Abbiamo scoperto della sua decisione di appendere le miniature al chiodo e abbiamo colto l’occasione per fare quattro chiacchiere con lui (in anteprima!) per ripercorrere la sua lunga carriera.
Molti di voi avranno già capito di chi stiamo parlando, lo “Zico dell’Arno”, Simone Faraoni!

1) Ciao Simone e grazie di essere oggi con noi. Prima di parlare della tua “bomba”, ci racconti quando hai iniziato e cosa ti ha avvicinato al Subbuteo?

R: Avevo circa 10 anni e giocavo al gioca goal, quello con il campo di cartone e i giocatori con le basi piatte. Poi un ragazzo che abitava nel mio palazzo mi fece scoprire il Subbuteo…e fu subito amore a prima vista!! Aspettai fino al mio compleanno con trepidazione per ricevere campo porte e due squadre, l’Italia e l’Olanda…ricordo ancora l’emozione quando le toccai….avevano un bellissimo odore, quello dell’emozione, quello del Subbuteo…..poi un giorno vidi giocare Zico e mi regalarono un Brasile….doppio colpo di fulmine che dura ancora oggi a quasi 53 anni.
Il Subbuteo sono gli occhi di un bambino che guarda una miniatura su un panno verde e in lei vede Zico, Antognoni, Rivera, Paolo Rossi. Il Subbuteo e’ aggregazione e’ amicizia. Nel mio quartiere a volte eravamo decine e decine con due campi…e ci passavamo pomeriggi interi……..

2) E dalla tua stanza a pochi passi da Santa Maria del Fiore di strada ne hai fatta tanta, senza però spostarti mai davvero: Il tuo amore per Firenze e per il colore viola è arcinoto, come definiresti questo legame e quali sono stati i momenti migliori della tua carriera?

R: Firenze per me e’ tutto. Dopo gli affetti familiari la mia città’ rappresenta la mia vita. Ho sempre detto che sarei pronto a tutto per lei, anche morire!! Ho vissuto in centro da sempre e anche adesso che, dopo sposato, vivo a Coverciano, sono a 5 minuti di macchina da piazza Santa Croce dove vive mia mamma. Quando ho tempo vado sempre in centro a camminare e penso alla fortuna che ho avuto a vivere qua. Firenze e’ come uno scrigno pieno di gioielli, non sarai mai in grado di conoscerli tutti, lo scrigno e’ senza fondo. Dopo 53 anni in certi momenti riesco ancora a commuovermi di fronte a tanta bellezza, e malgrado abbia letto libri su libri, mi trovo sempre di fronte a cose nuove che non conoscevo…….
Ricordo bene l’esordio in seria A agli inizi degli anni 90, quando parlavamo ancora di HW e i campionati erano gestiti con preselezioni. Noi giocammo contro Genova e Torino….ricordo ancora una bocca completamente asciutta, come direbbe Fantozzi, salivazione azzerata! Poi ricordo il Guerin Subbuteo degli anni 80. Ma il periodo piu’ bello e’ stato il ritorno nel 2003, anni spensierati e la costruzione di un gruppo che e’ arrivato fino alla serie B e al gruppo attuale. difficile dire quali sono stati gli anni migliori. Io sono sempre stato un giocatore strano, capace di grandi risultati per poi cadere contro giocatori “sulla carta” più’ abbordabili, insomma un cavallo pazzo… ma qualche nome illustre l’ho battuto! 

Il torneo che mi e’ sempre rimasto sul gozzo e’ una coppa Italia veteran a Chianciano, mi sembra nel 2010, quando ho battuto nel girone Federico Mattiangeli, che poi vinse il torneo, ed io persi agli ottavi contro Curato dopo aver avuto varie occasioni e aver colpito un palo interno a 5 secondi dalla fine…come sempre il palo, mio life motiv…J…ma come dice sempre un mio caro amico “ le reti su senza pali non ci stanno”… 

Ricordo anche che quando la categoria veteran era agli inizi, arrivai molto in alto nel ranking…tanto in alto che se al major di Bologna fossi arrivato bene entravo nei papabili della nazionale per diritto di ranking (i veteran erano 4 gatti)…ma il mio amico Massimo Conti mi fermò ai quarti e salvò la maglia azzurra da un onta del genere… 

🙂 …maledetto Cine… 

3) Tu sei uno di quei giocatori che ha attraversato tutte le “ere” del gioco, dagli esordi ad oggi: da un punto di vista di materiali e dinamiche di gioco, come hai vissuto questa evoluzione e cosa secondo te è stato positivo e cosa negativo.

R: Quando tornai nel 2003 rimasi scioccato. Come la maggior parte dei vecchi giocatori che non avevano mai visto basi professionali, non mi piaceva l’evoluzione del gioco. Lo trovavo piatto e privo di fantasia, eccessivamente schematizzato. Poi cominciai a giocare e capii che il gioco non era peggiorato, era semplicemente diverso. Con le basi HW per fare determinate cose dovevi studiare per giorni e giorni e non era detto che ci saresti riuscito. I materiali erano molto meno performanti ed il talento e la fantasia si vedevano bene, molto bene…. Adesso quello che un tempo era difficile, come un aggancio da lontano, e’ diventato molto più’ accessibile a tutti. Oggi ciò che fa la differenza sono la tattica e la velocità. Quando vedi giocare i giovani talenti, uno su tutti il neo campione del mondo Mato (Mato Ciccarelli, ndr), o il Cola (Luca Colangelo, ndr), vedi proprio che loro sono nati con il CDT e con quello hanno sviluppato ciò che serve per vincere e fregare i vecchi anche forti tecnicamente…velocità!! quindi e’ difficile dire cosa è positivo o negativo, il CDT ha semplificato tanti gesti tecnici del Subbuteo ma al contempo ha costretto tutti a sviluppare altre qualità per competere.

4) Molti ti conoscono e ti hanno conosciuto anche per il tuo pseudonimo, “Farazico”, da sempre molto attivo sul Forum, soprattutto quando c’era da metterci la faccia anche a costo di essere tacciato come “rompiscatole” e a volte addirittura di “remare contro”: Ti va di darci la tua versione su come sono andate le cose?

R: Io sono fiorentino, e come tutti i fiorentini sono un rompicoglioni. Ricordate Gino Bartali? “Glie’ tutto sbagliato glie’ tutto da rifare!!” Il fiorentino non riesce a tacere anche quando ne avrebbe un vantaggio. Se una cosa non mi torna la devo dire o sto male. Questo mi ha provocato diversi problemi sia nella vita che nel Subbuteo…ma almeno posso essere sicuro degli amici….
L’ultima polemica costruttiva ho cercato di farla con una discussione sul forum dedicata alla nuova sezione “Subbuteo tradizionale”…ma quando te parli di cose specifiche e ricevi risposte preimpostate stile muro di gomma…capisci che è inutile. Io resto della mia idea, quello non è Subbuteo tradizionale, mi sono trovato di fronte squadre in grado di fare cose che con le vecchie HW era quasi impossibile fare. Infatti non ho più partecipato. Adesso poi non è davvero un mio problema.
Un’altra cosa che mi rattrista è lo stato in cui versa il forum. Un tempo terreno di scambi e discussioni vivaci e costruttive, adesso è ridotto ad un mero organo informativo. Ma anche questo non è un mio problema ormai……..anche se non dovremmo dimenticare che una percentuale altissima delle squadre attuali sono nate grazie all’attività divulgativa del forum.

5) E ora torniamo alla tua decisione bomba, visto che dopo più di 40 anni anni hai deciso di smettere.
Nel tuo saluto hai detto di non voler entrare nel merito delle motivazioni, e noi vogliamo rispettare questa scelta concentrandoci sul tuo augurio finale: “spero che questo gioco/sport non muoia mai”.
Secondo te qual è la situazione attuale del movimento e cosa servirebbe per far sì che questo tuo (e di molti altri) sogno diventi realtà?


R: Non smetto per l’età, le motivazioni sono molto intime e personali e non credo sia corretto divulgarle. Certo non avrei mai pensato di non sentire minimamente la voglia di giocare a qualcosa a cui ho dedicato tanto della mia vita, magari non con la giusta costanza per arrivare al massimo delle mie potenzialità, ma con grande entusiasmo.
Sarò molto pratico, servono soldi, investimenti, sponsor…serve qualcuno/ qualcosa che voglia investire in questo movimento. Il modo in cui dei semplici appassionati hanno creato una nuova vita ad un gioco degli anni 60/70 e’ incredibile, ma se vogliamo fare un salto di qualità servono grandi investimenti pubblicitari ed interventi sul mercato per far si che i giovani si riavvicinino in massa al Subbuteo. Se crescerà l’interesse generale, allora forse ci sara’ la possibilità di creare una classe arbitrale, senza la quale, come ho sempre sostenuto, sara’ molto difficile essere presi sul serio ad alto livello. Noi siamo i figli di un giocattolo esploso commercialmente per interessi economici, non dobbiamo dimenticarlo. Ogni sport e’ ricco o povero a seconda degli investimenti che riesce ad ottenere…
Una grande menzione di merito mi sento di farla verso coloro che, avendone la possibilità, lavorano sui giovani e sulla diffusione del Subbuteo nel mondo giovanile. Sono degli eroi!! Ma servono altri mezzi per raggiungere i livelli di un tempo.

6) Dall’alto della tua esperienza quali consigli daresti a chi si è appena avvicinato al mondo del CdT/Subbuteo? E dopo tanti anni di militanza tra tornei e campionati agonistici cosa ti senti di consigliare a chi ancora gioca?

R: Ai novizi dico: lasciatevi trascinare dall’entusiasmo, riempitevi gli occhi dei colori e dei profumi di questo mondo (anche se ogni tanto qualcuno dovrebbe fare una doccia in più…:-) ), fatevi inebriare dalla bellezza delle squadre, oggi belle come non mai, giocate con i vostri idoli, siate ambiziosi e abbiate un sano senso di appartenenza per la vostra squadra. Questo sport vi può dare tanto e vi farà conoscere gente proveniente da tutte le parti d’italia e d’europa, vi farà girare l’Italia con gli amici e condividere esperienze uniche che porterete per sempre nel cuore.
Ai vecchi che devo dire? Niente, li ringrazio per essermi stati amici e spero comunque di restare in contatto con loro. molti di loro ne sanno più di me……

7) Durante la tua carriera hai conosciuto molti giocatori affetti dal morbo juventino? Come hai fatto a giocarci?

R: Ho ripetutamente provato a schiacciargli le miniature, ma come in un incubo avevano decine di riserve. Li ho portati in giro per Firenze ed ingozzati di bistecca facendogli vedere Firenze dal piazzale…ma e’ un virus troppo forte resta solo la soppressione, e pensa che uno di questi e’ pure uno dei miei migliori amici del circuito… 

Grazie Simone per la tua disponibilità. E’ sempre triste quando un giocatore abbandona la sua attività, ma anche smettere fa parte del gioco. Pertanto ti auguriamo le migliori fortune nel calcetto, attività della quale sappiamo tu sei indubbio fuoriclasse e speriamo sempre di trovarti ancora una volta, prima o poi, a lucidare gli omini a qualche torneo!

Un pensiero su “Intervista a Simone Faraoni”
  1. Fotografia spietata ma veritiera di una realtà che avrebbe tutto per fare il grande salto tranne la testa di chi la governa

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