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Nei virtuosi e per tutti inarrivabili PAESI BASSI dal 18 febbraio è stato avviato un processo di progressivo allentamento delle restrizioni che si è concluso il 25 febbraio con la revoca dell’obbligo della mascherina e del passaporto vaccinale. Come confermato dai miei parenti ivi residenti da generazioni è finito il coprifuoco per i locali pubblici che potranno essere aperti anche per l’intera notte, così come sono state revocate le restrizioni per stadi, teatri, cinema e ristoranti.

L’AUSTRIA nondimeno ha revocato tutte le restrizioni imposte per frenare i contagi da Coronavirus. Gli orari di apertura ridotti per bar e ristoranti sono stati aboliti, i locali notturni hanno riaperto e le restrizioni sui grandi eventi sono state revocate. Da diverse settimane non è più obbligatorio esibire la prova dell’avvenuta vaccinazione o guarigione per entrare nei ristoranti, nelle palestre e partecipare ai raduni.

Da oltre un mese, peraltro, al ristorante potrà sedersi anche chi ha un tampone con esito negativo e non più solo chi è vaccinato contro il Covid-19 o è guarito.

Anche in SVIZZERA sono staterevocate le misure anti covid. Non sono più necessarie mascherina e green pass per accedere a negozi, ristoranti, istituzioni culturali, altre strutture aperte al pubblico e manifestazioni. Le misure sanitarie per l’ingresso in Svizzera sono state totalmente abolite.

In BELGIO e LUSSEMBURGO i rispettivi Governi hanno, di recente, deciso un importante allentamento delle regole contro il contagio del covid. In Belgio non solo si torna a ballare nelle discoteche, ma vengono revocate le restrizioni sull’orario di chiusura e il numero di persone ai tavoli in bar e ristoranti. Sono ripresi i concerti con persone in piedi e non ci sono più tetti massimi di partecipanti per gli eventi all’esterno, né tantomeno per matrimoni e funerali.

La FRANCIA, in cui già dal 2 febbraio scorso sono state revocate le mascherine all’aperto e lo smart working, ha di recente revocato l’obbligo di usare le mascherine al chiuso, anche a bordo dei mezzi pubblici. All’aperto neppure a parlarne, assembramenti o meno nulla di nulla.

Nel REGNO UNITO, dove l’allentamento delle misure con la revoca del green pass e dell’uso delle mascherine è già scattato a metà gennaio, Boris Johnson ha eliminato ogni rimanente restrizione anti Covid, compreso l’isolamento dei positivi, in anticipo rispetto alla data fissata del 24 marzo. E’ da oltre un mese che il premier britannico ha presentato una strategia del governo per convivere con il coronavirus, da trattare nel futuro come una endemia e non una pandemia.

Ribadisco ai beneficio di eventuali lettori distratti: “da trattare come un’endemia e non una pandemia”…

Anche in SPAGNA dall’8 febbraio non è più obbligatorio l’uso delle mascherine all’esterno, con la Catalogna che ha eliminato tutte le restrizioni. Le discoteche riaprono senza limite di orario né obbligo di esibire una certificazione Covid all’ingresso.

Avanti nella revoca delle restrizioni anche i Paesi scandinavi, con la DANIMARCA che è stato il primo Paese in Europa, agli inizi di febbraio, a non considerare il Covid come una malattia socialmente critica, rendendo non più obbligatorio indossare mascherine su mezzi pubblici e nei luoghi al chiuso e avere il Green pass per entrare in discoteche, caffè, autobus e ristoranti. Sono stati riaperti senza limiti di orario tutti i locali notturni e a Copenaghen si balla e ci si diverte per tutta la notte senza limiti né tantomeno obblighi di sorta.

Sulla stessa strada la SVEZIA, con ristoranti e bar che sono già da tempo tornati agli orari normali e niente più Green pass, perché il “il Covid non è più considerato una patologia che minaccia la società”.

Di analogo avviso anche la NORVEGIA che ha abolito tutte le restrizioni, compreso distanziamento e mascherine, mentre solo gli adulti sintomatici dovranno fare il tampone e l’isolamento dei positivi passa dall’essere un obbligo a una semplice raccomandazione.

Tanti i Paesi menzionati ma non l’Italia. Perché?

Per il semplice fatto che nulla si saprà almeno fino a domani 17 marzo (forse…. ma chi lo può dire nel paese dei balocchi?), in cui è prevista una cabina di regia in Parlamento per discutere sul merito e nel merito.

Perciò venerdì, quando questo articolo verrà pubblicato, magari vi saranno news e l’auspicio è che siano univocamente positive e sulla stessa falsariga dei paesi summenzionati, sebbene nutra molti dubbi in proposito in un paese (l’unico al mondo) che continua a snocciolare tutti i santissimi giorni i numeri dei contagiati, dei decessi e delle terapie intensive. Questi stessi numeri, che fino a qualche mese fa venivano dati dal Turkmenistan e dalla Cambogia, oggi hanno smesso pure loro per quanto inutili e insignificanti siano.

E questo vale anche per il nostro microcosmo: d’altro canto se non erro nelle regole di recente emanate a valere sui Campionati Federali che andranno prossimamente in scena a San Benedetto, non v’è traccia di ciò proprio perché il nostro ESECUTIVO, giustappunto, attende di conoscere i disposti governativi in materia cui dovrà evidentemente attenersi.

Chissà se bavagli e maschere, più dannosi che inutili, dovranno continuare a stazionare sul nostro volto, con tanto di fastidio e appannamento delle lenti per gli occhialuti e difficoltà di respiro per tutti, tantopiù se si considera che nella due giorni marchigiana saranno circa 20 le ore in cui tutti saranno impegnati sul parquet in veste di giocatori, arbitri e accompagnatori.

Ad ogni buon conto, nell’attesa di conoscere in facto le decisioni di merito, rallegriamoci con le immagini provenienti da MONS relative all’ultimo Major disputato.

Che i giocatori e le compagini italiote non abbiano vinto nulla poco importa, quel che è rilevante e rende felicemente e mentalmente liberi sono le immagini pervenute dalla cittadina belga nelle quali non v’è traccia di giocatori mascherati e imbavagliati, salvo loro libera scelta sulla quale nulla quaestio ci mancherebbe.

Ed era pure ora, ma si sa, il Belgio, come i Paesi Bassi, come la Francia, come soprattutto il Regno Unito non sono l’Italia, da un secolo a questa parte o forse più lo sanno pure i muri!!

Bergamo, 18.03.2022
Rosario Ifrigerio

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