rosario del venerdì

Quante volte mi sono soffermato su concetti quali coesione, comunanza d’intenti, unione di subbuteisti e calciotavolisti sotto un solo tetto e una sola egida possibile, quella che abbraccia in un tutt’uno “Mamma Nazionale F.I.S.C.T. (per entrambe le discipline) e “Mamma Internazionale F.I.S.T.F.” (relativamente all’ambito del CDT).

Tutto il resto di cui si sente parlare in Italia, chiosa finale dell’articolo dell’autore pubblicato la scorsa settimana (“Passato, Presente e Futuro), è un’insalata mista che non appartiene al nostro mondo.

Uniti e vincenti come dimostrano gli altisonanti numeri del prossimo Major di Bologna e quelli altrettanto tali che si preannunciano per il G.P. che si terrà a giugno nell’incantevole località di Capo Peloro, un paradiso terrestre tra Messina e Taormina.

Che il CDT sia tornato ai suoi livelli, possiamo definitivamente affermarlo con ragionevole certezza: sono circa 150 gli iscritti provenienti da più parti d’Europa nelle categorie individuali e 26 i team che prenderanno parte al prossimo Major di Bologna, uno degli eventi più importanti a livello mondiale del nostro gioco.

Non saranno da meno quelli che si attendono a Messina (a 20 giorni dalla manifestazione siamo già arrivati ad un centinaio di iscritti e 15 squadre). Il posto è di una tale bellezza da non lesinare risorse finanziarie per essere presenti, non solo e non tanto per l’evento ludico in sé quanto per tutto ciò che vi orbita attorno, compresa la bellissima location in cui si giocherà.

Un plauso doveroso e sentito a Riccardo Marinucci e a Cesare Natoli con i rispettivi staff che da anni si adoprano per realizzare due manifestazioni cui tutti siamo profondamente e affettivamente legati e alle quali prendono parte i più forti giocatori di calcio tavolo del mondo. Basta leggere gli iscritti e verificare la posizione che ciascuno di essi occupa nel Ranking Internazionale per farsi un’idea di cosa e soprattutto di chi si parla.

Si tratta di due eventi di eccelso livello, a caratterizzazione esclusivamente calciotavolistica, sui quali gli organizzatori lavorano molto tempo prima che vi si tengano, spesso sin dall’anno precedente. Neppure il tempo di archiviare quello terminato che già si pensa e ci si muove per il successivo.

Ho enfatizzato la componente calciotavolistica poiché in questi eventi il Subbuteo non può esistere, nel senso letterale del termine e non spregiativo beninteso.

Non potrebbe essere diversamente, uniti e vincenti tutti insieme sotto un’unica campana ma una cosa è il CDT, un’altra il Subbuteo.

Vuolsi dire che, ove si eccettuino manifestazioni di diverso e – mi si perdoni l’accezione – minore rilevanza, le due discipline non vanno commistionate. È parere dell’autore e non solo suo che in occasione di eventi elitari le due discipline non si debbano mischiare, a beneficio anche del Subbuteo ci mancherebbe, non solo del CDT.

Con la miscellanea di cui in argomentando si finisce col costringere taluni e non pochi giocatori, non potendo oggettivamente prendere parte ad entrambi i tornei, a scegliere l’uno o l’altro laddove, organizzati in modo disgiunto e in date diverse, i calciotavolisti che giocano anche a subbuteo potrebbero parimenti parteciparvi e competervi da par loro.

E perdipiù si eviterebbero malumori e rischi di defezioni per disparati motivi (economici, logistici e nondimeno agonistici) che in questo momento di grande ripartenza del movimento, a livello nazionale e internazionale, non possiamo permetterci.

A tale riguardo e a proposito di ciò, a mio avviso uno degli obiettivi cui bisogna tornare sin dal prossimo anno – alla luce anche di quanto auscultato “vox populi vox Dei” – è il ripristino dell’originaria formula dei Campionati Italiani Assoluti individuali, a livello singolo l’evento numero 1 della stagione per quanto concerne le categorie Open, Veteran e Cadetti.

È auspicabile che si torni a suddividere i qualificati provenienti dalle selezioni regionali in gironi da 6/7 giocatori in modo che, giunti a destinazione, giochino sia sabato che domenica un numero adeguato di match. Anche i migliori, poiché trattandosi di un torneo riservato ai top solo quelli ci sono, che inevitabilmente usciranno al girone.

E al contempo, tornando all’argomento de quo, si darebbe la giusta rilevanza all’omologa manifestazione subbuteistica se organizzata in altra data.

Su quanto quivi argomentato verrebbe da dire “nulla quaestio”.

Va da sé, purtuttavia, che il nostro è un Esecutivo di un tale spessore e di tali competenze tecnico-organizzative per cui è impossibile che non ci abbiano pensato. Di sicuro vi saranno state significative e inoppugnabili motivazioni per le quali, quest’anno, hanno deciso di adottare la formula resa nota, ovvero il sabato subbuteisti e cadetti, la domenica open e veteran, immaginabile tutti ricompresi ab origine in gironi da quattro.

Sono legatissimo affettivamente e umanamente ai componenti tutti dell’attuale Governo Calciotavolistico e Subbuteistico, a mio avviso i migliori di tutti i tempi, i numeri 1 in assoluto, inarrivabili per chiunque. Ma onestà intellettuale e verità di cronaca impongono che vada rilevata la miscellanea di quest’anno, con finalità e intenti esclusivamente costruttivi.

Che poi, conoscendoli bene, non ve ne sia bisogno è acclarato ma questo è un altro discorso.

Intanto godiamoci questi due straordinari eventi che ci attendono a Bologna e Capo Peloro, poi penseremo agli Assoluti.

Ad maiora semper!

Rosario Ifrigerio
25.05.2022


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