LE NOBILI DECADUTE DEL FOOTBALL D’OLTREMANICA ED IL LORO RUOLO NELL’OLD SUBBUTEO (seconda puntata)

Carissimi amici calciofili e subbuteisti di calciotavolo.net, dopo aver lanciato la nostra piccola inchiesta sulle nobili decadute del football anglosassone, oggi affrontiamo la seconda parte nella quale parleremo di ben tre grandi squadre che hanno vinto tanto in passato ma che ora vivono un po’ ai margini del calcio che conta: Nottingham Forest, Aston Villa e Leeds Utd.

Partiamo dagli “arcieri” del Nottingham Forest che ha vissuto i suoi anni migliori all’inizio degli anni ’80 Aston Villa e Leeds Utd, appena rientrato nel grande giro.con la conquista di ben due Coppe dei Campioni e che, dal punto di vista cronologico, è il terzo club calcistico più antico del mondo dopo Notts County e Stoke City e vinse il suo primo titolo, la FA Cup, nel 1889. Tutto faceva presagire un futuro roseo ma le cose andarono diversamente e la squadra si trovò a navigare ben presto i mari tempestosi della seconda e terza serie per tornare in prima divisione solo nel lontano 1957 e vincere una nuova FA Cup due anni dopo. Ma, come detto inizialmente, il bello doveva ancora arrivare tra la metà degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 grazie all’arrivo, come allenatore, del grande Brian Clough reduce dai successi con il Derby County e dal burrascoso rapporto con la dirigenza del Leeds Utd. Nel 1978, appena arrivato, Brian Clough fece vincere in un colpo solo Coppa di Lega, Charity Shield e Campionato ma il club acquistò subito una veste internazionale andando a vincere, l’anno seguente, la sua prima Coppa dei Campioni (Fig. 1) e la relativa Supercoppa Europea trascinata dalle reti di uno dei più grandi cannoniere del football britannico, Trevor Francis il quale avrebbe, qualche anno più tardi, militato anche nella Serie A italiana con la maglia blucerchiata della Sampdoria.

L’anno seguente il club concesse il bis in Coppa dei Campioni per poi stabilirsi costantemente tra le grandi d’Inghilterra pur senza vincere più alcun titolo di campione d’ Inghilterra. Clough lasciò il club dopo la retrocessione del 1993  ma dopo aver vinto altre due Coppe di Lega nel 1989 e nel 1990. Sono quindi seguiti 10 anni di altalena tra prima e seconda divisione, anni in cui sono comunque passati grandi giocatori (come Terry Sheringham) e ottimi allenatori (Ron Atkinson per citarne uno). All’inizio degli anni 2000 una grave crisi finanziaria portò il club in terza divisione ma, grazie anche ad una nuova proprietà kuwaitiana, il club si è risollevato ed è riuscito a tornare in First Division da dove, quest’anno, ha sfiorato l’accesso ai play – off per la promozione.

Il Nottingham Forest vincitore della Coppa dei Campioni del 1979
Fig. 1 – Il Nottingham Forest vincitore della Coppa dei Campioni del 1979

Parlando di squadre “old”, non si può non parlare di Subbuteo Old e di come il Nottingham sia stato trattato dalle parti del Kent.

Come squadra HW, il Nottingham non ha avuto una ref dedicata in maniera specifica ma, sostanzialmente, viene compresa tra i team rappresentati dalla ref 1 (come, ad esempio, il Charlton). Si tratta di una ref con base rossa ed inner bianca e divisa composta da maglia di colore rosso e pantaloncini bianchi (Fig. 2); è possibile trovarla sia con le miniature classiche HW che con le “moulded” dei primi anni ’70, quelle che potete trovare, ad esempio, nella confezioni Subbuteo del tipo World Cup (insieme alla ref 2 di colore blu)

Fig. 2 – La ref 1 in versione HW

Al contrario, troviamo diverse versioni (indubbiamente meglio caratterizzate) del Nottingham in versione LW come la ref 392 (vedi Fig. 3) ovvero le ref 644 e 685 che si distinguono per il colore dell’inner (bianco nella ref 644)

Nottingham Forest subbuteo in versione LW ref 392
Fig. 3 – Nottingham Forest in versione LW ref 392

La seconda nobile decaduta della quale parliamo nella puntata odierna è l’Aston Villa che, sebbene giaccia attualmente nei bassifondi della classifica dell’attuale Premier League, fa parte dei club inglesi più titolati con 23 trofei conquistati. L’anno di fondazione dei Villans è il 1874 e fra il 1886 ed il 1920 vinse ben 6 Campionati e 6 FA Cup.

Se quei primi anni di storia furono contrassegnati da grandi successi, lo stesso non si può dire degli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale, caratterizzati da due retrocessioni e nessun trofeo vinto. Bisognò aspettare fino al 1957 per vincere una nuova FA Cup ed attendere il 1961 per portare a casa la prima Coppa di Lega per poi, però, sprofondare in una profonda crisi tecnica che fece conoscere ai tifosi della squadra di Birmingham l’onta della retrocessione in terza serie. Solo nel 1977, grazie all’abilità di Ron Saunders come allenatore, i Villans tornarono in prima divisione e nel 1981 l’Aston Villa vinse Campionato (dopo 71 anni di attesa) e Charity Shield. Ma è nella stagione 1981 – 82 che si compie una sorta di miracolo sportivo quando l’assistente di Saunders (dimessosi), Tony Barton, porta i Villans sul trono d’Europa grazie alla conquista della prima (ed unica) Coppa dei Campioni. Si trattava (Fig. 5) di una formazione “operaia” nella quale, però, spiccavano il talento di Gary Shaw e la saggezza tattica di Dennis Mortimer. Nella finale di Rotterdam una rete di Peter Withe affondò la corazzata Bayern Monaco data per strafavorita e, nella stessa stagione, ci fu il bis con la vittoria della Supercoppa Europea. Questo fu indubbiamente il punto più alto raggiunto nella storia del club, periodo che fu seguito da una serie di alti e bassi con diverse retrocessioni in seconda serie. Tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, l’Aston Villa ottiene due secondi posti in Premier League e vince due Coppe di Lega nel 1994 e nel 1996. A seguire giunge un nuovo periodo di buio con tre stagioni di Championship alle spalle negli ultimi 4 anni prima del ritorno, lo scorso anno, in Premiership dove, a stento, sono riusciti a garantirsi la presenza anche per la stagione 2020 – 2021.

Tra i giocatori del recente passato della storia dei Villans vanno assolutamente ricordati lo storico capitano e regista Gordon Cowans (che fu acquistato dal Bari dopo gli Europei del 1980), il terzino Johnny Dixon, lo storico capitano irlandese Paul Mc Grath, il portiere Nigel Spink e uno degli ultimi capitani della nazionale inglese (ed attuale CT della stessa), Gareth Southgate

La rosa dell’Aston Villa, Campione d’Europa 1982
Fig. 5 – La rosa dell’Aston Villa, Campione d’Europa 1982

Nel mondo del Subbuteo anni ’70, l’Aston Villa è stato incluso nel catalogo HW con la ref 74, una versione caratterizzata da una maglia tipicamente anni ’70 con collo a “V” di colore celeste, lo stesso dell’inner. Il colore celeste si ripete sulle maniche fino al polsino che è dipinto di color rosso/bordeaux come la base (Fig. 6). Si tratta di una ref non particolarmente rara ma che esercita un indubbio fascino per i collezionisti.

Aston Villa Subbuteo
Fig. 6 – Aston Villa in versione HW (ref 74)

Per quanto concerne la versione LW, anche qui ne esistono diverse (come si evince dal catalogo delle LW pubblicato da Alessio Lupi); mi piace citare le due versioni che possiedo anche io nella mia piccola collezione. Come rappresentato in Fig. 7, abbiamo la ref 728, piuttosto classica con base bordeaux ed inner bianco e maglia tradizionale con corpetto bordeaux, calzoncini bianchi, maniche e calzini di colore celeste.

La ref 776 è stata, invece, prodotta per festeggiare la conquista della Coppa di Lega del 1994. In questa versione, la base si presenta di colore marrone scura con inner sempre bianco ma la maglia è a strisce verticali bordeaux su fondo azzurro. Si tratta di una versione diversa rispetto a quella tradizionale ma che fa la sua bella figura nell’ambito di una collezione.

La terza ex – grande d’Inghilterra della quale parliamo ora è quella del Leeds Utd, la squadra dalla maglia bianca nata dalle ceneri del Leeds City nel 1919. Il Leeds, rispetto al Nottingham e all’Aston Villa, è riuscito a rimanere sempre in prima divisione fino agli anni ’50 per poi retrocedere in seconda. Il periodo d’oro dei Whites iniziò a metà degli anni ’60 quando, in seguito ad una nuova retrocessione, la squadra fu affidata alle sapienti mani di Don Revie che riportò il Leeds in First Division mantenendolo sempre ai vertici della classifica (mai sotto il quarto posto tra il 1965 ed il 1974 con ben cinque secondi posti) e vincendo il campionato nel 1968 e nel 1974. Sempre nel 1968 e poi nel 1972, il Leeds Utd conquistò la FA Cup, conquistando anche due Coppe delle Fiere nel 1967 e nel 1968.

Nel 1975, in finale di Coppa dei Campioni, ci fu la cocente sconfitta contro il Bayern Monaco e da lì cominciò un lento declino che portò nuovamente il Leeds Utd in seconda divisione per alcuni anni.

L’avvento di Howard Wilkinson come Manager riportò i Whites in First Division e, grazie ad alcuni acquisti mirati (come il portiere John Lukic, il difensore Chris Whyte ed il centrocampista Gary Mc Allister) il Leeds si piazzò al quarto posto nella stagione 1990 – 1991. Nell’anno successivo, l’arrivo del difensore Tony Dorigo, del centrocampista Steve Hodge e, soprattutto, dell’attaccante francese Eric Cantona, rafforzarono ulteriormente la rosa e il Leeds vinse Campionato e Charity Shield (Fig. 8).

Agli albori degli anni 2000 anche il Leeds conobbe un periodo di grande difficoltà dal punto di vista economico che portò il club in seconda divisione dalla quale è stato promosso nuovamente in Premier League al termine della stagione appena conclusa

La formazione del Leeds Utd vincitrice del Charity Shield 1992
Fig. 8 – La formazione del Leeds Utd vincitrice del Charity Shield 1992

Il Leeds Utd ha una grande tradizione dal punto di vista subbuteistico, sia come versione HW che come versione LW.

Partiamo dalle versioni più “old”, cioè quelle con basi HW: da un lato abbiamo la ref 21 (Leeds/Real Madrid) (Fig. 9A) completamente bianca (maglia, base ed inner), dall’altra la ref 208 che rappresenta la vecchia maglia da trasferta tutta giallo ocra con bordi blu a livello dei calzini. In questo caso, anche la base della versione HW è di colore blu, mentre l’inner è giallo ocra come la maglia; c’è anche una variante della ref 208 con base bianca ed inner giallo canarino (Fig. 9B)

Anche nel panorama delle LW, il Leeds si difende piuttosto bene con alcune varianti interessanti sia per la maglia casalinga che per quella da trasferta (Fig. 10)

Tra le tante versioni disponibili, segnalo queste due; la prima, ref 726, è la versione LW della prima maglia anni ’80 completamente bianca con bordi blu ripetuti anche sui calzoncini.

La seconda, ref 779, è una versione LW della seconda maglia anni ’90; si tratta di una ref particolarmente riuscita con maglia e calzoncini bicolori giallo e blu ed un’accoppiata base/inner blu e bianco. Questa seconda ref è più rara della precedente e possiede anche un discreto valore in termini economici


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