UN CAMPIONE DI SUBBUTEO VENUTO DAL “BENELUX”

Si scrive SEBASTIEN, si legge FENOMENO.

Un Campione venuto dal Benelux, nella fattispecie più specifica dal Belgio, florido Stato dell’Europa Centro-Settentrionale retto da una Monarchia Costituzionale con un Re che muove le fila e un primo Ministro guida di un sistema politico-governativo multipartitico. Uno Stato entrato a far parte dell’UE nel 1958 nel quale sono storicamente e geograficamente confluite tre etnie diverse, quella nederlandese, quella francofona e quella germanica.

Il “Nostro”, oggetto dell’argomento de quo, è riconducibile alla parte di territorio di francofona estrazione.

Per chi non lo conoscesse mi sto riferendo a SEBASTIEN SCHEEN, recente vincitore della tornata individuale del Guerin Subbuteo, manifestazione calciotavolistica di alto livello, tornata in auge dopo tantissimi anni grazie al nostro attuale DIRETTIVO di cui non finirò mai di tesserne le lodi per quanto stanno ponendo in essere a beneficio del movimento intero con impegno e dedizione degne della massima stima e del plauso cui nessuno può e deve mai esimersi. 

Sebastien Scheen nella nazionale Belga.
Foto: Facebook

Un evento, quello del Guerin Subbuteo, tenutosi nello scorso weekend nella casa dei sogni del Maestro Saverio Bari, a tutti nota come SUBBUTEOLAND.

E’ veramente grande la gioia per cui ho deciso di riservare e dedicare a questo splendido ragazzo il mio spazio settimanale, in relazione ad una molteplicità di motivi che mi pregio di elencare in ordine sparso:

  1. Uomo di indubbio spessore sotto il profilo umano, estroverso e umile come pochi;
  2. Compagno di squadra ideale, sempre pronto a condividere i sentimenti del Gruppo e a rendersi partecipe e coeso sia sul panno verde che fuori;
  3. Giocatore eccezionale, dotato di un immenso talento calciotavolistico fuori dal comune;
  4. Cittadino di uno Stato bellissimo situato nel cuore dell’Europa virtuosa, intorno al quale ruotano per intenderci Francia, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Una cavalcata trionfale e inarrestabile quella di SEB, come affettuosamente noi tutti della Salernitana amiamo chiamarlo, salito sul gradino più alto del podio dopo aver battuto ed eliminato durante il suo percorso netto fior di avversari.

Peraltro, in merito al suo arrivo in maglia granata un plauso ed una menzione particolari vanno al nostro Direttore Sportivo LUCIO CANICCHIO, un altro grande personaggio del movimento calciotavolistico che ha fatto sì che SEB da questa stagione divenisse un atleta della Salernitana.

Per l’appunto LUCIO CANICCHIO, un Fratello vero dal cuore d’oro, una Persona speciale, un Amico con la A maiuscola al quale mi lega un bene infinito, unitamente alle nostre famiglie, oltre a tutta una serie di fattori condivisi e convergenti di plurima natura.

Con l’arrivo di SEB la Salernitana, questa Salernitana può davvero assurgere ad un ruolo di protagonista assoluta in Italia e in Europa, potendo contare su una rosa molto ampia e di altissimo livello. Basti pensare solo ad altri due campionissimi come FERDINANDO GASPARINI e CESARE SANTANICCHIA, giusto per citare qualche nome.

Foto: Facebook

Un club vero e proprio più che un’associazione, nel quale la componente agonistico-sportiva rappresenta l’elemento pregnante, lo scopo principale, il fine ultimo indissolubilmente e preminentemente legato ad una vis votata al gioco e all’ottenimento del massimo risultato sul campo.  

Un club, come pochi o nessuno, in grado di schierare due quartetti competitivi e in contemporanea nel corso di due manifestazioni. Come accadrà a dicembre quando, nello stesso weekend, una parte dei giocatori sarà presente all’Internazionale di Reggio Emilia ed un’altra parte scenderà in campo in Germania a Stoccarda.

Tutto ciò sempre attraverso quello spirito di grande amicizia e di unione creatisi, fortificatisi e resi inossidabili negli anni da un gruppo storico restato sempre tale. Al punto da far sì che il sodalizio del Presidentissimo Enzo Nappa, nell’arco di un solo decennio, partendo dal basso riuscisse ad arrivare sin dove dove attualmente si trova, vicinissimo e prossimo ai vertici del panorama calciotavolistico nazionale ed europeo dopo aver scalato una serie di montagne che sembravano vere chimere e vette irraggiungibili.

Mi congedo chiedendo scusa agli amici delle FIAMME AZZURRE dei quali ho argomentato diffusamente in una precedente occasione, trionfatori della manifestazione a squadre, quivi tralasciati.

Il motivo è molto semplice: si tratta di una squadra di extraterrestri, non fanno mai notizia, il club più forte del mondo. Un club che non perderebbe una partita neppure se i suoi componenti giocassero bendati o con la mano sinistra. Un club rispetto al quale, quando lo si trova nella lista degli iscritti ad un evento, tutte le altre squadre sanno già che il loro massimo traguardo può essere unicamente il raggiungimento della piazza d’onore, del secondo posto.

Un altro sodalizio per il quale conta solo vincere. Ma il fatto incontrovertibile è che loro vincono sempre, comunque e ovunque, la Salernitana di cammino deve ancora farne, ma è sulla buona strada.

Rosario Ifrigerio
15.10.2021

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