LA LEGA NASL E IL SUBBUTEO, TRA CALCIO GIOCATO E COLLEZIONISMO – puntata 1

Perché parlare proprio oggi, con la Major League Soccer in grande spolvero, della defunta (o quasi) lega NASL in rapporto alla nostra passione subbuteistica ?  Di motivi ce ne sono diversi ma, se dal lato sportivo, potrebbe essere utile far conoscere ai più giovani i pionieri del calcio made in USA, dal lato collezionistico va detto che le squadre di subbuteo dedicate a quel mondo ormai desueto, rappresentano una sorta di sacro Graal (soprattutto per alcune ref) per chi colleziona materiale dedicato agli omini basculanti.

Cos’era la lega NASL ? La North American Soccer League (NASL) fu la lega professionistica che, dal 1968 al 1984, organizzò il campionato nordamericano di calcio che aveva luogo da aprile a settembre e che venne diputato per l’ultima volta nel 1984. Pur fallita finanziariamente, sotto il profilo sportivo e dal punto di vista dell’approccio alla disciplina calcistica, l’esperienza della NASL fece da apripista per la realizzazione dell’attuale Major League Soccer (MLS).

NASL
NASL

Dopo un primo periodo (1966 – 1974) sostanzialmente pioneristico caratterizzato dalla partecipazione alla lega di un numero davvero esiguo di formazioni, l’ottava stagione si disputò nel 1975 allineò ai nastri di partenza 20 squadre, ovvero le 15 già presenti nel 1974 più Hartford, Portland, Tampa, Chicago e San Antonio. Il vero avvenimento della stagione 1975 fu però l’acquisto di Pelé da parte dei New York Cosmos, che, tuttavia, ancora non bastò ai newyorkesi per laurearsi campioni. La prima edizione del Soccer Bowl del 1975 vide la vittoria degli esordienti Tampa Bay Rowdies

Il campionato 1976 vide una grossa novità: la creazione delle Conference, sulla falsariga del campionato professionistico di basket (NBA), e la disputa dei play – off. La consistenza numerica del torneo fu uguale a quella dell’anno precedente, stante lo spostamento di due franchise (i Denver Dynamos si erano trasferiti ed erano divenuti i Minnesota Kicks mentre i Baltimore Comets dopo trasferimento erano divenuti San Diego Jaws) che portarono la California a vantare tre club e la costa del Pacifico in totale ben sei, rendendo finalmente la NASL un campionato rappresentativo dell’intero continente nordamericano. La vittoria, tuttavia, andò di nuovo a una compagine dell’Est, ma la novità fu che i vincitori furono canadesi, i Toronto Metros.

Gli anni successivi videro aumentare il numero di spettatori sino a un massimo di 14.000 di media. Nel 1977, in ambito regolamentare, fu eliminato il pareggio ed introdotta la possibilità di assegnare la vittoria tramite gli shootout, una variante dei calci di rigore che consisteva nel partire con la palla al piede da una certa distanza dal portiere (35 yard) e tentare di realizzare il goal entro un intervallo di tempo stabilito. Sono gli anni caratterizzati dalle vittorie in serie dei New York Cosmos, imbottiti calciatori di primissimo piano come Carlos Alberto, Giorgio Chinaglia, Giuseppe Wilson, Vladislav Bogićević e Franz Beckenbauer. Il team della Grande Mela vinse tre titoli nei successivi cinque anni, perdendo solo una semifinale nel 1979 con i Vancouver Whitecaps (seconda e ultima formazione canadese a vincere la NASL) e un Soccer Bowl nel 1981 (contro il Chicago Sting).

Gli anni ‘80 segnarono il destino della lega NASL con l’ulteriore riduzione delle squadre partecipanti (si aggiunsero alla lista Portland, Edmonton e Jacksonville) e il mancato rinnovo dei diritti di trasmissione da parte dell’ABC, insoddisfatta per l’audience troppo bassa. La 17ª e ultima stagione della NASL fu disputata nel 1984 e fu caratterizzata dalla grave crisi economica di numerose squadre della Lega, prima tra tutte i prestigiosi New York Cosmos. Delle 12 squadre superstiti del 1983, altre tre chiusero i battenti, quelle di Montréal, di Seattle e l’estemporaneo Team America di Washington D.C, mentre gli Strikers di Ft. Lauderdale si trasferirono a Minneapolis divenendo i Minnesota Strikers. Furono solo nove le squadre a disputarsi l’ultimo titolo NASL della storia che fu vinto per la seconda volta dai Chicago Sting, prima che, nel 1985, la Lega dichiarò fallimento, decretando la fine di un’avventura che, probabilmente, aveva avuto solo il torto di partire in un momento in cui gli USA non erano ancora pronti, come sta avvenendo negli ultimi anni, per il “soccer”.

NASL e SUBBUTEO

Se dal punto di vista sportivo, la NASL non ottenne i risultati sperati, qualcosa cambia se ci trasferiamo sui nostri cari panni verdi del Subbuteo e, mai come in questo caso, possiamo parlare di Old Subbuteo in quanto le versioni originali delle squadre riflettono il periodo (anni ’70 – ’80) di maggior splendore della lega nordamericana.

L’obiettivo che vorrei raggiungere in queste poche righe è proprio quello di incuriosire i meno attenti alle vicende “old” e coloro i quali non sono magari dei collezionisti seriali ma sanno apprezzare dei pezzi davvero unici del catalogo Subbuteo.

La prima puntata del rapporto tra NASL e Subbuteo sarà dedicata alle squadre HW, mentre tra 15 giorni affronteremo il discorso relativo alle versioni più recenti, ossia quelle LW.

Spaziando nel mondo delle HW, partirei dalla ref. 262 dedicata ai Boston Minutemen, club calcistico statunitense che disputò il campionato della North American Soccer League dal 1974, anno della fondazione, fino al 1976, anno di scioglimento. Il miglior risultato della squadra fu la semifinale raggiunta nel 1974 e persa contro gli Aztecs, che poi avrebbero vinto quell’edizione del Soccer Bowl. Il nome Minutemen (letteralmente uomini piccoli, in relazione alla statura) fu usato come tributo al periodo della Rivoluzione americana: il corpo di soldati, denominato per l’appunto Minutemen, era composto da soldati giovani, abili, svelti e forti fisicamente, tra i primi a ingaggiare battaglia (Fig. 1).

Fig 1 – La ref 262

Restiamo sulla East Coast e passiamo ai Philadephia Atoms (ref 265, Fig. 2), club attivo a Philadelphia dal 1973 al 1976 che giocava le partite casalinghe nel Veterans Stadium dal 1973 al 1975 per poi disputare l’ultima stagione sul terreno del Franklin Field.

Fig. 2 – La ref 265

Un’altra bellissima ref HW dedicata alle squadre NASL è la 260 dedicata agli Hartford Bicentennials, un club del Connecticut che giocava le partite interne al Dillon Stadium; l’aggettivo Bicentennials fu scelto in omaggio al bicentenario dell’indipendenza degli Stati uniti che si sarebbe celebrato l’anno seguente. Dopo un ultimo posto ottenuto nella Northern Division nel loro primo campionato NASL, la squadra arrivò quarta l’anno successivo, mancando la qualificazione ai play-off per una sola vittoria in meno dei Rochester Lancers. Al termine della stagione 1976 la franchigia si trasferì a New Haven e fu rinominata Connecticut Bicentennials ed, infine, nella stagione 1978 ci fu il trasferimento a Oakland, in California, dove divenne l’Oakland Stompers (Fig. 3).

Fig. 3 – La ref 260

Trasferiamoci ora sulla West Coast con i Los Angeles Aztecs (ref HW 270, Fig. 4), fondati nel 1973 e attivi dal 1974 al 1981. Vinsero il campionato proprio nella stagione d’esordio e si sciolse ufficialmente nel 1985.

Fig. 4 – La ref 270

E ora, tornando a est, parliamo della squadra più titolata della NASL, i New York Cosmos, noti semplicemente come Cosmos e fondati nel 1970. Tra i più titolati del primo grande periodo professionistico del calcio nordamericano, nel suo palmarès vanta cinque titoli NASL. La ref HW di riferimento è la 261 (fig. 5), davvero un bel pezzo per una collezione dedicata alle miniature anni ’70.

Fig. 5 – La ref 261

Un’altra ref interessante in versione HW è quella relativa ai Minnesota Kicks (ref 263, Fig. 6), un club calcistico statunitense di Minneapolis (Minnesota), che militò nella North American Soccer League dal 1976 al 1981. La franchigia trae origine dai Denver Dynamos che si iscrisse al campionato NASL del 1974 e disputò due campionati. Né in quello d’esordio né in quello successivo (1975) arrivarono risultati, in quanto la squadra non si qualificò per i play-off. Al termine della seconda stagione, anche a causa della scarsa affluenza (4.200 spettatori la media complessiva delle due stagioni) fu deciso quindi il trasferimento della franchigia. Ricostituita a Minneapolis come Minnesota Kicks, arrivò al Soccer Bowl del 1976 ma fu sconfitta da Toronto. Negli anni successivi, pur non vincendo mai il titolo nazionale, i Kicks giunsero sempre ai play-off e sono entrati in simbiosi con la città ed i propri supporters arrivando, nelle gare interne, ad avere fino a quasi 31.000 spettatori di media stagionale, secondo solo a quello dei New York Cosmos): nel 1981, a causa dei ben noti e diffusi problemi di carattere economico, la squadra si sciolse.

Fig 6 – La ref 263

Last but not least, facciamo un salto in Canada, e andiamo alla ref 264 (Fig. 7), dedicata ai Toronto Metros, la prima squadra canadese a vincere il campionato della North American Soccer League nel 1976. ll club nacque nel 1971 e prendeva il posto dei Toronto Falcons, già protagonista dell’unico campionato della National Professional Soccer League del 1967 e della prima edizione del campionato NASL l’anno successivo. La nuova squadra disputò i campionati NASL dal 1971 al 1974 con il nome di Toronto Metros, poi nel 1975 avvenne la fusione con il Toronto Croatia, proveniente dalla Canadian National Soccer League. Con l’arrivo nel 1976 di un giocatore d’eccezione come il portoghese Eusebio giunse pure il primo titolo in terra canadese della NASL (il portiere era l’italiano Paolo Cimpiel). All’inizio del 1979, il marchio fu acquistato da una società televisiva che riportò la squadra nella Canadian National Soccer League ma la franchigia NASL con il titolo sportivo era rimasta a Toronto, con la nuova denominazione di Toronto Blizzard, la squadra disputò le ultime sei stagioni della NASL, schierando tra gli altri giocatori anche l’ex attaccante della Juventus, Roberto Bettega.

Fig. 7 – La ref 264

In definitiva, cari lettori, la defunta lega NASL ci ha consegnato diverse ref HW particolarmente interessanti ed amate dai collezionisti. La loro rarità è indubbia e chi ha in casa almeno qualcuna di queste perle, se le tiene ben strette; per chi avesse voglia di tentare di recuperarle, sappia in anticipo che il portafogli verrà messo a dura prova.


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