Il Subbuteo dalla A alla Zëugo – S…uperficie

Argomento delicato…

Quale sia la superficie migliore da utilizzare per esprimere al meglio il nostro gioco/sport è, da sempre, una delle domande più spinose e complesse che ci si possa porre.

In commercio esistono varie tipologie di campo. Quelli definibili “storici”, non più in produzione, quelli di ultima generazione, quelli in cotone, quelli riprodotti “quasi uguali”, i nuovi tessuti stampabili e personalizzabili o i panni utilizzati ora per le competizioni ufficiali nazionali.

E i migliori quali sono?

Alcuni sono lenti, altri velocissimi, altri ancora cambiano risposta di gioco ogni volta che si cambia lotto di produzione. Ogni giocatore poi ha le sue abitudini o ha imparato a giocare su una determinata superficie.

Che dire poi del proprio stile di gioco o della differenza tra Subbuteo o Calcio da Tavolo? E allora, soprattutto per un club in apertura, scegliere diventa un grosso problema e, a volte, risulta importante anche l’ambito economico.

Non si può però ridurre tutto solo al problema soldi. Il ragionamento è più complesso e tocca anche ambiti “filosofici” con paragoni con sport seri tipo il tennis e le sue molteplici superfici (cemento, terra rossa, erba, sintetico) e l’affermazione “se sei bravo giochi su ogni superficie”.

Proprio qui, dunque, possiamo fare paragoni con qualche sport dove la superficie determina anche il tipo di disciplina sportiva (ad esempio hockey su ghiaccio, su prato, su cemento) dove, in realtà, cambiando la superficie di gioco, cambia proprio il tipo di sport praticato.

Sicuramente qualche produttore ha avuto una felice intuizione nell’assimilare il panno di gioco alla superficie del biliardo, ma a volte ci si è persi sui particolari. Per quello che mi riguarda, da sempre, credo fermamente che ci siano vari aspetti che dovrebbero essere regolamentati per permettere a tutti, produttori e giocatori, di riuscire ad esprimersi al meglio. Regole semplici, ma che porterebbero, credo, un miglioramento e che non riguardano esclusivamente il panno ma, in pratica, tutto il campo a 360 gradi!

Le dimensioni della struttura dove appoggio il campo. La lunghezza deve prevedere una parte in eccedenza rispetto al tessuto, che consenta di evitare la caduta del portiere.

  • La larghezza deve consentire di poter battere il fallo laterale o i tiri piazzati, comodamente.
  • Il recinto deve prevedere un’apertura dietro la porta, che consenta di manovrare il portiere liberamente e senza farsi male.
  • La porta deve avere delle misure standard rispettate al decimo di millimetro.
  • La porta deve essere fatta in modo che la mano che tiene il portiere, non interferisca con la pallina che entra.
  • Se è presente la “barra anti intrusione” deve essere posizionata ad un’altezza regolamentata.
  • Le reti devono essere fissate perfettamente e non possono essere rotte.
  • L’altezza della struttura di gioco deve avere quote chiare e un range limitato.
  • Le misure del panno devono essere identiche per tutti.
  • I quarti di campo devono essere uguali.
  • La linea di riposizionamento ci deve sempre essere ma bisogna stabilire quando la miniatura deve essere riposizionata.

Metterei poi misure chiare per l’impugnatura del portiere e punirei con la squalifica l’utilizzo di stecche piegate.

Mi rendo conto che sono diverse modifiche, alcune anche importanti. Sono comunque relativamente facili da attuare, scrivendo un regolamento chiaro ed inattaccabile e lasciando un tempo tecnico (due stagioni?) per adeguarsi.

Rifare il parco campi per un club è economicamente impegnativo. C

erto la nostra associazione potrebbe fare due o tre cosette… tipo… produrre in prima persona le strutture e i panni, vendendoli ai club con delle agevolazioni, oppure contribuire in denaro, o fattivamente o con degli sconti sulle iscrizioni, o ancora stringendo accordi con i produttori per permettere a tutti di non rimetterci.

Sarebbe bello avere le strutture uguali in ogni torneo magari personalizzate con i propri colori.

Utopia? Forse. Ma quanto sarebbe bello riuscire a non lamentarsi dell’effetto pantano che si verifica ogni volta che l’umidità diventa la vera protagonista di un torneo?


Consigli per gli acquisti 🙂

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