PREMESSE

Gli argomenti in trattazione sono frutto del libero pensiero dell’autore e non fanno riferimento ad alcuno ed alcunché in particolare;

Ogni discussione, perché possa essere costruttiva e produrre benefici, deve essere ancorata ad un focus ben centrato e caratterizzarsi dalla presenza di contendenti che ne disquisiscano con pieno titolo e requisiti comprovati dalla realtà.

FOCUS E CONSIDERAZIONI DI MERITO

  • La fattispecie argomentale di cui trattasi attiene a quanto di recente appreso in materia di costituzione di una nuova Confederazione (o qualcosa di similare da quel che ho sentito dire) e dei costi richiesti per la partecipazione a taluni eventi di primaria rilevanza del panorama calcotavolistico europeo.

Nello specifico, premesso che l’autore è perfettamente allineato sulla smodata esuberanza dei costi di recente resi noti ed appresi, si rendono purtuttavia necessarie alcune considerazioni di merito:

  • Chi paga le spese annuali delle Associazioni? Il sodalizio o i soci?
  • Chi paga le spese per la partecipazione agli eventi nazionali e internazionali, comprese iscrizioni, viaggi, cene, pernotti e quant’altro? Il sodalizio o i soci?
  • Nel caso pagassero le Associazioni va da sé che le stesse povere non sono (con o senza sponsor e donazioni); lo stesso dicasi qualora le spese ricadessero interamente sugli associati.
  • Gli stranieri vengono rimborsati oppure no? Anche in questo caso il concetto non cambia quando essi, unitamente al club di appartenenza, prendono parte ad eventi in tutta Europa, come ad esempio in Galles, a Mons, a Issi Le Moulineau, a Bologna, a Messina, ad Atene o a Gibilterra.
  • Fanno unicamente eccezione sodalizi che da anni profondono energie e risorse ingenti per promuovere la disciplina calciotavolistica con i propri ragazzi. Quelle Associazioni, per intenderci come lo straordinario Barcellona Pozzo di Gotto e poche altre che girano l’Italia e l’Europa grazie a sacrifici encomiabili di genitori e parenti che si adoperano per portare a giocare figli e ragazzi autoctoni cresciuti nel vivaio che, per l’età che hanno, non possono di certo avere autonomia di spese. Ma lì ci sono i genitori dietro ai giovani, non di certo un club costituito da calciotavolisti in età ben adulta di multietnica provenienza come nella la maggior parte di club europei.

LA MORALE

  • Se innanzi a decisioni quantomeno discutibili si inalbera colui che da sempre è il Presidentissimo di tutti noi e si dimette da Organo Presidenziale Internazionale non c’è contraddittorio che tenga.
  • Se innanzi a decisioni discutibili si inalberano minacciando forfait od altro Associazioni e tesserati che oggettivamente non possono permettersi di pagare quelle somme per svariati motivi, ivi compresi sodalizi di élite, club che prima giravano il mondo ma che, a seguito dell’evento pandemico e del default del paese italia, devono giocoforza limitarsi al minimo indispensabile come, peraltro, fanno già da tempo, non c’è contraddittorio che tenga.
  • Se innanzi a decisioni discutibili si inalberano Francesco e Concetto La Torre del già citato Barcellona Pozzo di Gotto, non c’è contraddittorio che tenga.   
  • Ma se innanzi a decisioni discutibili si inalberano Associazioni di qualunque nazione che prendono parte ogni anno a decine e decine di manifestazioni in tutta Europa, spendendo fior fior di quattrini, allora i conti non tornano. Per un weekend a Mons, nella migliore delle ipotesi ognuno spende non meno di 400/500 Euro. Per il prossimo torneo di Messina, dove tanti saranno presenti con le famiglie per la meraviglia del posto, di soldi ne servono ben di più. E ciononostante siamo arrivati a 100 iscritti con 8 paesi di provenienza (Austria, Malta, Olanda, Inghilterra, Spagna, Belgio, Francia e naturalmente Italia). E via discorrendo.

Mi chiedo qual è il problema per costoro. Se così amanti del nostro gioco (ammesso e non concesso che non sussistano manie di primeggiare nei ranking) e/o talmente ricchi e liberi da destinare ingenti risorse annue per il CDT, cosa cambia loro se spenderanno 20, 50 o 100 EURO in più per una Champions o una Europa League?

O si è ricchi o si è poveri! I contendenti devono essere seri e se intendono essere ammessi al tavolo della discussione non possono addurre motivazioni che non trovano alcun riscontro nella realtà.

Ben diversa è una posizione ferma sull’iniquità delle decisioni ma lamentele, vittimismi e similaria se proprio devono sussistere sono appannaggio solo ed esclusivamente delle summenzionate fattispecie di cui innanzi che ne hanno ben donde.

Un po’ come salire in cattedra o su un palcoscenico: se hai pienamente ragione poiché incentri il focus sul vero nodo della questione porti avanti le tue motivazioni fondate e ti è anche consentito di urlare il tuo disappunto.

Se hai sufficientemente ragione fermo restando sempre ben focalizzato l’argomento in sé, te ne stai seduto nel pubblico e ogni tanto intervieni con moderazione e coerenza esponendo le tue giuste ragioni.

Ma se ti poni tu stesso dalla parte del torto adducendo motivazioni sacrosante ma che nel tuo caso non trovano riscontro nella realtà dei fatti, meglio non entrarci proprio in quella sala o, se proprio devi, l’ideale è restartene in silenzio.

Poiché i conti o tornano o non tornano e non è che li si fa tornare a seconda della tua convenienza o meno per ottenere consensi.

Magari quando uscirà questo articolo si sarà già trovata una soluzione e posto rimedio ma la sostanza de facto non muterà di una virgola.

E questo vale per tutti, non solo per gli italiani, maestri nel proferire considerazioni aperte ad ogni risposta, a seconda della quale sarà adeguata la controreplica, di conferma o meno, dipende.

Come dire: “hai proprio capito perfettamente ciò che intendevo dire” oppure: “ma guarda che non era questo il senso”. Quello che in un gergale spinto si chiama paraculismo (finché dura e non vieni sgamato).

Rosario Ifrigerio
07.06.2022

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