Il campo di gioco, quale scelgo? 1^ puntata

Ecco una domanda chiave nel percorso di crescita dei giocatori sia amatori che “agonisti” (ebbene sì, esiste anche l’agonismo vero e proprio, ma ve ne parlerò in un’altra occasione).

Spesso chi si approccia al calcio-tavolo cerca di capire da subito che tipo di superficie e che tipo di basi usare. Concentriamoci sulla superficie di gioco! Ci sono diversi produttori e alcuni di essi con diversi modelli. Ci sono i campi replica, i campi originali dell’epoca d’oro anni ’70 e ’80, i campi in nylon anni ’90, i campi che si comprano nei centri commerciali, insomma ci sono campi di gioco per tutti i gusti! Ovviamente tra i produttori di materiale “professionale” (vedi sopra “agonisti”) c’è l’ovvio e giusto interesse di fare in modo che i giocatori utilizzino le proprie superfici per un giusto ritorno commerciale. Ma quanto è importante la superficie di gioco per la buona riuscita di una partita? Se vinci nulla, se perdi fondamentale! Il problema di questa affermazione è che i campioni, quelli veri, vincono sempre su qualsiasi tipo di campo!

Ma veniamo alle caratteristiche principali. Innanzitutto definiamo alcune peculiarità del campo:
1) Campo molto veloce: superficie dove le basi delle miniature, se ben lucidate, scivolano in modo eccezionale sembrando quasi su ghiaccio con una frenata dolce a “fine corsa”.
2) Campo veloce: superficie dove le basi delle miniature hanno uno scorrimento lineare, ma con una “frenata” più decisa a “fine corsa” e necessitano di una forza maggiore di spinta per compiere lo stesso spazio rispetto alla superficie molto veloce
3) campo lento: già nella definizione si capisce che è una superfici dove sarà necessaria una forza molto maggiore per spingere le miniature e la frenata a “fine corsa” sarà sicuramente decisa. Non è detto che una superficie “lenta” sia una superficie di gioco inadeguata, anzi. Molte volte consente movimenti e lanci che con le altre superfici diventano ingestibili.

Oggi il campo cosiddetto molto veloce è senza dubbio l’Extreme Pitch

Il produttore, da anni presente nel comparto dei produttori di materiali professionale, ha avuto un grandissimo successo grazie sia alla qualità dei campi che all’utilizzo degli stessi da parte delle Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo (FISCT), un’associazione che gestisce ed organizza l’attività agonistica sul territorio nazionale. Oggi la FISCT ha cambiato parco campi scegliendo un campo diverso di una altro produttore (ne parleremo in una puntata ad esso dedicata), ma gli estimatori dell’Extreme Pitch sono ancora tantissimi e trovare questi campi di gioco nei vari tornei organizzati sul territorio sia nazionale che internazionale è abbastanza facile essendo il parco campi principale di tantissimi club ed associazioni.

Entrando nel dettaglio tecnico, per quel che è la mia esperienza su questi campi (considerando che li abbiamo al club da tanti anni), ciò che immediatamente si percepisce è lo scivolamento incredibile delle miniature. In alcuni casi è quasi consigliabile non lucidare troppo le basi (operazione della quale parleremo diffusamente in un post dedicato) per evitare che le miniature scivolino troppo, Il problema di un’eccessiva “scivolatura”, infatti, è la meno pronta chiusura in difesa quando la miniatura si ferma. Infatti essendo molto dolce il “fine corsa” diviene anche lento e questo può creare qualche problema. Tecnicamente un giocatore sa che deve anticipare il tempo della difensiva e cercare di intuire dove l’avversario andrà ad attaccare lo spazio, ma di certo serve un periodo di “apprendistato” per godere appieno dell’Extreme Pitch. Per contro, grazie proprio alla facilità di “scivolatura” delle miniature, andare a colpire la pallina da molto lontano con grande precisione è in molti casi più facile garantendo anche ai giocatori meno esperti agganci straordinari. Ovviamente la forza del colpo andrà sempre dosata attentamente per evitare che l’impatto con la pallina sia troppo forte e la stessa si allontani troppo o diventi incontrollabile.

In ultimo, ma non meno importante, l’equilibrio tra scorrimento miniature e scorrimento palla è davvero molto buono. Potrebbe capitare, su altre superfici non professionali, che lo scorrimento della miniatura abbia una determinata velocità e la palla, una volta colpita, una completamente diversa e spesso molto più veloce. La mancanza di questo equilibrio fa diventare difficile e meno divertente la partita.

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