Il Subbuteo dalla A alla Zëugo – M…ondiali

“Campioni del Mondo… Campioni del Mondo… Campioni del Mondo…” così urlava Nando Martellini nel ’82 e ancora… “il cielo è azzurro sopra Berlino” esclamava Marco Civoli nel 2006, dopo che capitan Cannavaro alzava la coppa in faccia ai francesi!

Emozioni veramente importanti. Quelle che ti avvolgono, che ti entrano dentro, che ti fanno dimenticare tutto quello che ti circonda.

Non c’è più il problema al lavoro. Nemmeno quella bolletta che non sai come pagare. Figuriamoci litigi o discussioni o che la benzina è di nuovo aumentata. Niente. Solo quegli undici “bischeri” che corrono dietro ad una sfera di cuoio.

E noi lì. Inebetiti a guardarli correre e a tifare nella speranza che riescano a gonfiare la rete avversaria. L’unica cosa a unire tutti o quasi. Juventini, Milanisti, Interisti, tifosi della pallavolo o della moto GP: la maglia azzurra della Nazionale.

Da piccoli, chi ha giocato a calcio, ha sicuramente sognato di indossare quella maglia. Di rappresentare la propria Nazione, di poter alzare quella coppa dorata, magari dopo aver segnato il goal decisivo.

Poi arriva, per tanti, la dura realtà che ti dice: sveglia… sei bravo ma non abbastanza! Quindi ti butti nel tifo e nei commenti tipici di chi la sa lunga, perché “io giocavo, quindi lo so!”. E arrivi al panno verde e ti inventi, con gli amici, il mondiale giocato in cameretta.

In tanti vogliono usare il simpatico Camerun o il Brasile dei fenomeni ma tu no. Tu vuoi l’Italia. Tu vuoi segnare con la miniatura numero 10. Che è Antognoni, Giannini, Baggio, Del Piero… Ma a volte sei tu. Che vuoi alzare le braccia al cielo. Ricevere gli abbracci dei tuoi compagni, dei tuoi amici. Fare goal con la maglia azzurra ed esultare sventolando il tricolore! Questo è il sogno di parecchi di noi.

Certo i bambini hanno più tempo per riuscirci. Noi meno, per ovvi motivi. Ma c’è sempre la categoria Veteran. Pronta ad accogliere chi non è mai riuscito ad arrivare in Nazionale da giovane. Magari non per demerito ma semplicemente perché si è ritrovato a nascere nel periodo sbagliato, con dei coetanei che in realtà sono mostri di questo gioco, che cannibalizzano premi e trofei e si meritano, giustamente, di rappresentarci ai Mondiali.

Mondiali. Il termine dovrebbe essere chiaro, ma mi faccio aiutare dal sito Treccani: “gara o complesso di gare a cui partecipano atleti o squadre di diverse nazioni per l’assegnazione del titolo di campione mondiale in una determinata specialità“.

Noi invece giochiamo una sorta di Europeo e lo giochiamo tutti gli anni. Quest’anno è stato mascherato o smascherato. È sembrato più una supercazzola, visto che le nazioni partecipanti erano praticamente le stesse.

Ma noi siamo così, abbiamo bisogno di un titolo, di una competizione che abbia, soprattutto per noi, un valore assoluto.

Non si offendano i giocatori! Il problema non è chi gioca, ma chi decide! Chi decide di organizzare un evento, spesso costosissimo, per soddisfare non si sa bene quale necessità: morale, sportiva o economica.

Allora qual è il sogno? Qual è il valore di un mondiale? Più alto o più basso, ad esempio, di un Major (torneo del circuito internazionale fistf, n.d.r.)? E qual è la reale funzione di una competizione definita Mondiale? Se scorriamo le nazioni che hanno ospitato questo evento, non sono sempre le stesse? E non sono sempre nel perimetro Europeo? Quindi? Ci sarà mai la possibilità di disputare un mondiale in America? E in Africa? E in Asia? l’Australia non la cito, anche perché oggi hanno problemi purtroppo ben più importanti e decisamente più meritevoli di attenzione!

Ma ci sono problemi che dovrebbero essere affrontati con una certa attenzione da parte di chi vuole gestire il nostro piccolo mondo. Anche i costi da sopportare da parte degli atleti per esempio. La trasferta a Gibilterra dello scorso anno, 2019, ha fatto risaltare proprio questo aspetto. Oltretutto credo che siamo gli unici in Italia a dover pagare per poter giocare con la maglia azzurra. Chissà che un giorno non si possa avere abbastanza denaro per poter fare, finalmente, qualcosa di serio per questo nostro amato giochino…

Forza azzurri…

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