I DIARI DELLA… VALIGETTA… 21 marzo

È fatta!

Dopo una due giorni super  intensa, siamo riusciti a raggiungere l’obbiettivo che ci eravamo prefissati e che abbiamo desiderato cosi tanto. Ci giocheremo la serie D nazionale di subbuteo a Chianciano Terme!

Diversi ci mettevano fra i favoriti ma fra il dire e il fare… ci sono in mezzo altre otto squadre motivate, senza dubbio, a fare bene.

Tutta la fase di preparazione e stata impegnativa e, come ulteriore punto d’orgoglio, dovremmo essere, a memoria, la prima e unica squadra a guadagnarsi la promozione nazionale da organizzatrice. Di certo un grande merito va dato a tutto il club che in un momento cosi significativo per noi, ha saputo “fare quadrato”. Tutti pronti ad aiutare sia fisicamente, con il trasporto dei campi, che moralmente quando serviva una parola di incoraggiamento o di  supporto. Siamo riusciti a fare tutto. Sistemazione campi, organizzazione degli spazi, sponsorizzazione, cena del sabato, pubblicità e visibilità, presenza delle autorità per le premiazioni e primo posto in classifica. Tanta roba!

La partenza è stata impegnativa. Solita levataccia per posizionare i campi, metterli alle giuste distanze, tutti a bolla, puliti e pronti. Poi bisogna iniziare a pensare alle partite, agli accoppiamenti e a tenere alta la concentrazione.

La prima partita è già complicata giochiamo contro i ragazzini terribili di Casale. Loro bravi, motivati e sfrontati il giusto. Noi con qualche capello grigio, tanta determinazione e la personalità data dal numero superiore di tornei fatti. Con fatica strappiamo un 2 a 1 che ci porta i primi tre punti contro una diretta concorrente.

La seconda partita è tecnicamente più agevole. Incontriamo una squadra veneziana composta da giocatori di lunga data più interessati al divertimento puro e allo stare insieme (vinceranno a mani basse il titolo di squadra simpatia nella cena del sabato) che all’agonismo esasperato. Quasi quasi ci dispiace batterli tanto è alta la loro carica di simpatia e di correttezza ma, dall’esterno, ci ricordano che i tre punti ci servono. E così sia. I nostri avversari non se la prendono ma ci avvertono che si prenderanno la rivincita quando metteremo le gambe sotto al tavolo per la cena!

Terza partita. Ci tocca la squadra bolognese. Decisi a fare bene e a vender cara la pelle. Azzeccano perfettamente gli accoppiamenti e ci mettono alle corde. Solo grazie ad un paio di guizzi fortunosi riusciamo a pareggiare. Visto come si stava mettendo, è un punto prezioso.

Alla quarta e ultima partita del sabato, affrontiamo la squadra pavese/milanese. Stanchezza, maggior determinazione dei nostri avversari o troppa sicurezza da parte nostra ci portano ad una inaspettata sconfitta. I nostri diretti concorrenti trevigiani invece vincono ancora e sono a punteggio pieno. Il sabato si chiude così, con un po’ di amarezza e le gambe pesanti. Ma non è ancora finita ed abbiamo una cena da gestire ed onorare.

Che meraviglia. Decisamente una delle parti migliori dei tornei è proprio lo stare insieme non solo per fare goal ma esclusivamente per il piacere della compagnia. La squadra veneta, come promesso, sbaraglia tutti nel mangiare e nel bere. I torinesi, abituati ai rossi piemontesi, provano a tenergli testa. Ci riescono per lunghi tratti. Poi si arriva al dolce, una spettacolare torta a tema subbuteistico, e il testa a testa alcolico è ad un punto morto. Il capitano dei veneti decide di giocare il jolly. Allunga le chiavi della macchina al compagno più vicino all’uscita, dicendogli “porta su tutta la scatola!”. Questo si alza e si ripresenta, dopo qualche minuto, con una cassa di prosecco… saltano i tappi… si alzano i bicchieri ed iniziano i canti… i torinesi alzano bandiera bianca… gli altri avevano già ceduto al secondo piatto.

Una bella serata, vissuta con spensieratezza, con divertimento e senza minimamente pensare ai campi di gioco. Un terzo tempo di tutto rispetto! Ora tutti a nanna. Domani si gioca.

Nella prima  partita della domenica siamo più spettatori interessati che protagonisti. Gli scontri incrociati inizieranno a delineare chi si giocherà tutte le carte utili per le prime posizioni.

Noi partiamo subito forte contro la squadra di Lusernetta mentre il derby del triveneto tra trevigiani e goriziani finisce pari. Siamo alla sesta partita. I bolognesi vincono contro Treviso e Gorizia ci inchioda sul pareggio. Restiamo secondi dietro la squadra di Bologna.

Nel turno successivo entrambi vinciamo la nostra partita quindi le posizioni non cambiano, per cui tutto si rinvia all’ultima sfida che sarà decisiva per ben cinque squadre. A noi, come ultimo turno, tocca la sfida contro i trevigiani.

Quando poso la valigetta sul campo, faccio un respiro profondo e chiudo gli occhi. Li riapro. Apro la valigetta e gli do un’occhiata. Il primo sguardo cade sul legno nudo degli scomparti che custodiscono le squadre. Poi sulla foto della Lazio del -9. La tengo lì da quando mi è stata regalata da Ricky, un giocatore e amico anche lui tifoso biancoceleste.

Loro fecero un’impresa rimasta nella storia. Noi siamo chiamati a molto meno, ma fisso i loro occhi stampati sulla carta e cerco di prendere da loro il coraggio e la concentrazione che mi serviranno per vincere la mia partita e poter caricare i miei compagni.

Ci sono. Chiudo e poso la valigetta ed inizio a lucidare. Tutto pronto, si parte. Il risultato è in bilico e la tensione si fa alta. Si combatte, sempre molto correttamente, su ogni pallina. Dopo pochi minuti siamo sotto su un campo. Passa poco e, su un altro campo, passiamo in vantaggio. Siamo pari. Io sono teso, il mio avversario difende bene. Mi lascia poche occasioni e tutte mai agevoli. Insisto, tengo palla, ci provo in tutti i modi ma mi chiude sempre. Butto dentro la pallina, ma mai nessuno dei miei omini è libero. Nessuno tranne uno sulla mia linea di tiro. Sono lontano un chilometro e mezzo dalla sfera bianca ma è uno dei miei tiri preferiti. Da fuori vedono la situazione e cala il silenzio. Un bel respiro. Mano sul campo. Non sento cosa succede intorno a me. Non vedo nulla, solo la porta. Tiro. La palla, colpita dall’omino, si solleva quel tanto che basta per scavalcare il portiere e finire in rete. Esultiamo, siamo sopra! Passano due minuti e mi si ripresenta la stessa identica  situazione. Il mio avversario, memore di ciò che era successo prima, impreca sottovoce e prova a concentrarsi sulla parata. Niente da fare stesso epilogo del tiro precedente. La palla salta il portiere e cade morbida in fondo alla porta. Io vinco due a zero e la squadra vince 2 a 1. Finisce il primo tempo.

Ci diciamo poche parole. Gli sguardi. Quelli fanno la differenza. Abbiamo fatto un percorso di mesi per arrivare fino a quel punto e non siamo intenzionati a mollare. Ripartiamo. Alla fine il risultato di squadra è di 3 a 1 per noi. Non solo ci prendiamo i tre punti, siamo matematicamente qualificati per la fase finale di Chianciano Terme!

Nell’ultimo turno, siamo di riposo. La squadra di Casale, fino a quel momento terza in classifica, gioca contro Bologna. Una prova strepitosa dei ragazzini terribili, relega i felsinei al terzo posto e proietta i nerostellati, insieme a noi, alla fase finale.

La due giorni si chiude con le premiazioni ed i giusti festeggiamenti. Ora bisogna mettere tutto a posto e portare via i campi. Tutto torna a posto… anche la mia amata valigetta.

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