BOHEMIAN VERSUS SHAMROCK ROVERS

Dublino, la capitale della Repubblica d’Irlanda ma anche un enorme crocevia di derby calcistici sulla falsariga della capital dirimpettaia (o quasi) Londra. Ma tra le diverse stracittadine che fanno palpitare i cuori degli appassionati “Dubliners” ce n’è uno che la fa da padrone, quello tra il Bohemian e lo Shamrock Rovers, due tra le squadre più blasonate d’Irlanda.

I due club sono nati in zone diverse della città con i Bohemians fondati nella zona nord di Dublino, a Phibsboro, dove sono sempre rimasti, e lo Shamrock Rovers fondato a Ringsend, nella zona sud.

The Bohemian Pub a Phibsboro, ritrovo dei tifosi del Bohemians

I Rovers, pur avendo  giocato nel Northside per diversi anni dalla loro fondazione, hanno poi trascorso la maggior parte della loro storia nel Southside, spostandosi apparentemente lungo il fiume Dodder. Entrambi i club traggono naturalmente la maggior parte del loro sostegno dalla parte della città di cui sono originari, ma mantengono una significativa minoranza di sostenitori anche negli altri quartieri di Dublino, condividendo  anche rivalità meno significative con altri club dublinesi come, ad esempio, Shelbourne e St Patrick’s Athletic.

Una veduta aerea di Ringsend con lo stadio dei Rovers sullo sfondo.

Il derby tra Bohemian e Shamrock ha una storia centenaria e ha sempre attirato la quota maggiore di pubblico nell’ambito delle stracittadine della capitale. Questa storia nasce il 9 gennaio del 1915 allorchè le due squadre si sfidarono in un match di Leinster Senior Cup al Dalymount Park. Il match si concluse con la vittoria del Bohemian per 3 – 0 con lo Shamrock Rovers costretto ad attendere ben 7 anni prima di poter prendere la sua rivincita in una semifinale di FAI Cup (la Coppa d’Irlanda) della stagione 1921/22.

Qualche anno più tardi, siamo nel 1945, i due club si sfidarono, davanti ad un pubblico record di quasi 45.000 spettatori, nella finale di FAI Cup e, ancora una volta, furono i biancoverdi dello Shamrock ad imporsi con il punteggio di 1 – 0. In realtà, almeno fino agli albori degli anni ’70, la rivalità tra i due club non aveva ancora raggiunto le vette attuali, così che puntualmente si verificò nel momento in cui si verificarono due eventi apparentemente slegati tra loro: il nuovo status di professionista del Bohemian e la scomparsa di un altro storico club di Dublino, il Drumcondra, evento, quest’ultimo, che fece del Bohemian il nuovo “boss” del Northside della capitale irlandese.

La rivalità tra i due club è sempre stata piuttosto accesa (per usare un eufemismo) ma ha raggiunto un picco significativo al momento del passaggio di Tony Grant e James Keddy dai Rovers ai Bohemians, un affronto che portò i tifosi biancoverdi a lanciare una testa di maiale in campo durante il primo derby utile.

Il lancio della testa di maiale da parte dei tifosi dello Shamrock dopo il “tradimento” di Grant e Keddy

Se quello appena narrato è stato un episodio al confine tra il macabro e l’umoristico, altri incidenti si sono rivelati decisamente più gravi come nel caso della profanazione del monumento che commemora l’ex “casa” dello Shamrock Rovers, Glenmalure Park, seguita dai disordini causati dalle due tifoserie a Dalymount Park nel 2000 e a Richmond Park nel 2003; quest’ultimo episodio, tra l’altro, fu la causa dello sfratto dei Rovers dalla sede di Inchicore.

Dessie Baker (Shamrock) entra in tackle su Ken Oman del Bohemians nel match di ritorno del campionato 2008/2009
I giocatori del Bohemians festeggiano con i propri tifosi la vittoria nel derby d’andata del campionato 2012/2013

Le partite di Rovers e Bohs hanno sempre attirato un pubblico relativamente numeroso negli anni ’80 e ’90, ivi comprese due match di FAI Cup nella stagione 1993-94 che hanno visto una media superiore a 10.000 spettatori nei due incontri. Un calo significativo si è verificato nella seconda metà del decennio precedente, probabilmente a causa del fatto che lo Shamrock Rovers giocava le sue partite a Tolka Park, Richmond Park e Dalymount Park e che il club aveva una presenza media di poco più di 1.000 spettatori in quegli anni. Le presenze sono aumentate nel 2009, soprattutto a causa del trasferimento dei Rovers al Tallaght Stadium e dello status di campioni della League of Ireland del Bohs, con un netto incremento delle presenze per partita rispetto all’annata precedente.

La rete di Graham Burke nella vittoria per 1 – 0 dello Shamrock in trasferta nella semifinale di FAI Cup del settembre 2019

Alla resa dei conti, la tabella riassuntiva delle sfide tra i due club ci mostra un quadro di sostanziale parità con un lieve predominio del Bohemian in campionato e in Coppa di Lega (i Rovers si rifanno in Coppa d’Irlanda).

Rory Gaffney realizza la rete decisiva nella vittoria per 1 – 0 dei Rovers nel derby del giugno 2022
CompetizioniVittorie BohemianPareggiVittorie Shamrock Rovers
Campionato irlandese292227
Coppa d’Irlanda347
Coppa di Lega Irlandese523
Leinster Senior Cup121

BOHEMIAN FOOTBALL CLUB

Il Bohemian Football Club (denominazione irlandese: Cumann Peile Bóihéamach), più comunemente chiamato Bohemians o Bohs, è il club di maggior successo nella storia del calcio della League of Ireland, avendo vinto il titolo della League of Ireland per 11 volte, la FAI Cup per 7 volte, la League of Ireland Shield per 6 volte e la League of Ireland Cup per 3 volte.

Il club fu fondato il 6 settembre 1890 e fece parte della Irish Football League dal 1902 (primo club di Dublino a farne parte) al 1920, un periodo caratterizzato dalla vittoria in Coppa d’Irlanda nel 1908.

Il Bohemians vincitore della Irish Challenge Cup per la stagione 1907/08. In alto da sinistra: C.C. Robertson, W.R. Bastow, P.J. Thunder, T. Healy, M.F. McElhinney, G. Cook (allenatore) In mezzo da sinistra: R.M. Hooper, H.A. Sloan, J. Balfe (capitano), J.C. Hehir, J. Slemin Seduti da sinistra: D. Hannon, W.F. Hooper

Nel 1921 il Bohemians fu uno  dei membri fondatori della League of Ireland  ed è tuttora uno dei due soli club ad aver fatto parte della League of Ireland fin dalla sua nascita (l’altro è lo Shelbourne), riuscendo ad essere sempre presente nella massima divisione del campionato.

Una targa commemora la fondazione del Bohemians a Phoenix Park in North Circular Road

Dopo aver concluso il primo campionato in seconda posizione a due soli punti dal St. James Gate, l’undici di Dublino si aggiudicò il suo primo titolo di campionato nel 1924 replicando quattro anni più tardi quando realizzò anche il “double” con la vittoria della coppa nazionale (la FAI Cup); la striscia vincente continuò nelle otto stagioni successive con la vittoria di altri tre titoli nazionali ed un’altra FAI Cup.

Il Bohemian vincitore di 4 titoli di campione d’Irlanda e 2 FAI Cup a cavallo tra la fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ‘30

Fu, questo appena descritto, una prima era davvero fruttuosa per il club dublinese ma stavo per iniziare un lungo periodo di digiuno durato ben 34 stagioni vissute quasi sempre ai limiti della zona pericolosa della classifica. Una situazione verosimilmente legata allo status, rigidissimo, di club dilettante che non solo non attraeva giocatori di prima fascia, bensì impediva anche di trattenere i giocatori talentuosi presenti in rosa.

Nella seconda parte della stagione 1968/69, finalmente la svolta con il board del club che decise di intraprendere la strada del professionismo inaugurando il nuovo corso con l’ingaggio di Tony O’Connell, che firmò l’11 marzo 1969.

Gli albori degli anni ’70 videro il Bohemians aggiudicarsi due campionati, due FAI Cup e due Coppe di Lega per poi esordire nelle competizioni europee nella stagione 1970/71, quando fu battuto nel primo turno di qualificazione della Coppa delle Coppe. Dopo la vittoria della Coppa di Lega nel 1979, il club non vinse più nulla fino al 1982, allorchè portò a casa la quinta Coppa FAI nella stagione 1991/92.

Bisognò attendere il nuovo secolo, più precisamente il campionato 2000/2001, per vedere il Bohemians tornare al successo con il suo secondo “Double” e replicare in campionato sia nel 2003 che nel 2008 (con ben 4 turni d’anticipo) sotto la guida tecnica del Manager Pat Fenlon. Nel settembre 2009, la vittoria per 3 – 1 in finale contro il Waterford Utd portò in dote la terza Coppa di Lega della storia.

Il Match Program della finale di FAI Cup del 2001

Nella stagione successiva (2008/2009) il Bohs ha conservato il titolo di campione d’Irlanda, mancando poi per un soffio il tris nel 2010 solo per una peggiore differenza reti. Nelle stagioni successive, almeno fino al campionato 2017/18, la squadra non riuscì quasi mai ad inserirsi nella lotta per il titolo per poi salire sul podio sia nella stagione 2018/19 (terzo) che in quella 2019/20 (secondo) e chiudere le due ultime stagioni a metà classifica.

Nonostante i successi in patria, le avventure in campo europeo sono costellate di cocenti delusioni e di qualche sporadica gioia.  Il momento clou delle diverse campagne europee è sicuramente rappresentato dall’eliminazione dell’Aberdeen, club della Scottish Premier League ed ex campione di Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea, dalla Coppa UEFA nell’agosto 2000. Il trionfo fu sancito da un’epica vittoria in terra di Scozia per 2-1, dopo la sconfitta casalinga per 0 – 1 nella gara d’andata. Si trattò della prima volta in cui un club irlandese riuscì a sconfiggere un avversario britannico fuori casa in una competizione europea. Altri risultati degni di nota furono le vittorie contro Rangers e Kaiserslautern (in trasferta) ed i pareggi contro Rangers, Newcastle United, Sporting Lisbona, Dundee United (in trasferta) e Aberdeen.

L’esordio in Champions League avvenne nel turno preliminare della stagione 2009/10, in trasferta contro i campioni austriaci del Red Bull Salisburgo. Il Bohemians riuscì a portare a casa un ottimo 1 – 1 ma il ritorno a Dublino vide gli ospiti realizzare la rete della vittoria a tre minuti dal termine con la conseguente, dolorosa, eliminazione.

La rete decisiva realizzata da Jezek che costò l’eliminazione dei Bohemians dalla Champions League 2009/2010

Grazie alla vittoria in campionato anche nella stagione successiva, il Bohemians ebbe la possibilità di ripetere l’esperienza nel turno preliminare della massima competizione continentale per club. Il sorteggio fu sostanzialmente benevolo, contro i gallesi del New Saints ma, dopo la vittoria casalinga per 1 – 0, il Bohemians uscì con le ossa rotte dal match ritorno: uno 0 – 4 che mandò su tutte le furie il Manager Pat Fenlon che definì la prestazione dei suoi uomini “vergognosa”.

Dopo quasi un decennio di assenza dalle competizioni continentali, il Bohs ha affrontato gli ungheresi del Fehérvár nelle qualificazioni alla UEFA Europa League del 2020-2021, mentre l’anno successivo il Bohs ha partecipato alla prima edizione dell’Europa Conference League e ha registrato il tutto esaurito in casa all’Aviva Stadium di Dublino nelle partite con lo Stjarnan FC e l’F91 Dudelange, entrambe terminate con roboanti vittorie per 3-0.

Il Bohemians iniziò a giocare i suoi incontri casalinghi al Polo Ground di Phoenix Park dove rimase fino alla stagione 1893-94, quando il club riuscì ad ottenere l’utilizzo di un terreno privato in Jones Road, ora noto come Croke Park, sede della Gaelic Athletic Association. Lo spazio occupava allora il terreno precedentemente occupato dai campi da gioco dell’Old Belvedere e ora occupato dalla Cusack Stand. Per la prima volta fu possibile per il club mettere insieme un piccolo fondo cassa, dal momento che l’ingresso era a pagamento per tutte le partite casalinghe più importanti.

Il Bohemians si trasferì in una nuova sede a Whitehall Farm, Glasnevin, in tempo per l’inizio della stagione 1895-96, ma a quei tempi la zona era fuori mano e priva di mezzi di trasporto pubblico, motivo per il quale continuò la ricerca per un nuovo sito sul quale edificare il nuovo impianto di gioco. La ricerca si concluse con il trasferimento al Dalymount Park, inaugurato ufficialmente il 7 settembre 1901.

Nel 2006 i soci del club decisero di vendere il Dalymount Park al costruttore Liam Carroll per la cifra di 65.000.000 di euro; l’accordo prevedeva lo sviluppo di un nuovo stadio da 10.000 posti a Harristown, vicino all’aeroporto di Dublino. Il 7 novembre 2008, il Bohemians perse, però, una causa in tribunale contro l’Albion Ltd, quando divenne chiaro che il consiglio di amministrazione, guidato da Gerry Cuffe e Gerry Conway, aveva tentato di rivendere una parte del terreno che il club non possedeva più, il che ebbe l’effetto di mettere l’operazione in stand-by così a lungo da far crollare il mercato immobiliare e far morire l’affare già sul nascere. Nel marzo del 2015 il Consiglio comunale di Dublino ha annunciato l’acquisto del Dalymount Park, completando l’operazione nel giugno 2015 per 3,8 milioni di euro.  Nel febbraio 2016 il Consiglio comunale ha, inoltre, pubblicato i piani per demolire e ricostruire il Dalymount per un costo totale di 20 milioni di euro.

Dalymount Park, la “casa” dei Bohemians

SHAMROCK ROVERS

Ci spostiamo a Tallaght, nel quadrante sud di Dublino dove ha sede lo Shamrock Rovers, acerrimo rivale del Bohemian e club più titolato della Repubblica d’Irlanda. Sebbene per molti la data di fondazione venga fatta risalire al 1899, ci sono diverse altre teorie in proposi.

Per molti anni la prima menzione nota del club negli archivi dei giornali della National Library of Ireland risale al 1901 e un articolo di un Match Program del 28 dicembre 1941 sostiene che il club sia stato fondato in quell’anno. Le ricerche dello Shamrock Rovers Heritage Trust hanno portato alla luce un brevissimo resoconto dell’Evening Herald dell’aprile 1899 su una partita tra lo Shamrock Rovers e il Rosemount, facendo risalire la fondazione del club proprio a quella data.

Le uniche due certezze sulle origini del club in relazione all’anno di fondazione sono, però, le seguenti:

  1. i Rovers giocarono esclusivamente partite amichevoli nei primi due anni di esistenza;
  2. il club si è registrato presso la Leinster Football Association nel 1901. Per tutti gli anni ’70 e ’80, la data del 1899 è stata scritta sui cancelli del Glenmalure Park ma, a partire dagli anni ’90, il 1901 è stato adottato come anno di fondazione dai vari direttivi che si sono succeduti alla guida del club.

Alla luce della scoperta di prove a sostegno di una data di fondazione antecedente all’aprile 1899, il club ha inaugurato una suite 1899 nel Tallaght Stadium nel febbraio 2017.

Lo Shamrock Rovers, comunque sia, affonda le sue radici a Ringsend, un sobborgo interno del Southside di Dublino.  Il nome del club fu ispirato dalla Shamrock Avenue a Ringsend, sito dove furono anche ricavati i primi asset immobiliari del club. Nel settembre 1906, dopo poche stagioni di attività, i Rovers si ritirarono dalla First Division della Leinster Senior League ma, nel 1914, furono ripescati per poi iniziare a disputare  gli incontri casalinghi al Ringsend Park.

Il 17 aprile 1915, la squadra vinse la Irish Junior Cup, all’epoca la massima competizione giovanile organizzata su base nazionale, sconfiggendo il Derry Celtic Swifts per 1-0 nella finale giocata a Dublino. Tuttavia, il Ringsend Park divenne indisponibile nel giro di due anni, il club si sciolse e, da allora, disputò solo match di esibizione per i cinque anni successivi.

Una delle primissime formazioni dello Shamrock Rovers

Nel 1921, lo Shamrock Rovers riappare dalle sue “ceneri” come squadra della Leinster Senior League, raggiungendo la finale della prima edizione della FAI Cup, ma venendo sconfitto dal St James’s Gate in un incontro segnato dalla violenza della folla.

 Nella stagione successiva, il club si aggiudicò il titolo della League of Ireland al primo tentativo, rimanendo imbattuto per 21 partite e segnando 77 gol. Nel 1924, uno dei giocatori simbolo della squadra vincitrice della League of Ireland di due anni prima, Bob Fullam, tornò ai Rovers dal Leeds United unendosi a John Flood, John Fagan e Billy Farrell e completando la linea di attaccanti nota come The Four Fs.

Alla fine della quinta stagione nella League of Ireland, il club aveva già vinto tre titoli di League e una FAI Cup. Nel corso degli anni Trenta, il club portò a casa altri tre titoli di campionato e cinque FAI Cup, grazie anche alla presenza in squadra di elementi di respiro internazionale come Paddy Moore e Jimmy Dunne e al sostegno incessante di pubblico, con una media presenze, al Glenmalure Park, di circa 30.000 spettatori. Nel 1949, lo Shamrock Rovers si affermò come il club calcistico di maggior successo d’Irlanda con sei titoli di campioni d’Irlanda, 11 FAI Cup, sette League of Ireland Shield, sei Leinster Senior Cup, due Dublin City Cup, quattro Intercity Cup e otto President’s Cup.

Jimmy Dunne in azione con la maglia dello Shamrock

Nel novembre del 1949, dopo la morte di Jimmy Dunne, Paddy Coad accettò il ruolo di manager dopo aver giocato con il club per quasi otto anni, durante i quali si era affermato come uno dei migliori giocatori della League of Ireland. Coad optò per una politica giovanile radicale e, nel corso dei suoi primi tre anni di gestione, ingaggiò praticamente l’intera squadra degli schoolboy dei Rovers. Impiegò metodi di allenamento rivoluzionari, ponendo particolare enfasi sulle abilità tecniche e sul possesso palla, il che portò a giocare una tipologia di calcio veloce e ricco di passaggi verticali che contribuì in modo significativo allo sviluppo del gioco in Irlanda.

Nel 1954 il club vinse la League of Ireland per la prima volta dopo quindici anni, mentre Paddy Ambrose terminò la stagione come capocannoniere della squadra. Guidata da giocatori come Liam Tuohy e lo stesso Coad, la squadra nota come Coad’s Colts continuò a vincere altri due campionati e due FAI Cup, concludendo l’era d’oro del calcio irlandese come una delle sue squadre di maggior successo.

Lo Shamrock Rovers in un match disputato nel 1957 contro i “Busy Babes” del Manchester Utd

Dopo la partenza di Coad, nel 1960, ed una successiva stagione fallimentare sotto la guida di Albie Murphy, Seán Thomas si prese il compito di ricostruire la squadra dei Rovers che aveva sofferto per lo scioglimento dei Coad’s Colts. Paddy Ambrose e Ronnie Nolan rimasero nel club e furono affiancati da diversi nuovi acquisti, tra i quali i nazionali irlandesi Frank O’Neill e Johnny Fullam.  La decisione di Liam Tuohy di tornare al club come capitano, dopo quattro anni di successi conseguiti tra le fila del Newcastle United, contribuì in maniera determinante al completamento della rosa della squadra di Thomas.

Nella stagione 1963/64 il club vinse tutte le competizioni nazionali, tranne la Top Four, e fu sconfitto di misura dal Valencia nella Coppa delle Fiere. Thomas, tuttavia, lasciò gli Hoops alla fine della stagione in seguito ad evidenti contrasti con i Cunningham (proprietari del club) sulle scelte tecniche.

L’11 titolare dello Shamrock nel replay della finale di FAI Cup del 1965 contro il LImerick

Liam Tuohy subentrò come allenatore e portò il club al successo in cinque edizioni successive della FAI Cup, completando una serie di sei e con la ciliegina sulla torta della vittoria per 3 – 0, nel 1968, davanti ai 40.000 persone al Dalymount Park, sul Waterford, squadra campione d’Irlanda in carica (“Six in a row”)

Lo Shamrock Rovers nella stagione 1966/67

La sconfitta degli Hoops contro lo Shelbourne nel primo turno di FAI Cup del 1970, la prima in 32 partite di Coppa in sette anni, segnò l’inizio del declino del club. Nonostante la stagione 1970/71 vide la squadra mancare per un soffio il titolo in campionato in circostanze controverse i dodici anni successivi si rivelarono un disastro per il club sia in campo che fuori.

Il 25 aprile 1971, i Rovers incontrarono i Cork Hibs a Dalymount, in uno spareggio di campionato a cui assistettero 28.000 persone. La preparazione pre-gara fu alquanto tumultuosa in quanto giocatori e dirigenti vennero quasi alle mani per questioni  economiche legate al premio partita; come ovvia conseguenza, lo Shamrock perse l’incontro per 1 – 3.

La stagione successiva, i Cunningham vendettero il club a tre fratelli di Dublino: Paddy, Barton e Louis Kilcoyne, i quali, però, avevano fini prevalentemente commerciali. Nel giro di cinque anni, le grandi folle scomparvero dagli stadi irlandesi e, contestualmente alla scomparsa del Drumcondra e del Cork Hibs, al declino delle fortune di alcuni club di prima fascia ed alla mancanza di interventi da parte della FAI, la League of Ireland precipitò nel baratro. Di fronte alla diminuzione delle presenze, i Kilcoynes decisero di vendere i giocatori più anziani, sostituiti da giovani promesse.

Nel 1975, durante una tournée in Giappone, la giovane squadra di Mick Meagan e Theo Dunne sconfisse la nazionale giapponese per 3-2 davanti a 60.000 spettatori allo Stadio Olimpico, ma quella vittoria fu l’unico acuto di una stagione che vide la squadra finire in fondo alla classifica e costretta a chiedere nuovamente l’ammissione alla League of Ireland.

Nel 1976, Meagan e Dunne si dimisero dal club e furono sostituiti da Seán Thomas, l’artefice delle sei vittorie consecutive in FAI Cup, che con risorse limitate rimise sotto contratto Johnny Fullam e Mick Leech, oltre a John Conway dal Bohemians.

I Rovers terminarono la stagione 1976/77 all’undicesimo posto, ma vincendo la prima ed unica Coppa di Lega d’Irlanda con il 250° gol in carriera di Leech che fece la differenza nell’ultimo match contro lo Sligo.

Nel luglio 1977, John Giles, player-manager di fama internazionale, tornò a Dublino per assumere lo stesso ruolo al Rovers, mentre i Kilcoynes svelarono i piani per ricostruire il Glenmalure Park e farne uno stadio da 50.000 posti, nonché trasformare il club in una scuola di eccellenza per il calcio irlandese per essere poi in grado di competere anche in campo europeo.  

Giles ingaggiò giocatori di primo piano del panorama calcistico irlandese come Ray Treacy, Eamon Dunphy e Paddy Mulligan da affiancare ai ragazzi provenienti dal settore giovanile. Nella sua prima stagione in carica, il club vinse la sua 21ª FAI Cup, sconfiggendo lo Sligo in una finale controversa.  Nonostante questo successo e le vittorie nelle competizioni europee contro l’Apoel Nicosia e il Fram Reykjavík, l’idea di gioco Giles, basata sul possesso palla, si rivelò fallimentare portandolo, il 3 febbraio 1983, alle dimissioni.

Nell’estate del 1983, Jim McLaughlin sostituì Noel Campbell come manager dei Rovers, dopo un periodo costellato di discreti successi al Dundalk. Louis Kilcoyne, per il mercato estivo, mise una discreta somma a disposizione di McLaughlin, il quale rispose vendendo ovvero svincolando quasi tutta la squadra ereditata dall’era Giles, compreso il beniamino dei tifosi, Alan O’Neill, pur mantenendo in rosa Liam Buckley, Harry Kenny, Alan Campbell e Peter Eccles. In seguito, il tecnico portò in casa Shamrock Jody Byrne e Noel King dal Dundalk, Mick Neville dal Drogheda, il trio Eviston, Brady e O’Brien dal Bohemians, nonché Anto Whelan e Neville Steedman, rispettivamente, dal Manchester United e dal Thurles Town.

Il 1° aprile 1984 il club conquistò, con due giornate d’anticipo, il primo titolo della League of Ireland dopo 20 anni sconfiggendo per 3-1 lo Shelbourne. Al termine della stagione, però, i due attaccanti di punta del club, Campbell e Buckley, furono ceduti al Racing de Santander e al K.S.V. Waregem. McLaughlin li sostituì con Mick Byrne e Noel Larkin: la scelta si rivelò vincente, in quanto il club si aggiudicò altri tre titoli di campionato e tre FAI Cup, con Byrne che terminò l’ultima stagione del periodo “Four in a Row” come capocannoniere del campionato.

Nel corso dell’ultima di quelle 4 stagioni, la squadra fu guidata dal player – manager Dermot Keely in conseguenza della decisione di McLaughlin di trasferirsi al Derry City. Dall’agosto del 1983 all’aprile del 1987, lo Shamrock si aggiudicò 74 partite di campionato su 100 perdendone solo 11.

Noel Larkin e Mick Byrne con uno dei tre trofei della FAI Cup conquistati

Poco dopo la conquista del 14° titolo di Lega, Louis Kilcoyne annunciò che i Kilcoynes stavano vendendo il Glenmalure Park, da poco acquistato dalla comunità dei Padri gesuiti. La squadra giocò l’intera stagione 1987/88 in un Tolka Park quasi sempre desolatamente vuoto a causa di un boicottaggio indetto dallo Shamrock Rovers Supporters Club e dal KRAM (Keep Rovers at Milltown), osservato dalla stragrande maggioranza dei tifosi degli Hoops.

Al termine della stagione i Kilcoynes cedettero il club all’uomo d’affari dublinese John McNamara, che avanzò la controversa proposta di trasferirsi con i Bohemians al Dalymount Park. Il KRAM si riunì per votare se revocare il boicottaggio e sulla proposta di trasferirsi a Dalymount. Entrambe le mozioni furono approvate e il club trascorse le due stagioni successive nella sede di Phibsboro, con una squadra irriconoscibile che giocava di fronte a poche centinaia di spettatori.

Al termine della stagione 1989-90, la Dirigenza dello Shamrock annunciò il trasferimento all’RDS di Ballsbridge, situato a metà strada tra Ringsend e Milltown, nella zona sud di Dublino. Il 30 settembre 1990, il nuovo impianto ospitò la gara tra Shamrock Rovers e St. Patrick’s Athletic, davanti a circa 25.000 persone.

Lo Shamrock giocò Ballsbridge per 6 anni, ivi compresa la stagione 1993/94 culminata con la vittoria del titolo nazionale. Ray Treacy fu il gestore di una squadra che annoverava, tra le sue fila, gente del calibro di Paul Osam, Gino Brazil, John Toal, Alan Byrne e Stephen Geoghegan, capocannoniere della squadra.

La stagione successiva, alcuni giocatori chiave vennero ceduti in quanto Treacy e McNamara decisero di lavorare con un budget ristretto optando per l’acquisto di giovani promesse. La squadra iniziò male la stagione rimediando una pesante sconfitta contro il Górnik Zabrze in Coppa UEFA e non riuscendo, in campionato, a staccarsi da posizioni di metà classifica, mantenute fino al termine del campionato.

La stagione 1995/96 iniziò ancora peggio della precedente e, al termine della stessa, dopo quasi due anni di crescente malcontento dei tifosi per la gestione del club, Treacy si dimise seguito, a stretto giro di posta, da McNamara. Uno degli ultimi atti di McNamara fu quello di nominare una coppia di Manager composta da Alan O’Neill e Terry Eviston, i quali non solo riuscirono ad allontanare lo spettro della retrocessione, bensì sfiorarono la qualificazione per le coppe europee della stagione successiva.  

Al termine della stagione 1995/96, John McNamara vendette il club alla Premier Computers, guidata da Alan McGrath, il quale si affrettò a presentare un piano per la costruzione di un impianto di gioco di ultima generazione nel sobborgo sud-occidentale di Dublino, Tallaght, assumendo Pat Byrne come responsabile commerciale. Tuttavia, dopo un paio di settimane ed una sconfitta nella prima partita della stagione, O’Neill fu licenziato, mentre Eviston si dimise per solidarietà. Mick Byrne fu nominato manager della squadra che, nel frattempo, giocava ancora al Tolka Park, in una stagione decisamente complicata, con il capocannoniere del campionato, Tony Cousins, a rivestire un ruolo fondamentale nell’evitare la retrocessione della squadra.

Nel maggio 1997, Alan McGrath lasciò la poltrona di presidente del club per essere sostituito da Brian Kearney, anch’egli della Premier Computers, che riuscì ad ottenere il permesso di costruire il nuovo stadio nel gennaio 1998 anche se successive lungaggini burocratiche ritardarono la decisione definitva fino al novembre del 1998 quando Joe Colwell sostituì Kearney come presidente ponendo fine al coinvolgimento della Premier Computers nel club.

Sul campo, Mick Byrne guidò i Rovers alla qualificazione in Coppa Intertoto nel 1997/98 e ad un ottavo posto nella stagione successiva prima di essere sostituito da Damien Richardson, che gestì il club durante la permanenza al Morton Stadium prima di essere licenziato nell’aprile 2002 a causa dei pessimi rapporti con Colwell.  A quel punto, sul sito di Tallaght si trovava solo l’embrione del nuovo stadio in quanto la Mulden International Ltd, assunta da Colwell per completare il progetto, si era ritirata dall’affare, noleggiando il progetto ad un’altra società.

Tony Maguire prese il posto di Colwell come presidente iniziando, al contempo, la ricerca di potenziali investitori intenzionati ad entrare nel club.

Nella sua prima stagione da manager, Liam Buckley guidò il club alla finale di FAI Cup e alle qualificazioni europee, giocando al Richmond Park.  La stagione 2003 fu segnata dai problemi finanziari in quanto l’accordo con il potenziale investitore Conor Clarkson fu bloccato dalla riluttanza di Mulden a vendere il terreno. Dopo aver richiesto una proroga di un anno nell’ottobre 2003, il club ne chiese un’altra pochi mesi dopo la partenza di Buckley, nel settembre del 2004. La SDCC rifiutò la richiesta, ma chiarì la propria posizione confermando l’intenzione di costruire lo stadio in collaborazione con il club una volta risolta la questione della proprietà. Nel frattempo gli amministratori del 400 Club (un gruppo di tifosi organizzati) informarono il consiglio di amministrazione che non erano più disposti a finanziare la proprietà dello Shamrock Rovers.

Di fronte alla scelta di rimanere con Clarkson, i cui piani erano stati annullati dalla decisione della SDCC, ovvero di collaborare con il consiglio, Maguire scelse la prima e, grazie al finanziamento ottenuto da Mulden, avviò un tentativo di revisione giudiziaria della decisione da parte dell’Alta Corte.

La revisione, purtroppo, esitò in senso negativo e l’11 aprile del 2005, a fronte di debiti per oltre due milioni di euro, il club entrò in amministrazione controllata. Il 5 maggio 2005 Tony Maguire si dimise su richiesta della FAI, la quale, nel frattempo, aveva scoperto che il club aveva presentato i conti del 2003 nella richiesta di licenza per la stagione 2005; l’imbroglio comportò una detrazione di punti e la successiva retrocessione in seconda divisione.  Il contraddittorio si concluse nel luglio 2005 con l’accettazione dell’offerta del 400 Club per lo Shamrock Rovers, salvando il club dall’estinzione.

Con la nuova proprietà in mano ai tifosi, i Rovers ottennero la promozione al primo tentativo nel 2006 sotto la guida di Pat Scully, anche se l’evento più importante del periodo fu la ripresa dei lavori di costruzione del nuovo stadio dopo oltre due anni di controversie legali tra il comune e Thomas Davis CLG.

La fase ascendente di questa nuova parabola storica dello Shamrock raggiunse il suo picco nel corso della stagione 2008/09 quando si portò a compimento la costruzione del nuovo impianto di gioco con la squadra in grado di chiudere il campionato in seconda posizione con relativa qualificazione in Europa League sotto la guida di Michael O’Neill.

Il nuovo Tallaght Stadium partì alla grande facendo regolarmente registrare il “sold – out” per le gare interne dei Rovers ed il record di 10.900 presenze in occasione del match contro il Real Madrid con i “Blancos” usciti vittoriosi per 1 – 0. Nuova qualificazione ai preliminari di Europa League anche nella stagione 2010/11 ma, dopo aver superato gli israeliani del Bnei Yehuda, lo Shamrock fu eliminato dalla Juventus.

Il Tallaght Stadium in un’immagine del 2011

Il club concluse la stagione 2010/11 vincendo il titolo nazionale (grazie alla migliore differenza reti nei confronti del Bohemians) e ponendo fine ad un’astinenza durata ben 16 anni. I Rovers ebbero anche la possibilità di aggiudicarsi il double ma, dopo aver raggiunto la finale di FAI Cup, la prima all’Aviva Stadium davanti a una folla di oltre 30.000 persone, furono sconfitti dallo Sligo Rovers alla lotteria dei calci di rigore.

Grazie alla vittoria in campionato, il club ebbe l’occasione di partecipare per la prima volta alla Champions League (l’ultima partecipazione alla vecchia Coppa dei Campioni risaliva alla stagione 1987/88). Nel primo turno preliminare lo Shamrock riuscì ad eliminare i campioni estoni del Flora Talinn ma non ci fu nulla da fare nel doppio confronto con i danesi del F.C: Copenaghen. La retrocessione in Europa League portò il club fino alla fase a gironi dopo aver eliminato, nel turno di spareggio, i campioni serbi dell’FK Partizan. Per la prima volta in assoluto un club irlandese ebbe accesso alla fase a gironi di una grande competizione europea. Lo Shamrock chiuse la sua avventura senza essere riuscito ad incamerare alcun punto in un gruppo che comprendeva PAOK Salonicco (0 – 2; 1 – 3), Rubin Kazan (0 – 3; 1 – 4) e Tottenham Hotspur (1 – 3; 0 – 4).

Il 25 ottobre 2011, con una vittoria all’ultimo minuto sull’UCD a Belfield, il Rovers riuscì a conquistare il secondo titolo consecutivo di campione d’Irlanda ma, proprio al termine della stagione, Michael O’Neill lasciò il club per diventare allenatore della nazionale nordirlandese.

Il suo successore per la stagione 2011/2012, Stephen Kenny, fu licenziato prima del termine della stagione ed avvicendato con Trevor Croly il quale, pur non riuscendo a chiudere una stagione intera come Manager, portò a casa due trofei, seppur minori: la Coppa di Lega e la Setanta Cup nel 2013. Dopo un breve interegno di Pat Fenlon, ex – giocatore dello Shamrock, fu il turno di Stephen Bradley, altro ex – giocatore del club, al quale la dirigenza chiese di mettere su una squadra in grado di sfilare la leadership del calcio irlandese al Dunkalk.

Non si trattò di un’impresa così facile ma, grazie allo sviluppo del settore giovanile (dal quale Bradley proveniva) e ad alcuni acquisti particolarmente indovinati (come il centrocampista Jack Byrne), i Rovers si aggiudicarono la FAI Cup nel 2019 (la prima dal 1987) battendo proprio il Dunkalk in finale ai calci di rigore davanti ad un pubblico record di oltre 33.000 spettatori.

I giocatori dello Shamrock festeggiano la vittoria della FAI Cup 2019 contro il Dunkalk

La stagione successiva fu segnata, come in tutta Europa, dalla pandemia di Covid – 19 che fece interrompere bruscamente il campionato, consegnando il titolo proprio ai Rovers, imbattutti fino a quel momento della stagione in campionato ma sconfitti in finale di FAI Cup dal Dunkalk in uno stadio deserto per le restrizioni causate dalla pandemia.

La stagione 2020/2021 iniziò con la partenza di diversi giocatori di primo piano come Jack Byrne ed Aaron McEneff ma tutto ciò non impedì allo Shamrock Rovers di conservare il titolo, chiudendo con ben sedici punti di vantaggio sulla rivale più vicina, il St Patrick’s Athletic e facendosi consegnare il trofeo in un Tallaght Stadium vestito a festa per il match contro il Drogheda United.

I Rovers festeggiano il titolo del 2022

Nel campionato 2021/2022 i Rovers hanno conquistato il terzo titolo di fila, vincendo l’incontro decisivo per 1-0 contro il Derry City e qualificandosi, per la prima volta, alla UEFA Conference League, grazie anche ad un media presenze al Tallaght di oltre 6.000 spettatori.

Un’immagine dell’incontro di Conference League contro il Gent

La prima “casa” ufficiale dello Shamrock fu il Ringsend Park, seguito dalla Shelbourne Park e dal Windy Arbour. Solo l’11 settembre 1926, lo Shamrock Rovers giocò la sua prima partita al Glenmalure Park, a Milltown, contro il Dundalk. L’inaugurazione ufficiale avvenne domenica 19 settembre 1926, con il Belfast Celtic come avversario in un incontro amichevole.

Quando i Cunningham acquisirono il club negli anni Trenta, lo stadio fu chiamato Glenmalure Park, in onore della loro casa ancestrale a Glenmalure. I Cunningham completarono lo stadio con l’aggiunta di diverse terrazze, una delle quali fu coperta e riservata alle autorità ed alle classi più abbienti.

Una veduta di Glenmalure Park in occasione del match disputato tra Shamrock Rovers e Sligo Rovers il 12 Aprile del 1987

Lo stadio rimase sostanzialmente inalterato da allora fino alla sua demolizione nel 1990, ad eccezione della demolizione di una piccola terrazza e dell’installazione di riflettori negli anni Ottanta. La sua capacità è stata di circa 20.000 persone per la maggior parte della sua esistenza con un picco di 28.000 spettatori per il match contro il Waterford del 1968. 

Nel 1987, i Kilcoynes decisero di vendere lo stadio dopo averlo acquistato dai Gesuiti. L’ultima partita al Glenmalure Park fu una semifinale di FAI Cup tra Shamrock Rovers e Sligo Rovers il 12 aprile 1987, conclusasi con un’invasione di campo da parte dei tifosi che protestavano contro la vendita dell’impianto.

Dopo un lungo processo di appello causato dalla denuncia di un gruppo organizzato della tifoseria biancoverde, il Glenmalure Park fu demolito nel 1990 per essere sostituito da un complesso di appartamenti.

Negli anni ’90, allo Shamrock Rovers fu concesso un terreno nel sobborgo di Tallaght per la costruzione di un nuovo stadio, ma si dovette attendere fino al 30 marzo 2000 affinché il Taoiseach Bertie Ahern pose la prima pietra sul sito.

Tuttavia, i lavori per la costruzione dello stadio cessarono nel 2001 e, nel marzo 2005, il Consiglio della Contea di South Dublin annunciò che avrebbe ripreso il terreno concesso al club, in quanto non erano state rispettate le condizioni relativa alla licenza edilizia.

Nel luglio 2005 è stato avviato un processo di consultazione pubblica e nel dicembre 2005 è stata approvata una risoluzione che prevedeva la modifica dello stadio per ospitare le partite della GAA (Gaelic Athletic Association) senior, pur mantenendo lo Shamrock Rovers come affittuario privilegiato, decisione, quest’ultima, subordinata ad un ulteriore finanziamento governativo. I suddetti finanziamenti non sono stati mai resi disponibili, cosicché il 13 gennaio 2006 il consiglio ha votato per procedere con il piano originale.

Questa seconda votazione è stata contestata da un club locale della GAA, Thomas Davis, che voleva che la votazione del 13 gennaio 2006 fosse dichiarata illegale, costringendo così il consiglio della contea a costruire lo stadio della GAA. Thomas Davis ha sostenuto che la capacità dello stadio (inizialmente 6.000, in ultima analisi 10.000) non sarebbe stata influenzata dagli interventi di ristrutturazione, mentre le altre parti coinvolte hanno contestato questa affermazione, sostenendo che la capacità sarebbe stata ridotta.

Dopo una lunga e durissima battaglia legale, Il 25 gennaio 2008 il giudice Murphy ha respinto la richiesta di Thomas Davis di appellarsi alla Corte Suprema, permettendo la prosecuzione dei lavori di costruzione dello stadio, inaugurato nel marzo 2009 quando lo Shamrock Rovers ha potuto finalmente giocare la sua prima partita contro lo Sligo Rovers, vinta, tra l’altro, con il punteggio di 2 -1.

Una panoramica del Tallaght Stadium in occasione di un match del turno preliminare di Champions League tra St Patrick’s Athletic e Legia Varsavia

Il derby della capitale irlandese si sposta ora sui verdi campi del nostro Old Subbuteo con dei pezzi da collezione di un certo rilievo, soprattutto per quanto concerne i Bohemians. In realtà, infatti, lo Shamrock non ha una ref dedicata ma, parlando del catalogo delle HW, quest’ultimo viene accomunato con il Celtic nella ref 25. La tipica maglia a strisce orizzontali verdi su fondo bianco si accompagna a pantaloncini e calzettoni usualmente di colore bianco con diverse varianti in merito all’accoppiata base/inner.

Il subbuteo

La ref 25 del catalogo HW dedicata a Celtic e Shamrock Rovers

I Bohemians Dublino, al contrario, possono fregiarsi di una ref dedicata nel catalogo HW; stiamo parlando della ref 70, di buon valore collezionistico e di non facilissima reperibilità. La ref rappresenta il club irlandese con la tipica maglia rossa con colletto e polsini neri, calzoncini bianchi e calzettoni rossi con bordo nero. L’accoppiata base/inner è solitamente bianco/rossa ma non è raro trovare un’accoppiata di colori assolutamente invertita rispetto alla precedente.

La ref 70 del catalogo HW dedicata ai Bohemians Dublino

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