LEYTON ORIENT subbuteo

Gli O’s, così sono soprannominati i giocatori del quartiere residenziale a nord – est di Londra, rappresentano il più antico club calcistico professionistico della capitale inglese, essendo stato fondato nel lontano 1881 con il nome di Glyn Cricket Club. Solo nel 1888 i soci fondatori iniziarono a giocare a calcio come Orient per poi unirsi alla London League nel 1896 dopo il successo nella Clapham & District League.

Molto dibattuta rimane l’origine della denominazione ufficiale del club tra verità storiche e risvolti aneddotici. I 12 libri di storia scritti sul club dal suo storico Neilson N. Kaufman tra il 1974 e il 2015 suggeriscono che la scelta del nome Orient avvenne per volere di un giocatore, Jack R Dearing, che era un dipendente della Orient Steam Navigation Company, poi parte della P&O – Peninsular & Oriental. Il nome del club fu cambiato nuovamente in Clapton Orient nel 1898 per rappresentare la zona di Londra in cui giocavano, anche se c’era un’altra squadra chiamata Clapton F.C.

Una foto del Clapton Orient nella stagione 1932/33

Retrocesso in Second Division nel 1929, il club assunse l’attuale denominazione di Leyton Orient dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La stagione 1914-15 fu l’ultima stagione di calcio prima che il campionato fosse sospeso a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. Un totale di 41 membri della squadra e dello staff del Clapton Orient si arruolarono nel diciassettesimo Battaglione Middlesex Regiment (il Battaglione dei calciatori), il numero più alto di qualsiasi squadra di calcio del paese e il primo ad arruolarsi in massa. Alla partita finale della stagione – Clapton Orient contro Leicester Fosse, 20.000 persone andarono a sostenere la squadra. Fu organizzata anche una parata d’addio, ma non prima che gli O’s avessero vinto 2-0. Il British Film Institute conserva nei suoi archivi una breve registrazione di questa storica partita e della parata.

Durante la battaglia della Somme, tre giocatori diedero la loro vita per il re e il paese: Richard McFadden, George Scott e William Jonas. Anche se furono gli unici a perire durante la Prima guerra mondiale, molti altri subirono ferite tali da non essere più in grado di riprendere la loro carriera calcistica dopo la guerra.

Una grande pagina di storia fu scritta sabato 30 aprile 1921 quando il principe di Galles, poi diventato re Edoardo VIII, visitò Millfields Road per vedere gli O’s giocare contro il Notts County. L’Orient vinse 3-0 e questa fu la prima volta che un membro della famiglia reale assistette a una partita della Football League. La visita reale fu fortemente voluta dalla corona per dimostrare gratitudine per l’esempio patriottico del Clapton Orient durante la Grande Guerra: una targa posta sul terreno di Millfields Road è ancora oggi la testimonianza diretta di quanto accadduto in quella bellissima giornata di festa.

La storia del grande coinvolgimento del club nella Prima guerra mondiale è stata raccontata in un libro del 2005 intitolato They Took The Lead, di Stephen Jenkins, vicepresidente del Leyton Orient Supporters’ Club. Nel luglio 2006 Jenkins, assistito da Les Bailey, portò un gruppo di 150 sostenitori del Leyton Orient e membri della Leyton and Manor Park Royal British Legion nella regione della Somme, nel nord della Francia, per visitare le tombe di guerra della Prima guerra mondiale e rendere omaggio ai luoghi di riposo di Richard McFadden, William Jonas e George Scott.

Nell’agosto 2009 Steve Jenkins, insieme alla collega tifosa degli O’s Theresa Burns e all’ex giocatore dell’Orient Peter Kitchen, lanciò l’O’s Somme Memorial Fund con l’obiettivo di erigere un memoriale permanente nel nord della Francia in onore della squadra del Clapton Orient che rispose alla chiamata del re e del Paese.

Il Leyton, purtroppo, passò gran parte dei primi anni della sua esistenza nelle serie inferiori della Football League e non uscì dalle sabbie mobili dei campetti di periferia fino alla stagione 1955/56, anno in cui si aggiudicò il titolo di campione della Third Division South.

Indubbiamente, gli anni ’60 e ’70 rappresentarono il periodo migliore per i londinesi. Nella stagione 1961-62 l’Orient fu promosso nella massima serie del calcio inglese, la First Division (ora Premier League), per l’unica volta nella sua storia, dopo essere arrivato secondo in Division Two sotto la gestione di Johnny Carey.

Il Leyton Orient promosso in First Division al termine del campionato 1961/62

La permanenza nell’elite del calcio inglese durò l’arco di una sola stagione e, proprio nell’anno in cui l’Inghilterra si laureò campione del mondo (1966), il club andò incontro ad un’ulteriore retrocessione anche si tolse la soddisfazione di sconfiggere i rivali del West Ham United in casa.

L’Orient si laureò campione di Division Three nella stagione 1969/70 e trascorse gli anni ’70 in Division Two. Nel 1972 il club ottenne uno dei risultati più famosi della sua storia battendo il Chelsea 3-2 nel quinto turno della FA Cup dopo essere stato sotto per 2 – 0.

La rete del 3 – 2 del Leyton Orient contro il Chelsea nella FA Cup del 1972

Dopo un secondo posto nella Coppa Anglo-Scozzese del 1976/77, nel 1978 l’Orient raggiunse la semifinale di FA Cup, il traguardo sportivo più importante di tutta la sua storia ultracentenaria.

Sempre in quello stesso anno il club fu indirettamente responsabile dell’album Variations composto da Andrew Lloyd Webber per suo fratello, il violoncellista Julian Lloyd Webber. Il disco raggiunse la seconda posizione nelle classifiche degli album più venduti e nacque come risultato di una scommessa tra i due fratelli sul risultato della partita conclusiva della stagione 1976/77 contro l’Hull City.

Gli anni ’80 videro una nuova inversione di tendenza con due retrocessioni nel 1982 e nel 1985 ma, due anni più tardi, il club assunse nuovamente la denominazione di Leyton Orient per poi ottenere la promozione dalla quarta divisione, attraverso i play-off, nel 1988/89 (vittoria per 2 – 1 nel computo totale contro il Wrexham).

I primi anni ‘90 videro un costante progresso di risultati in Third Division, sfiorando una posizione in zona play-off nella stagione 1992-93 solo per una peggiore differenza reti.

Tuttavia, la crisi finanziaria del club causata dalle “gesta” dell’allora presidente Tony Wood (che perse gran parte della sua fortuna nella guerra civile ruandese), portò alla retrocessione in quarta divisione, rinominata come Third Division dopo la formazione della Premier League.

Con il manager Tommy Taylor in panchina, l’Orient fu sconfitto nelle finali dei play-off di Third Division del 1999 e del 2001, giocate rispettivamente allo stadio di Wembley e al Millennium Stadium. Quest’ultima finale fu testimone della rete più veloce di sempre nella finale dei play-off al Millennium Stadium, quando Chris Tate dell’Orient segnò dopo soli 27 secondi anche se la rete più veloce di sempre dell’Orient fu realizzata dopo soli 12 secondi da Lee Steele in una partita contro l’Oxford Utd al Kassam Stadium il 28 marzo 2005.

Dopo la sconfitta nella finale dei play-off del 2001, il Leyton Orient impiegò diversi anni per riprendersi dalla seconda sconfitta di quel tipo in tre anni. Dopo le dimissioni di Tommy Taylor e i due anni di Paul Brush (licenziato per non aver conseguito risultati), l’ex giocatore Martin Ling subentrò come manager nell’ottobre 2003, con l’Orient al penultimo posto del campionato. Dopo diversi anni di costante miglioramento, il Leyton Orient fu finalmente promosso in League One al termine della stagione 2005/06 grazie al terzo posto finale che significò anche concludere un periodo di 11 anni nelle divisioni inferiori del calcio inglese.

La suddetta stagione fu anche testimone di un eccellente percorso in FA Cup, con il Leyton Orient che avanzò al quarto turno dopo aver battuto il Fulham, squadra di Premiership. La promozione fu assicurata solo nei minuti finali dell’ultima partita della stagione, in trasferta sul campo dell’Oxford United; con il punteggio inchiodato sul 2-2 e l’Orient apparentemente destinato a rinunciare alla promozione per l’ennesima volta, arrivò la notizia della rete incassata dal Grimsby Town F.C. che avrebbe potenzialmente promosso l’Orient. E, mentre i tifosi dell’Orient stavano ancora festeggiando appena 14 secondi dopo, Lee Steele segnò la rete del 3 – 2 che rendeva inutile qualsiasi risultato sul terreno del Grimsby. Per gli strani casi della vita. il manager del Grimsby in quella stagione era Russell Slade, che sarebbe poi diventato il manager dell’Orient.

La stagione in League One non fu così facile, almeno nelle fasi iniziali con la squadra sempre invischiata nella zona calda della classifica, almeno fino al periodo natalizio. Le vittorie memorabili contro Millwall, Tranmere Rovers e, soprattutto, contro il Bradford City, significarono chiudere il torneo in 20° posizione, con un solo punto di vantaggio rispetto alla zona retrocessione. La gran parte dei giocatori della rosa lasciò il Leyton al termine della stagione, chi per volontà diretta della società (come Matthew Lockwood, il giocatore con il maggior numero di presenze, ceduto al Nottingham Forest), chi per scelta propria avendo rifiutato il prolungamento di contratto.

Dopo un campionato, quale quello 2007/08, chiuso a metà classifica dopo un ottimo avvio di stagione, il successivo non ne seguì propriamente le orme.

Pur iniziando con una vittoria per 2 – 1 nei confronti dell’Hereford United, il campionato 2008/09 vide l’Orient in grande difficoltà nei mesi autunnali, eccezion fatta per le vittorie in trasferta contro Walsall e Southend con quest’ultima nel primo turno del Football League Trophy. Tuttavia, l’Orient fu eliminato dal trofeo nel turno successivo, sconfitto sul campo del Brighton & Hove Albion.

Pur occupando la 22ª posizione nella classifica della League One, la squadra riuscì a superare il Colchester Utd in casa ed il Bradford City in trasferta nei primi due turni di FA Cup per poi perdere in casa (1 – 4) contro lo Sheffield Utd nel terzo.

In un periodo in cui le cose faticavano ad ingranare anche in campionato, il board del club decise di separare le proprie strade da quelle del Martin Ling e dall’assistente Dean Smith. Dopo aver affidato la squadra al manager della squadra giovanile Kevin Nugent, il 5 febbraio 2009 Geraint Williams fu annunciato come manager fino al termine della stagione. L’impatto di Williams fu assolutamente positivo e, grazie a 7 vittorie su 9 incontri, l’Orient risalì ben otto posizioni in classifica e terminò il campionato piazzandosi al 14° posto senza mai rischiare di essere coinvolto nella lotta per non retrocedere.

Dopo una sessione di calciomercato non propriamente esaltante, la stagione 2009/10 partì con una prestigiosa vittoria, seppur in gara amichevole, contro i campioni d’Inghilterra in carica del Newcastle Utd.

Dopo aver superato il primo turno di League Cup, per poi essere eliminato dallo Stoke City, il Leyton Orient inanellò una serie di risultati negativi in campionati fino alla ferale sconfitta casalinga per 1 – 3 contro l’Hartlepool, una debacle che portò alle dimissioni di Williams, sostituito da Russel Slade.

Quest’ultimo, pur con poco tempo a disposizione, riuscì a rimettere in carreggiata la squadra conducendola al 17° posto in classifica con un margine di un solo punto sulla zona retrocessione.

Il piccolo “miracolo” consentì a Slade di guadagnare il prolungamento di contratto per ulteriori due anni. Purtroppo per Slade ed i suoi uomini, la stagione 2010/11 iniziò male con la squadra a lottare nelle posizioni meno nobili della classifica fino la periodo pre – natalizio quando, in un incontro di replay del secondo turno di FA Cup, l’Orient sconfisse per 8 – 2 i dilettanti del Droylsden in una partita descritta come “la partita di calcio più strana della storia”: dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sul 2 – 0, l’Orient realizzò ben 6 reti nei tempi supplementari per guadagnarsi l’accesso al terzo turno della competizione.

Quelle 8 reti furono solo l’inizio di una bella cavalcata che passò anche per Carrow Road (1 – 0 al Norwich) e Liberty Stadium (2 – 1 allo Swansea) prima di affrontare, a Brisbane Road, l’Arsenal.

Grazie alla rete in extremis di Jonathan Téhoué, gli O’s strapparono il pareggio e, di conseguenza, il diritto a giocare il repaly all’Emirates Stadium.  Purtroppo, la corsa terminò proprio sul campo dei Gunners, ponendo fine al miglior percorso in FA Cup dall’edizione del 1981/82.

La rete di Tehouè che costrinse l’Arsenal al replay nella FA Cup 2011

Al netto della splendida avventura in coppa, il Leyton infilò una serie record di 14 risultati utili consecutivi arrivando ad un nonnulla dalla zona play-off, traguardo centrato nella stagione seguente grazie al terzo posto ottenuto al termine della stagione regolare. Dopo aver sconfitto il Peterborough United in semifinale, furono fatali i tiri dagli 11 metri nella finale contro il Rotherham United.

Dopo due brillanti campionati di League One, la stagione 2014/15, nonostante l’avvento dell’imprenditore italiano Francesco Becchetti alla guida del club, iniziò con le dimissioni del Manager Russel Slade sostituito, inizialmente, da Kevin Nugent e poi da due allenatori italiani: Mauro Milanese prima e Fabio Liverani poi. I troppi avvicendamenti in panchina crearono confusione nell’area tecnica e una disastrosa seconda metà di stagione portarono alla retrocessione proprio sul filo di lana dopo un pareggio per 2 – 2 contro lo Swindon Town.

Liverani, con solo otto vittorie in 27 partite, lasciò il club di comune accordo il 13 maggio 2015.

Dopo aver concluso il campionato di League Two 2015/16 a 6 punti da un piazzamento utile per l’accesso ai play- off, quello successivo vide l’avvicendarsi di ben cinque manager sulla panchina degli O’s in aggiunta ad una procedura di liquidazione contro il Presidente Becchetti.

Purtroppo per i tifosi dell’Orient, il 22 aprile del 2017, dopo una sconfitta per 3 – 0 contro il Crewe Alexandra, la squadra conobbe la retrocessione in National League ponendo fine a 112 anni di storia nella Football League.

La pressione su Becchetti si fece sempre più insistente fino a che, il 22 giugno 2017, il club fu ufficialmente venduto a Nigel Travis, il presidente di Dunkin’ Brands.

Dopo un cattivo inizio di stagione, il manager Steve Davis, nominato all’inizio della campagna di National League, fu licenziato il 14 novembre 2017 e sostituito da Justin Edinburgh.

Grazie ad Edimburgh, la squadra lottò nelle posizioni di vertice cercando di competere per il ritorno in League Two.

Dopo essere stati eliminati dal Maidstone United al quarto turno di qualificazione alla FA Cup 2018/19, un pareggio a reti inviolate contro il Braintree Town, siamo al 27 aprile 2019, significò la promozione in League Two come campioni della National League dopo due anni di permanenza nella cosiddetta “Non League”.  Una sconfitta contro l’AFC Fylde in finale di FA Tropht chiuse una stagione comunque positiva.

La prima stagione al ritorno in League Two fu decisamente tumultuosa iniziando con la prematura scomparsa del manager Edimburgh all’età di soli 49 anni a causa di un infarto miocardico.

Ross Embleton fu nominato manager ad interim per la stagione in partenza ma fu esonerato dopo soli 2 mesi per far posto a Carl Fletcher, il quale durò solo 5 partite per venire poi nuovamente sostituito da Embleton che riuscì a portare il club ad un 17° posto finale in un campionato chiuso anticipatamente a causa della pandemia da Covid 19.

Nel campionato in corso, 2021/22, gli O’s si trovano a metà classifica in League Two nonostante il board abbia provveduto ad operare un “reset” totale di Staff e rosa a causa delle ricadute economiche della pandemia stessa sulle finanze del club.

La rosa del Leyton Orient 2021/22

Sicuramente una storia molto particolare questa di una delle squadre londinesi forse meno conosciute dal grande pubblico tra quelle che hanno avuto un ruolo da protagonista nella Football League, seppur per pochi anni.

In ambito subbuteistico, al contrario, il Leyton Orient fa parte di quella serie di squadre inglesi (ovviamente dominanti nel catalogo di Sir Peter Adolph) particolarmente ricercata dai collezionisti in quanto non propriamente facile da reperire. Parliamo del catalogo HW dove i nostri eroi londinesi sono presenti con la ref 197 e la tipica maglia su fondo bianco e due sole strisce verticali, stile Admiral, che partono dalla maglietta e finiscono sui calzoncini, sempre su fondo bianco. I calzettoni sono bianchi con bordi rossi e l’accoppiata base/inner è solitamente di colore rosso/bianco.

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