Svolta epocale in casa Subbuteo Hasbro

È un po’ di tempo che vedo spesso il nome di un distributore di Subbuteo inglese che mai avevo notato prima. La cosa mi ha incuriosito e spinto a fare qualche piccola indagine chiedendo a persone vicine al Subbuteo Hasbro.

Ho scoperto, così, che da febbraio la licenza di produzione e commercializzazione dei prodotti Subbuteo è stata acquisita dalla “Longshore”, azienda cinese con base ad Hong Kong.

La comunicazione del passaggio di “proprietà”, a febbraio, era seguita da un messaggio che in riferimento ai precedenti licenziatari spagnoli, diceva semplicemente che “gli uffici di Madrid della Eleven Force sono chiusi. La Licenza UEFA è conclusa e non ci sono novità per i bambini. Senza di questa, il gioco si può considerare finito

Grazie al popolare blog “subbuteo.online”, siamo riusciti a capirne di più e riportiamo di seguito quanto da loro spiegato.

L’avvento di Longshore nel mondo Subbuteo sembra quindi la fine della collaborazione con Eleven Sport. Una fonte spagnola, ha raccontato a subbuteo.online:

“Penso che Hasbro abbia voluto forzare la mano in quanto non soddisfatta dai risultati di crescita del mercato. Infatti, la loro poca capacità di organizzare attività al di fuori della Spagna era un grande limite” – “In questo momento stanno lavorando su migliori strategie di marketing [Eleven Force], incluso cercare di affiancare campioni del calcio reale ed introdursi maggiormente nel mercato dei giocattoli” – “Ci vorrà del tempo” – conclude la fonte – “ma posso assicurare che ci sarà un futuro radioso per il marchio”.

La realtà dei fatti attuali, però, vede la Longshore con sede ad Hong Kong come proprietaria della licenza “Subbuteo” per conto di Hasbro.

Nel Regno Unito, intanto, University Games (Paul Lamond) sta lavorando con Longshore per presentare al mercato nuovi prodotti Subbuteo.

Sembra chiaro che Hasbro desiderasse un’azienda di cui potersi fidare maggiormente per gestire il marchio Subbuteo, più inserita nel mercato del giocattolo e con strategie di marketing più incisive.

Ma chi sono i nuovi proprietari della licenza Subbuteo? E la scelta di una semi sconosciuta società di Hong Kong lascia presagire la perdita di interessa e l’abbandono di Hasbro del marchio Subbuteo?

Apparentemente Longshore sembra una società con un anonimo indirizzo che sembra quasi residenziale, ma dietro c’è davvero molto di più.

Fondata nel 1978 da Michael Or, è cresciuta grazie agli accordi con importanti marchi di giocattoli statunitensi per i quali produceva componenti. Man mano che la Società cresceva, investiva nell’apertura di fabbriche in Cina specializzandosi anche nell’iniezione di materie plastiche e accordandosi per la produzione di componenti a marchio Subbuteo. Quando nel 2013 ha aggiunto la verniciatura a spruzzo e la modellazione plastica all’interno delle proprie attività, ha completato il percorso che la poneva all’avanguardia per la produzione di materiale Subbuteo a basso costo.

L’azienda è molto grande migliaia di metri quadri di uffici e una sede che impiega centinaia di persone. Bisogna sottolineare che l’azienda è specializzata nella produzione OEM pertanto di fatto non produce quasi nulla a proprio marchio, ma sempre per altre aziende.

Dunque, la domanda sorge spontanea: se Longshore lavora soprattutto per produzioni terze, chi si occupa della pianificazione marketing, distribuzione commerciale e gestione generale? Ma soprattutto perché un produttore con sede ad Hong Kong dovrebbe interessarsi al Subbuteo?

La connessione con Kohner

Michael Kohner è una leggenda dell’industria dei giocattoli. Il suo bisnonno fondò un’azienda di perline di legno al confine ceco/tedesco intorno al 1870. L’azienda fu tramandata per generazioni prima che il padre di Michael, Paul, fuggisse dai nazisti insieme al fratello Frank. Giunto negli Stati Uniti fondò la Kohner Bros a New York specializzandosi nei giocattoli. Nel 1966 Michel entrò a far parte dell’azienda.

La Società ebbe un grandissimo successo in particolare con il gioco “Trouble Pop-o-Matic” che delineò il futuro professionale di Michael.

In un’intervista con ABMedia Michael rivela come il suo successo di uomo d’affari nei giocattoli fu la comprensione che le licenze dei prodotti concesse a livello globale a più distributori avrebbero potuto portare un sacco di soldi con il minimo sforzo. Così fu, tanto che oggi, Michael, sostiene senza dubbio che ogni azienda deve pensare a livello globale. Ovviamente il suo focus è totalmente sulle licenze internazionali e sul marketing dei giochi.

È evidente che un gioco basato su uno degli sport più amati nel mondo, il calcio, sarebbe potuto piacere ad un simile manager del mondo dei giochi!

Entra in gioco la Longshore

Kohner nel corso degli anni ha stretto un rapporto di collaborazione con la Longshore, quando la popolarità dell’azienda cinese negli anni ’90 era ben salda anche se poi si è pian piano affievolita.

Per capire come la coppia Kohner/Longshore potrebbe essere una svolta per il Subbuteo lo possiamo capire da un’importante operazione che le due Società fecero nel 2005. In quell’anno il figlio di Or, proprietario della Longshore, Wai Or, chiese a Michael Kohner cosa pensasse del vecchio gioco chiamato “Loopin’ Louie”. Questo gioco è caratterizzato da un aereo che vola in cerchio e fa cadere dei gettoni. Si gioca in quattro ed aveva goduto di una certa popolarità negli anni ’90, ma era stato venduto in pochissimi paesi.

Michel Kohner rispose a Wai Or che se avesse potuto produrre il gioco ad un determinato costo e se Longshore avesse investito sugli stampi una volta individuato i distributori, avrebbe potuto proporlo e posizionarlo sul mercato.

Ad accordo raggiunto con Longshore, acquisì i diritti di licenza del gioco dall’inventore (una società giapponese chiamata Sente Creations), e concordò di detenerne i diritti di proprietà intellettuale, ma di concedere la produzione a Longshore.

Longshsore produsse il gioco nelle proprie fabbriche e Kohner gestì il marketing e la distribuzione. Risultato: ancora oggi è in vendita!

Oggi quindi abbiamo University Games (Paul Lamond) che propone e distribuisce il subbuteo e rumors dicono di nuovi prodotti Subbuteo in arrivo per i mercati di Francia e Belgio, oltre all’Inghilterra.

Pare dunque, che Longshore voglia replicare il successo di “Louie’ Loopin” con il Subbuteo applicando le stesse regole che hanno decretato il successo di quel “vecchio” gioco, collaborando con esperti di marketing.

Il progetto di Hasbro

In tutto questo Hasbro cosa vuole fare? Da sottolineare che Hasbro è detentrice, oggi, dei diritti del gioco Loopin’ Louie che ha acquistato visto il successo che ancora oggi ottiene questo gioco.

Ma Hasbro è anche detentrice della proprietà di Subbuteo e ne ha appena concesso i diritti a Longshore. Quindi tutto lascia presupporre che la storia si potrebbe ripetere, anzi che Hasbro vuole che la storia si ripeta.

Di colpo, cambiando la prospettiva di visione di questa notizia, tutto diventa più chiaro e con una forte logicità. Un ultimo sforzo per dare futuro al marchio Subbuteo da parte di Hasbro, con nuovi prodotti e nuove idee a costi competitivi.

Nessuno sa se Michel Kohner sia coinvolto in questo progetto. Ufficialmente non c’è traccia. Di sicuro c’è che Longhshore ha contattato SubbuteoWorld nel Regno Unito per discutere di un nuovo sito web (il sito italiano è di fatto inesistente, oggi). Sappiamo che Longhshore ha rivitalizzato e venduto marchi di successo ad Hasbro in passato.

Questa volta, però, il marketing sarà fondamentale per Longshore, ma sappiamo che Subbuteo gode ancora di una buona vitalità almeno a livello di marchio e la comunità ha ben chiaro come dovrebbe essere il “Subbuteo” per avere successo.

Ciò che non possiamo sapere sono le prospettive per il Subbuteo perché tutto si giocherà sulle prossime uscite, quelle completamente riprogettate da Longshore e solo allora si capirà se il Subbuteo sopravviverà come gioco moderno!

subbuteo paul lamond university games

Oggi però sappiamo con chiarezza cosa c’è dietro il marchio e il motivo per cui Hasbro crede che potrà essere un successo.

Alcuni potrebbero pensare che comunque il Subbuteo è finito, ma il futuro potrebbe essere molto più luminoso di quanto pensiamo.

Resterà da capire come si svilupperà la politica di marketing anche per tutti coloro che utilizzano impropriamente la denominazione “Subbuteo”, ma questa è un’altra storia che speriamo di non dover raccontare mai!

Ringraziamo in modo particolare subbuteo.online per il materiale messo a disposizione sul suo blog e dal quale abbiamo preso moltissime informazioni.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: