CAMPIONATI

La seconda parte dell’indagine del Direttivo FICT era incentrata, invece, sul format dei campionati. Ne ho parlato tante volte qui sopra e ribadisco che la mia idea è quella di una piramide vera che da poche squadre in serie A deve vedere crescere il numero di squadre per ogni serie. Ma andiamo a vedere cosa ha risposto il popolo FISCT.

Alla domanda se le categorie dovrebbero essere di massimo 10 squadre, ha risposto affermativamente il 17,9%, ma a farla da padrona sono stati il 62,5 dei votanti che ha indicato come soluzione ottimale campionati a 12 squadre. Il 19,6% ha preferito non rispondere.

A questo punto ritengo doveroso aprire una parentesi per sottolineare come la grande maggioranza dei soci abbia confermato il format che già da alcuni anni è apprezzato e funziona. Si conferma, anche, che la “stramba” decisione di quest’anno di portare i campionati a 14 per salvare “capra e cavoli” non è stata apprezzata praticamente da nessuno. Infatti, alla domanda relativa alle categorie a 14 squadre hanno risposto positivamente lo 0% dei votanti ed è un dato decisamente significativo!

Questo sarebbe il meno, però, dal gran pasticcio che si determinerà per riportare (se verranno riportate) le categorie a 12 squadre nella stagione 2021/2022. Ci sarà da soffrire con tante, troppe retrocessioni e pochissime promozioni. In pratica si vedranno campionati dove si potrà solo retrocedere per ripristinare quell’equilibrio, che era evidente, dei campionati a 12 squadre. Insomma, prevedo discussioni, arrabbiature e porte sbattute…

La domanda seguente era relativa a che tipo di struttura dei campionati i soci preferivano.

Le possibilità erano tante e riporto qui le domande con le percentuali di assenso:

  1. Piramidale su 4 serie (A, B, 2 di C, 3 o 4 di D) come ora – 55,3%
  2. A colonna con categorie di al massimo 12 squadre, almeno 5 serie (A, B, C, D, E) – 19,6%
  3. A colonna con categorie da 14 squadre in su, su 4 serie (A, B, C, D) – 3,6%
  4. Preferisco non rispondere – 12,5%
  5. Altro: Format da 10 squadre – 1,8%
  6. Altro: Piramidale con serie A a 8, serie B a 10, serie C a 12, tutte le altre in D – 1,8%
  7. Altro: a colonna con categorie da 10 squadre per A e B, 12 C e serie D a doppio turno con prima fase interregionale e seconda fase a 10/12 – 1,8%
  8. Altro: come ora ma più piramidale – 1,8%
  9. Altro: non saprei – 1,8%

Pare evidente che la struttura che c’era fino alla stagione 2019/2020 andava benissimo e credo che sia indubbio che verrà ripristinata dalla stagione prossima.

Il quesito 6 ribadisce la richiesta circa la bontà della composizione a 12 squadre della serie A e serie B di calciotavolo. Insomma, se si potesse non cambiare sarebbe meglio, pare il messaggio 😊. Ma niente da fare, anche a questa domanda il 60,7% risponde affermativamente, mentre solo il 5,4% preferirebbe un numero diverso. Ben il 33,9% preferisce non rispondere.

A seguire la domanda è sui tempi per ripristinare le serie a 12 squadre (sapevano che i soci sarebbero voluti tornare indietro 😊). Il 79,5% indica come tempi di ritorno al vecchio sistema già dal 2022 (sottostimando, però, l’impatto dell’importante numero di retrocessioni che ne conseguirà, a mio parere). L’8,8% sarebbe per un ritorno a 12 squadre in serie A restano a 14 squadre in serie B. La stessa percentuale di votanti dichiara che vorrebbe che si restasse a 14 squadre sia in A che in B nel 2022, ma nel 2023 avere la serie A a 12 squadre e la serie B a 14 squadre. Solo il 2,9%, invece, vorrebbe restare a 14 squadre sia in A che in B nel 2022 per tornare con la serie A e serie B a 12 squadre dal 2023.

Alla domanda 7 il Direttivo testa il livello di approvazione della serie C di calciotavolo a due gironi. Non è propriamente un plebiscito. Il 51,7% dichiara che va bene come siamo, il 17,9% preferirebbe avere due gironi da 10 squadre e 10,7% tornerebbe al girone unico di serie C. Solo 1,8% modificherebbe il format con due gironi da più di 12 squadre (che comporterebbe la disputa del campionato in più fine settimana).

È interessante vedere che una volta che una riforma di un campionata è assimilata dai giocatori, volerla modificare è sempre complicato e pericoloso. Personalmente l’unica cosa che non mi ha mai convinto dei campionati FISCT è proprio la serie C a due gironi con troppe incognite sulla reale equivalenza delle forze in campo nei due gironi. La composizione degli stessi viene stabilita utilizzando il ranking nazionale che fa davvero poco testo perché il ranking FISCT fa acqua da tutte le parti da sempre. Chissà che prima o poi non si trovi una soluzione anche per la serie C!

Ma proseguiamo con questo lungo questionario che ha coperto, in pratica, tutto quanto inerente all’attività agonistica federale.

Il quesito 8 chiedeva ai soci quale fosse la formula migliore per i campionati di accesso. Il 48,2% ha espresso parere favorevole per un campionato a girone unico, da disputarsi in 3 o 4 sedi Nord/Centro/Sud, in unico week end collocato nella seconda parte di stagione, come di fatto è oggi. Un importante 33,9% però, ha dischiarato che il top sarebbe un campionato in 2 fasi, una prima fase locale e una seconda fase nazionale. Questa seconda opzione era un format in voga fino a 6/7 anni fa, poi abbandonato perché le squadre in interregionale, in una sola stagione, potevano passare dall’interregionale alla serie D e quindi alla serie C. Una soluzione senza alcun fondamento di merito sportivo.

Le domande 9 e 10, invece, erano riferite al subbuteo tradizionale dove la prima chiedeva se il format attuale del campionato di subbuteo fosse adeguato. Il 44,7% ha dichiarato di sì, il 10,7% cambierebbe per assimilarlo a quello di calciotavolo, mentre il 44,6% preferisce non rispondere.

La domanda 10 verteva sulla proposta di svolgere i play-off tra le prime quattro squadre della serie A per l’assegnazione dello scudetto. Il risultato è molto incerto: 30,4% favorevole, 32,1% contrario, 37,5% preferisce non rispondere. Una scelta che dovranno fare i dirigenti FISCT e che sicuramente scontenterà qualcuno.

Da sottolineare la bella novità di chiedere ai soci cosa pensano di proposte ed idee ad associazioni che si sono sempre viste imporre le decisioni anziché condividerle. Mi sembra passato un secolo da quando per avere una risposta non ironica era necessario quasi pregare il segretario di turno, invece sono passati solo pochi mesi, ma l’aria che si respira è decisamente fresca e nuova.

Ai pochi, pochissimi nostalgici rivolgo lo stesso invito che mi rivolsero loro tanto tempo fa, quando chiedevo trasparenza e condivisione: se non vi piace fatevi la vostra associazione e divertitevi. Qui stanno benissimo, adesso!

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