Aggiornamento febbraio 2026
Da quando esiste il calciotavolo in Italia, esistono anche i club. Il primo club ufficiale fu fondato da Roberto Cavallo il 1° gennaio 1973 con il nome Subbuteo Club Paderno Dugnano.
Negli anni successivi, grazie al lavoro della Famiglia Parodi — che importò e diffuse in tutta Italia il gioco a marchio Subbuteo — nacquero molti altri club, sempre più numerosi, fino a raggiungere il periodo di massimo splendore del calciotavolo italiano tra gli anni ’80 e ’90.
Da quei “anni ruggenti” è cambiato praticamente tutto. Oggi gestire un club di calciotavolo (o qualsiasi altra associazione ludica) come si faceva allora è quasi impossibile, soprattutto se si vuole operare nel pieno rispetto delle regole attuali.
Costituire l’Associazione
Quando decidiamo di strutturare un club, dobbiamo sapere che non basta riunirsi e dichiarare “da oggi siamo un club”. Per operare correttamente è necessario costituirsi come Associazione.
Oggi il processo è piuttosto semplice: si sceglie la forma associativa (Associazione Culturale, ASD, APS, ecc. — ed è sempre consigliabile rivolgersi a un esperto di associazionismo), si redige lo Statuto, si compila la documentazione necessaria, si acquistano le marche da bollo e si procede alla registrazione presso l’Ufficio del Registro.
Non entro volutamente nei dettagli della procedura: online si trovano ottimi tutorial e, soprattutto, esistono professionisti che possono guidarvi passo passo.
Quello che mi interessa affrontare qui è la gestione quotidiana dell’associazione. Essere un’associazione non significa semplicemente ritrovarsi con qualche amico, giocare e magari partecipare ai campionati nazionali di Subbuteo.
Giocare e divertirsi è fondamentale, certo, ma non può diventare l’unico obiettivo. Se l’attività ludica prende il sopravvento su quella associativa, rischiate di aver sprecato tempo e soldi nella costituzione. A quel punto sarebbe stato più semplice unirsi a un’associazione già esistente… 😉
I ruoli dell’associazione
Definire in modo chiaro i compiti di ogni membro del consiglio direttivo — e degli eventuali volontari — è essenziale. Una buona distribuzione dei ruoli evita confusione, sovrapposizioni e, soprattutto, alleggerisce il carico di lavoro di chi si trova a gestire il club.
Il presidente
Non è una carica onorifica, come qualcuno potrebbe pensare. Il Presidente ha una responsabilità enorme: rappresenta legalmente l’associazione, ne risponde in prima persona e deve essere presente in tutte le valutazioni che riguardano progetti, decisioni e attività che impattano sulla vita associativa.
Un Presidente che prende sottogamba il proprio ruolo, delegando tutto ad altri, ha già rinunciato al successo dell’associazione. È come giocare alla roulette russa.
Il tesoriere
È la figura che deve garantire ordine e precisione nella gestione economica. Il suo compito richiede costanza: tenere aggiornata la prima nota, mantenere i rapporti con il commercialista, ricordare le scadenze ai soci, raccogliere le quote, rilasciare ricevute e monitorare entrate e uscite.
È un ruolo fondamentale per la trasparenza e la credibilità dell’associazione
Il segretario
È il punto di contatto tra l’associazione e i soci. Si occupa di comunicare eventi e attività, tenere aggiornati i libri verbali, raccogliere le richieste dei soci e portarle all’attenzione del Direttivo.
Gestisce l’elenco soci e tesserati, verificando — insieme al Tesoriere — la corrispondenza tra quote versate e soci attivi.
È il ruolo che tiene insieme la parte organizzativa e quella relazionale
I consiglieri
Non sono comparse, e non devono esserlo. Anche i Consiglieri contribuiscono attivamente, ciascuno secondo le proprie competenze e attitudini. Un consigliere può occuparsi dell’organizzazione degli eventi (tornei, manifestazioni), un altro della gestione degli sponsor e della ricerca di sostegno economico, un altro ancora della comunicazione o della logistica.
Gli esempi sono infiniti: l’importante è che ognuno abbia un compito chiaro e lo porti avanti con responsabilità.
Per far funzionare un’associazione bisogna lavorare tutti insieme, con la stessa serietà di un’azienda.
Gli Obiettivi
Una volta stabiliti i ruoli, è fondamentale porsi degli obiettivi chiari. Alcuni esempi:
- Creare una scuola calciotavolo.
- Individuare un coach per la squadra senior.
- Individuare un coach per la squadra under.
- Partecipare a manifestazioni locali per promuovere l’attività e trovare nuovi appassionati.
- Stampare le brochure di presentazione.
- Cercare sponsor per finanziare maglie, tute e materiale tecnico.
- Pianificare l’attivazione dei canali social, dando visibilità agli sponsor e attirandone di nuovi.
Gli obiettivi sono essenziali perché permettono al Consiglio Direttivo e al Presidente di monitorare l’avanzamento dei progetti e valutare i risultati ottenuti man mano che si mettono in atto le strategie.
Al contrario, gestire un’associazione senza obiettivi definiti — improvvisando attività estemporanee, senza studio né progettazione — porta quasi inevitabilmente al fallimento.
Allo stesso modo, affidare un progetto a una sola persona espone l’associazione a un rischio enorme: se quella persona si stanca o abbandona, il lavoro resta incompleto e nessuno conosce lo stato dell’arte. È sempre meglio che almeno due persone lavorino in sinergia sulla stessa attività, così da garantire continuità e condivisione.
Le attività
Molte associazioni dedicate al calciotavolo Subbuteo offrono gratuitamente l’uso dei propri locali agli appassionati. È un’iniziativa lodevole, che spesso permette di far crescere il numero dei giocatori del club. Tuttavia, questo approccio attira principalmente chi già conosce il gioco o chi lo ha praticato in passato. Per ampliare davvero la base di appassionati, serve qualcosa di più strutturato.
I corsi
Tra le attività più sottovalutate c’è l’organizzazione dei corsi, solitamente rivolti ai più giovani, ma perfettamente adatti anche agli adulti.
I corsi offrono diversi vantaggi:
- permettono all’associazione di presentarsi come punto di riferimento ed esperto del settore;
- aiutano a trovare nuovi appassionati che desiderano imparare a giocare;
- garantiscono entrate economiche fondamentali per la sopravvivenza del club.
Abbiamo spiegato nel dettaglio come organizzare e gestire un corso di calciotavolo in un articolo dedicato che vi invito a leggere.
Attività agonistica
Un’altra attività fondamentale è l’organizzazione dei tornei.
E per “torneo” non intendo necessariamente gli eventi ufficiali assegnati da FISCT, o altre associazioni nazionali, ma competizioni più semplici, non patrocinate, aperte a tutti: soci, curiosi, giocatori occasionali.
Questi tornei:
- mantengono vivo l’interesse dei membri del club;
- creano occasioni di gioco regolari;
- permettono di organizzare campionati interni o piccoli circuiti provinciali;
- offrono opportunità di promozione collaborando con oratori, centri sportivi o altri spazi pubblici.
Sono attività perfette per far conoscere il gioco e avvicinare nuove persone.
Per organizzare un torneo potete seguire il nostro tutorial dedicato al torneo all’italiana.
Le regole
Scrivete le regole dell’associazione. È fondamentale che soci e tesserati conoscano chiaramente diritti e doveri di tutti. Lo Statuto è la carta fondamentale, certo, ma quasi nessuno lo legge davvero.
Per questo è utile predisporre anche un regolamento interno, semplice e comprensibile, che definisca il comportamento da tenere all’interno dell’associazione. Stabilite fin da subito anche le sanzioni per chi non rispetta le regole.
Non lasciate nulla al caso o agli umori del momento: avere un documento uguale per tutti è una garanzia di equità e trasparenza. Nessun favoritismo, nessuna interpretazione personale.
Potrebbe sembrare eccessivo, ma finché tutto va bene nessuno si lamenta e l’armonia sembra eterna. I problemi iniziano quando emergono contestazioni, malumori interni o veri e propri “guerrafondai”.
Se in quel momento non avete regole chiare e condivise, diventa difficilissimo gestire la situazione.

Allo stesso tempo dobbiamo garantire la massima trasparenza ai nostri soci. Uno dei motivi più frequenti di discussione è la gestione dei fondi: per questo una prima nota accessibile a tutti i soci (attenzione: soci e tesserati non sono la stessa cosa) dovrebbe essere una priorità assoluta per ogni direttivo.
Inviare i verbali delle assemblee, convocare regolarmente le assemblee stesse (sembra banale, ma vi assicuro che esistono associazioni che non sanno nemmeno cosa siano), garantire l’accesso ai documenti: sono tutte pratiche fondamentali per essere considerati buoni amministratori ed evitare le classiche “chiacchiere da bar”.
E poi, usiamo il buonsenso. Il fine di tutti dovrebbe essere quello di stare insieme, divertirsi e costruire qualcosa che rimanga nel tempo, per noi e per chi verrà dopo di noi.
Non commettiamo l’errore — purtroppo molto comune — di considerare l’associazione come una proprietà privata. I soci sono amici, collaboratori, persone che possono aiutarci a crescere e a diventare un punto di riferimento sul territorio.
E quando il nostro tempo sarà finito, non restiamo aggrappati alla sedia del Consiglio Direttivo. Lasciamo spazio ad altri, magari più giovani o con idee nuove. Nessuno è unico e insostituibile.
Approfittiamone invece per recuperare il tempo perduto: giocare, divertirci e guardare con orgoglio i nostri amici che portano avanti il club con la stessa passione che ci ha guidati.
Conclusione
Gestire un’associazione di calciotavolo — o qualsiasi altra attività ludica — è un impegno che richiede organizzazione, trasparenza e spirito di squadra. Non basta la passione per il gioco: serve una visione, servono regole chiare, obiettivi condivisi e persone disposte a collaborare con continuità.
Quando un’associazione funziona, non è mai merito di un singolo, ma del lavoro di tutti: dirigenti, volontari, soci, nuovi appassionati che arrivano e portano entusiasmo. È questo che trasforma un semplice club in una comunità viva, accogliente e capace di durare nel tempo.
Ricordiamoci sempre perché lo facciamo: per stare insieme, per divertirci, per far crescere il nostro sport e lasciare qualcosa di bello a chi verrà dopo di noi. E quando sarà il momento di passare il testimone, facciamolo con serenità e orgoglio, sapendo di aver costruito le basi per un futuro ancora migliore.
Un’associazione è un viaggio collettivo: camminando insieme si andrà lontano.
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