I DIARI DELLA… VALIGETTA… 20 luglio

Eccoci qui. Luglio, estate, caldo, tempo di vacanze, tempo di posare le valigette e di pensare ad altro.

Per noi giocatori di Subbuteo in realtà è uno dei momenti dove ti sale la malinconia. È un po’ come quando da ragazzino finivi la scuola ed eri felice e triste allo stesso tempo. Basta libri, basta compiti o professori che non vedono l’ora di schiaffarti un bel 4 per un’interrogazione  andata male, ovviamente non perché non avevi studiato, bensì perché era morta nonna, per la sesta volta, e quindi non potevi pensare alle guerre puniche, all’algebra o a quella donzelletta che poteva tranquillamente restarsene in campagna senza andare in giro a infastidire i poveri studenti.

E poi basta svegliarsi presto. Basta dover sentire mamma che ti chiede se hai studiato. Tutto si fermava per tre mesi e cambiavano le abitudini, eri libero, ma dovevi rinunciare, a volte, a vedere i tuoi compagni di classe o gli amici o quella morettina dallo sguardo tagliente che abitava fuori città.

Quindi, per chiudere l’anno scolastico, andavi fuori a mangiare la pizza coi tuoi compagni per festeggiare questo momento, ma poi, quando tornavi a casa, restavi con quella sensazione di mancanza che durava giorni, a volte anche settimane.

Per noi giocatori di Subbuteo, in particolare per noi Lombardi e ancor di più per noi Cremonesi, l’uscita coi compagni di scuola a mangiar la pizza è stata sostituita dalla ormai rinomata Coppa Lombardia. Un torneo a squadre, non presente nel calendario agonistico nazionale, in vigore ormai da 21 anni per merito della squadra milanese ideatrice di questa competizione.

Dal 2013 viene giocata qui nella terra dei violini e noi ci occupiamo di organizzare la parte “sportiva” ma soprattutto quello che si definisce il “terzo tempo”. Abbiamo preso questa bella abitudine di organizzare questo torneo nel principio fondamentale dello stare insieme non per il solo risultato, ma per il piacere della compagnia.

Allora via a cercare una location degna del torrido clima estivo e ad organizzare una sana mangiata tutti insieme. La location ideale? Un bel centro sportivo, con del verde, un bar fornito e la possibilità di accesso, con una quota agevolata, alla piscina sia per i giocatori che per i loro familiari. Unico obbligo del torneo, la maglietta del club e una sana voglia di divertirsi, dopo di che spazio libero a infradito, costume da bagno e pausa piscina.

Al termine del torneo liberi tutti per una sana nuotata, giro di aperitivi e poi cena finale tutti insieme. Uno spettacolo. Naturalmente tutti vengono per mangiare, stare in compagnia e per chiudere, più o meno ufficialmente, la stagione in corso ma nessuno gioca mai per perdere.

Le partite sono combattute anche se sempre nel totale rispetto della finalità del torneo. L’amicizia. Perché, per fortuna, questo nostro gioco/sport accomuna un sacco di brave persone che grazie alla condivisione di una passione, si sono riscoperte vicine ed affini a persone che fino a qualche anno fa erano perfetti sconosciuti di un’altra città, provincia o addirittura regione. Perché a volte, giocando a Subbuteo, riesci a capire molto di una persona. Se sei abbastanza attento riesci a leggere le persone e a capire come sono.

Il nostro gioco costringe ad avere comportamenti, attenzioni nel modo di approcciarsi alle partite, agli avversari ed anche all’arbitro che a volte spiegano molto del carattere di ognuno di noi. Certo non si può andare sempre d’accordo con tutti, ognuno ha la sua visione della vita e di certo qualche mela imperfetta esiste anche nel nostro micromondo, ma, per fortuna, parecchi di noi possono essere definiti brave persone.

Torniamo al torneo. Quest’anno abbiamo avuto 6 squadre presenti, le due milanesi, la squadra bresciana, noi con due formazioni e la spettacolare squadra Jolly composta da giocatori quasi sempre di altissimo livello, che abitano o giocano in città o in squadre non lombarde. Per fortuna delle altre squadre presenti, da regolamento, le squadre Jolly non possono vincere la coppa, quindi i loro risultati restano esclusivamente a futura memoria statistica e nulla di più. Nonostante questo è una delle squadre più partecipate e bombardate di richieste per poter essere li con noi, ovviamente non per giocare ma per avere il pass per la cena. Resta comunque una squadra che non sfigurerebbe nell’attuale serie A di Calcio Tavolo.

Si gioca. I primi turni sono quelli più accesi perché prevale ancora lo spirito competitivo. C’è il fresco del mattino, i campi posizionati, le magliette delle squadre avversarie che ti ricordano che è un torneo. Poi, via  via che i turni di gioco si susseguono, il clima si stempera, il caldo aumenta, così come l’odore del cloro che arriva dalla piscina.

Ecco che iniziano le prime defezioni. “No, no, tranquillo gioca tu. Io mi riposo, sono stanco” e via a prendere l’asciugamano. Il rumore delle risate aumenta mentre le partite continuano. È questo il bello, ci si ritrova per stare insieme, per giocare, per divertirsi. Ovviamente però un vincitore ci deve essere.

La finale sarà tra la squadra milanese e quella bresciana. Noi strappiamo a fatica un terzo posto di tutto rispetto perdendo la semifinale di misura e ci tocca l’onere dell’arbitraggio. Il clima torna combattivo pur restando sempre nei limiti della correttezza e del fair-play. La spuntano i milanesi a pochi minuti dal termine. Abbiamo, volutamente, fatto di tutto per finire presto.

Coppa Lombardia Subbuteo 2018

Ora premiazioni poi si mette via tutto e via, chi a tuffarsi, chi al bar per il primo giro di spritz. Nel mirino di tutti, la cena. Quest’anno mega tavolata a bordo piscina. Ci si tuffa tenendo un occhio ai tavoli che iniziano ad essere posizionati. Così, minuto dopo minuto, bracciata dopo bracciata, si arriva al punto zero.

Da diligenti padroni di casa quali siamo, iniziamo a richiamare l’attenzione dei subbuteisti nuotatori. La cena è quasi pronta. Ci accomodiamo e diamo il via alle danze! Questo è uno dei momenti più piacevoli della nostra stagione perché c’è serenità e spensieratezza, c’è aggregazione, c’è lo stare in compagnia di persone che spesso condividono solamente una passione e nulla di più.

Diverse estrazioni sociali, ideologie politiche, fedi calcistiche, visioni della vita. A volte siamo talmente differenti da sembrare tutti fuori posto. Ed invece tutti siamo contenti di essere là in quel momento perché per qualche ora, tutto si azzera, tutto si amalgama. Per qualche ora siamo un gruppo di scalmanati accomunati dalla passione per un gioco che, come il calcio, parla una lingua universale e non fa differenze di nessun tipo, mai. Che meraviglia.

Ora le valigette troveranno riposo almeno un paio di mesi, a settembre… ripartiremo!  


Le nostre proposte per iniziare a giocare!!

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