IL FOOTBALL ORANGE: NON SI VIVE DI SOLO AJAX… anche di SUBBUTEO

Quando si parla di calcio olandese solitamente si pensa alle tre sorelle Ajax, PSV e Feyenoord ma sono esistite e competono tuttora altre realtà calcistica dalla minore potenza di fuoco ma dal fascino indiscutibile, soprattutto per gli storici del football europeo.

MVV Maastricht, ADO Den Haag, Go Ahead Eagles e Haarlem sono solo alcuni degli esempi di queste formazioni magari poco note ai più ma che hanno comunque segnato la storia dell’Eredivisie e, perché no, anche del nostro amato Subbuteo.

MVV MAASTRICHT

La squadra dell’ MVV Maastricht (nome completo Maatschappelijke Voetbal Vereniging Maastricht) è una società calcistica professionistica olandese della città di Maastricht, fondata il 2 aprile 1902. Poiché il loro logo è basato sullo stemma della città, un angelo armato che regge uno scudo rosso con una stella bianca, sono soprannominati “de Sterrendragers” (“Indossatori di stelle”). Fino al 2011, il club era solo Maastrichtse Voetbal Vereniging, fino a quando il nome formale è cambiato per includere la denominazione della città nel titolo completo.

La storia del club iniziò nel 1902, in uno stabilimento della famosa piazza Vrijthof, quando si progettò di fondare una squadra di calcio che portasse il nome della cittadina al confine con il vicino Belgio.  Si cominciò con il nome di MVC (Maastricht Voetbal Club) ma si cambiò spesso nome durante i primi anni e, solo nel 1908, fu adottato il nome attuale di MVV (Maastrichtse Voetbal Vereniging). Dall’anno della fondazione  fino al 1976 l’MVV giocò ininterrottamente nei massimi campionati olandesi anche se periodi di alta classifica si sono alternati con altrettanti di anonimato. Nella stagione 1926-27 l’MVV perse il campionato olandese in una partita decisiva contro l’SC Enschede e nel 1932 si classificò di nuovo secondo, dietro i campioni del PSV. Anche le stagioni 1935-36, 1938-39 e 1945-46 furono un successo, con due secondi posti, mentre nella stagione 1946-47 la squadra vinse addirittura il suo campionato e partecipò al gruppo dei campioni, composto dalle quattro squadre vincitrici dei campionati regionali, finendo purtroppo ultimo. Durante quel periodo alcuni giocatori del MVV furono selezionati per la nazionale olandese, un risultato notevole, dato che la KNVB (l’associazione calcistica olandese) selezionava per lo più giocatori delle squadre del “Randstad” (Ajax, Feyennord, PSV)

Il 1952 fu un anno importante per la squadra, allorchè il club celebrò il suo 50° anniversario, mentre la richiesta di professionismo nei Paesi Bassi divenne sempre più forte. Nella stagione 1954-55 la KNVB e l’organizzazione del calcio professionistico (NBVB), sostenuta dalle squadre professionistiche appena fondate, misero da parte le loro differenze facendo nascere un campionato semi-professionistico. Alla nuova competizione (Eredivisie) dovevano partecipare le migliori nove squadre dei campionati NBVB e KNVB; l’MVV arrivò terzo e gli fu permesso di entrare nel nuovo campionato. Durante gli anni ’50 e ’60 l’ MVV ebbe alcune buone stagioni e Fons van Wissen, Giel Haenen e Gerard Bergholtz furono selezionati per la squadra nazionale. Nel 1957 lo stadio Boschpoort fu ampliato a 18.000 posti a causa della crescente popolarità, mentre nel 1961 il club si trasferì nel nuovo terreno De Geusselt. La popolarità del club fece sì che ben 100.000 tifosi assistettero alle partite del club nella stagione 1968/69. Gli anni sessanta furono un periodo misto di gloria e di lotta contro la retrocessione senza acuti degni di nota.

Il periodo migliore della storia del club fu all’inizio degli anni ’70 e, più precisamente, nel momento in cui l’MVV acquistò Willy Brokamp, un giovane talento che militava nel Chevremont, un club di terza divisione (Fig. 1)

Fig. 1 – Una formazione del MVV Maastricht nella stagione 1971/72

Brokamp ebbe un impatto devastante e il suo debutto in Eredivisie fu a soli 18 anni  e, nel 1973, fu addirittura votato come miglior giocatore dell’Eredivisie dopo aver anche vinto il titolo di capocannoniere. Durante quel periodo la squadra giocò probabilmente il suo miglior calcio della sua storia; in 11 stagioni con l’MVV Brokamp ha segnato 141 gol, collezionando anche 6 presenze (ed altrettante reti) con la nazionale orange prima di trasferirsi all’Ajax . Il suo ex compagno di squadra ed attuale commentatore televisivo, Johan Derksen, ha detto di lui: “Non ha mai fatto il riscaldamento, perché poi sarebbe stato stanco morto prima dell’inizio della partita. In una partita contro l’Excelsior si tirò la camicia in testa e non partecipò più alla partita, perché si vergognava della prestazione della squadra. All’epoca, quando giocavano una partita in trasferta, viaggiavano in treno interurbano. Quando restava a dormire, il capostazione bloccava il treno e aspettava l’arrivo di Brokamp”.

Nel 1976 l’MVV, per la prima volta nella sua storia, fu retrocesso in seconda divisione (Eerste Divisie) al termine di una stagione disastrosa nella quale dovette fare a meno della stella Brokamp, trasferitosi all’ Ajax nel 1974. Il primo anno in seconda divisione finì con un terzo posto e la squadra mancò di poco la promozione, mentre terminò al secondo posto nella stagione successiva ed ottenne la promozione in Eredivisie grazie alla vittoria negli incontri di play – off. Nel corso della stagione 1979/80 l’MVV ottenne uno dei risultati più significativi della sua storia battendo l’Ajax in trasferta, nel vecchio stadio De Meer, per 6 – 3, un record negativo, tuttora imbattuto, per la squadra dei lancieri di Amsterdam. 

Dopo alcune stagioni caratterizzate da piazzamenti piuttosto anonimi a centro classifica, la squadra retrocesse nuovamente al termine della stagione 1981/82 per poi tornare in Eredivisie nel 1984 e retrocedere nuovamente due anni dopo. L’MVV tornò più stabilmente nella massima serie al termine della stagione 1987/88 per rimanervi fino al 1995. Durante quel periodo gli attaccanti Cees Schapendonk ed Erik Meijer giocarono nella nazionale “orange”, mentre il difensore Erik Gerets fu selezionato per la nazionale belga. Nelle stagioni 1991-92 e 1992-93 la squadra finì settima per due anni di fila, sfiorando la qualificazione alle coppe europee.


Fig. 2 – Sef Vergoossen

Nel 1992, l’MVV fu votato squadra dell’anno” dalla KNVB, soprattutto a causa del peculiare stile di gioco d’attacco, implementato dall’allenatore Sef Vergoossen (Fig. 2). Sorprendentemente, la stagione 1994/95 finì in un disastro con un’altra retrocessione e ancora una volta la squadra impiegò due anni per assaporare di nuovo il calcio di prima divisione.

Una squadra giovane e talentuosa, guidata dall’allenatore ed ex portiere dell’MVV Frans Körver, vinse nuovamente la seconda divisione nel 1997 con una folla di oltre 50.000 tifosi che celebrò il  risultato nella celebre piazza del mercato di Maastricht. Tuttavia, una quinta retrocessione arrivò al termine della stagione 2000/01, costringendo il club a celebrare il suo centesimo anniversario in seconda divisione. Rompendo la tradizione della promozione dopo sole due stagioni, l’MVV arrivò addirittura al 18° posto nella stagione 2003/04, peggior risultato di sempre nella storia del club. Nel 2008 fu proposto di fondere i club limburghesi MVV, Roda JC Kerkrade, VVV-Venlo e Fortuna Sittard per creare un nuovo club chiamato FC Limburg, progetto annullato dopo che la provincia del Limburgo negò il suo appoggio al progetto.

All’inizio della stagione 2010-11, il club cambiò il suo nome da “Maastrichtse Voetbal Vereniging” a “Maatschappelijke Voetbal Vereniging Maastricht” (“Social Football Club Maastricht”) cambiando anche il logo del club. La KNVB aveva imposto una penalità al club a causa dei problemi finanziari del 2010, il che significava che il club doveva iniziare la competizione partendo con una penalità di 8 punti, handicap che non impedì, tuttavia, di raggiungere un insperato decimo posto al termine della stagione.

L’MVV avrebbe raggiunto nuovamente gli spareggi promozione nelle stagioni 2011, 2012 e 2012-13, ma fu sempre eliminato al primo turno, mentre nei play-off del 2015-16, eliminò l’FC Volendam al primo turno, ma fu eliminato al secondo turno dal De Graafschap. Nei play-off del 2016-17, l’MVV riuscì a raggiungere la finale perdendo, nell’arco delle due partite, contro i rivali locali del Roda JC Kerkrade in un incontro segnato da disordini e tumulti ad opera di entrambe le tifoserie.

Nella stagione in corso (2020/21), il club si trova in quart’ultima posizione nel campionato di seconda divisione in lotta per non retrocedere ulteriormente in terza serie (Fig. 3)

Fig. 3 – La rosa del MVV Maastricht 2020/21

ADO DEN HAAG

L’Alles Door Oefening Den Haag, comunemente noto con il nome abbreviato ADO Den Haag , rappresenta, dal punto di vista calcistico, la capitale amministrativa dei Paesi Bassi, ossia Den Haag (Aia nella versione italianizzata). 

Il 1° febbraio 1905, il club Alles Door Oefening (ADO) fu fondato nel caffè ‘Het Hof van Berlijn’ (ora: De Paap) a L’Aia. Nei primi anni della sua esistenza, il club ha sopportato alcuni momenti difficili in quanto molti membri si rifiutavano di pagare le loro quote e il cricket era decisamente più popolare in città, soprattutto tra i ceti meno abbienti. L’ADO iniziò a giocare nel campionato locale Haagsche Voetbal Bond, ma fu promosso al Nederlandsche Voetbal Bond nazionale nel 1912. Quell’anno il club fu promosso al 3° livello (3e klasse NVB) e due anni dopo vinse anche il torneo. Dopo il trasferimento allo stadio Zuiderpark nel 1925, l’ADO continuò a crescere e, nel 1926, il club guadagnò la promozione al più alto livello nazionale, la Eerste Klasse.

Negli anni successivi la squadra bianco-rosso-verde lottò inizialmente per non essere retrocessa ma, alla fine degli anni ’30, si stabilì nei quartieri alti della classifica. Nel 1939 il club mancò di poco il titolo dopo aver perso contro il DWS ad Amsterdam. Nel 1940, il titolo sembrava di nuovo molto vicino, ma non si andò oltre un altro secondo posto (alle spalle del Blauw – Wit di Amsterdam) anche in conseguenza del fatto che il club vide molti giocatori arruolati nell’esercito con la seconda guerra mondiale alle porte. Nel 1941, l’ADO vinse finalmente il titolo della sua categoria ma fu sconfitto dall’Heracles nella finale del campionato nazionale. Nella stagione 1941-42, dopo aver vinto il proprio campionato, spesso con vittorie molto eclatanti, l’ADO lottò per il titolo nazionale con Heerenveen, AGOVV, Eindhoven e Blauw-Wit. Una vittoria per 5-2 sull’AGOVV portò finalmente all’ADO il suo primo titolo nazionale, bissato nel 1943 battendo, tra le tante, l’Heerenveen della leggenda Abe Lenstra per 8-2.

Fig. 4 – La rete vincente contro l’Ajax nella finale di Coppa d’Olanda del 1968

La capitale dovette poi attendere gli anni ’60 per assistere ad altri trionfi dei propri beniamini, in coincidenza dell’arrivo di Ernst Happel come allenatore che portò l’ADO a vincere il titolo nazionale nel 1962 e ad un terzo posto nel 1965. Nel 1963, 1964 e 1966, l’ADO giocò la finale della coppa nazionale, la KNVB Cup, ma fu sconfitto in tutte e tre le occasioni prima di aggiudicasela, in finale contro l’Ajax, nel 1968 (Fig. 4). Nella stagione 1970-71, l’ADO ottenne 17 risultati utili consecutivi nelle prime 17 gare di campionato ma terminò al terzo posto nella graduatoria finale.

Nel 1971 il club si fuse con i rivali cittadini dell’Holland Sport per formare l’FC Den Haag. Il club raggiunse di nuovo la finale della Coppa d’Olanda nel 1972 (questa volta perdendo 3-2 contro l’Ajax) ma poi andò a vincere il trofeo per la seconda volta nel 1975, questa volta sconfiggendo il Twente per 1-0. In campo europeo, il bilancio fu decisamente più magro e il risultato migliore resta il quarto di finale contro il West Ham United in Coppa delle Coppe (stagione 1975/76). Nel 1987 l’FC Den Haag raggiunse la quarta finale di Coppa d’Olanda, perdendo 4-2 contro l’Ajax di un certo Marco Van Basten. Il 3 aprile 1982, gli hooligans del club incendiarono parte del loro terreno di casa (successivamente ricostruita e riaperta al pubblico nel 1986), lo Zuiderpark, dopo una sconfitta per 4-0 contro l’HFC Haarlem. Dopo un’altra fusione il club fu rinominato ADO Den Haag nel 1996.

Dopo un lungo periodo nella seconda serie del campionato di calcio del paese, l’ADO Den Haag giocò quattro stagioni in Eredivisie per poi retrocedere di nuovo nella stagione 2006-07. Tuttavia, dopo essere arrivati sesti nella stagione 2007-08, hanno vinto i play-off, con relativa promozione in Eredivisie per il 2008-09. La nuova casa del club è stata terminata nel 2007: il Kyocera Stadion da 15.000 posti, precedentemente conosciuto come il Den Haag Stadion, colorato di giallo e verde, i colori sociali del club.

Fig. 5 – Il Kyocera Stadium, nuova casa dell’ADO Den Haag

Il club iniziò la stagione 2008-09 con due vittorie che lo fece arrivare in cima alla Eredivisie per la prima volta dopo 32 anni, mentre due anni più tardi riuscì nell’impresa di battere per due volte l’Ajax in campionato, arrivando settimo ed agguantando l’ultimo posto utile per l’Europa League dopo aver battuto, agli spareggi, Roda e Groningen. Purtroppo l’avventura europea terminò presto con l’eliminazione al terzo turno di play – off ad opera della non irresistibile Omonia Nicosia, club cipriota.

Fig. 6 – La “calda” tifoseria dell’ADO Den Haag

Purtroppo, in quegli anni, l’ADO Den Haag divenne anche (e soprattutto) famoso per le “gesta” antisemite delle frange più calde del tifo (Fig. 6) che coinvolsero anche un giocatore del club, Lex Immers, squalificato per cinque turni di campionato.

A causa di gravi problemi finanziari, il club fu venduto alla società cinese United Vansen International Sports Company, Ltd. per una cifra totale di 8,9 milioni di dollari. Grazie anche all’annullamento dei risultati sportivi della stagione 2019-20 (a causa della pandemia da Covid 19), l’ADO Den Haag è rimasto in Eredivisie per la stagione 2020-21 nonostante il 17° posto finale che ne avrebbe decretato la retrocessione sul campo.

GO AHEAD EAGLES

Il Go Ahead Eagles rappresenta, calcisticamente parlando, la città di Deventer e disputa le partite casalinghe al “De Adelaarshorst”. Pur avendo vinto il titolo nazionale solo nei primi anni di vita (1917, 1922, 1930 e 1933), ha dato i natali ad alcuni giocatori di primissimo piano del panorama calcistico europeo: Raimond van der Gouw, René Eijkelkamp, Marc Overmars, Paul Bosvelt, Jan Kromkamp, Victor Sikora, Bert van Marwijk e Demy de Zeeuw. Inoltre anche grandi allenatori olandesi come Henk ten Cate e Leo Beenhakker hanno mosso i loro primi passi da tecnico proprio tra le file dei giallorossi.

Il club è stato fondato nel 1902 come Be Quick dai fratelli Hollander, ma la denominazione fu presto cambiata in Go Ahead su richiesta della Dutch Football Association e, nel 1905, si iscrisse al campionato di Tweede Klasse (seconda categoria) orientale. Nel 1911, il club raggiunse la promozione nella Eerste Klasse e nel 1916 trionfò nella lega qualificandosi per il campionato nazionale contestualmente  agli altri campioni regionali.  Ma se in quest’occasione il Willem II si dimostrò nettamente superiore a tutte le altre compagini,  solo un anno dopo, il Go Ahead conquistò  il primo scudetto, impresa successivamente ripetuta nel 1922, nel 1930 e nel 1933.

Fig. 7 – La squadra del Go Ahead Eagles, Campione d’Olanda nel 1922

Nel periodo tra la prima e la Seconda guerra mondiale, il Go Ahead fu di gran lunga la squadra di maggior successo del campionato orientale, vincendo il campionato regionale quindici volte durante quel periodo, e il titolo per otto volte di fila dal 1916 al 1923. L’ultimo campionato orientale prebellico fu vinto nel 1937, prima che iniziasse un lento ma costante declino che portò il club a retrocedere in Tweede Klasse al termine della stagione 1940/41. Fortunatamente già nella stagione successiva ci fu l’immediata promozione e, nella stagione 1947/48, il club divenne campione della prima divisione orientale per la sedicesima e ultima volta. Nei playoff per il campionato nazionale, il Go Ahead finì terzo dietro ai campioni del BVV Den Bosch, e all’ Heerenveen.

L’introduzione del professionismo nel 1954 fu inizialmente fallimentare per il Go Ahead: nella stagione 1955/56, il club finì penultimo nella Tweede Divisie ma ottenne la promozione in Eerste Divisie al termine della stagione 1960/61. Il 7 ottobre 1962, il Go Ahead registrò la più grande vittoria nella storia del club battendo, sul terreno amico del Deventer, il Roda JC per 11-1. La promozione in Eredivisie arrivò al termine della stagione 1962/63 e, nei ventiquattro anni seguenti, il club giocò continuamente ai massimi livelli, soprattutto nella seconda metà degli anni Sessanta: dal 1966 al 1969, il club finì tra i primi cinque per quattro volte di fila, raggiungendo il massimo risultato, terzo dietro Ajax e Feyenoord, al termine della stagione 1967/68.

Fu un periodo di buoni risultati anche nella coppa nazionale con il raggiungimento delle semifinali per quattro volte di fila dal 1965 al 1968. Quelle del 1966, 1967 e 1968 furono perse, ma nel 1965 il Go Ahead raggiunse la finale, perdendo 1-0 contro il Feyenoord ed ottenendo comunque la qualificazione alla Coppa UEFA in quanto il Feyenoord, avendo vinto il campionato, si qualificò per la Coppa dei Campioni. Purtroppo, l’avventura europea durò poco in quanto il Go Ahead fu sorteggiato, al primo turno contro il Celtic, futuro vincitore della Coppa dei Campioni.

Il 1º luglio 1971 fu aggiunto il suffisso “Eagles”, su suggerimento dell’allora capo allenatore Barry Hughes, in quanto l’aquila è presente nello stemma della città di Deventer. Con la nuova denominazione di Go Ahead Eagles , fu l’unica squadra a sconfiggere l’Ajax in qualsiasi competizione durante la stagione 1971-72 quando vinsero 3-2 al De Adelaarshorst in Eredivisie.  Negli anni ’70 e nei primi anni ’80, il Go Ahead Eagles giocò stabilmente in Eredivisie, retrocedendo solo al termine della stagione 1986/87. Seguì un breve periodo di Eredivisie dal 1992 al 1996, ma in seguito il club giocò prevalentemente nella Eerste Divisie.

Dopo quasi due decenni in Eerste Divisie, il Go Ahead conquistò la promozione in Eredivisie al termine della stagione 2012-13, vincendo gli spareggi promozione ed è rimasto nella massima divisione per la stagione 2014-15, finendo 13°. Il Go Ahead Eagles partecipò, inoltre, alla UEFA Europa League del 2015-16 prendendo  il posto del Twente, ritiratosi a causa di difficoltà finanziarie; l’avventura, però, si interruppe già al primo turno preliminare a causa dell’eliminazione ad opera degli ungheresi del Ferencvaros. Anche in campionato le cose non andarono benissimo e, al termine della stagione, ci fu il tragico epilogo con la retrocessione in seconda divisione al termine dello spareggio con il  De Graafschap. Questa volta, però, la permanenza in seconda divisione durò un solo anno grazie alla rivincita, nello spareggio promozione/retrocessione con lo stesso De Graafschap, fatale la stagione precedente. Purtroppo, ancora una volta, l’avventura in Eredivisie non fu come quella che i tifosi avevano sognato e la squadra fu nuovamente retrocessa al termine della stagione 2016/17 per non tornare più, almeno fino alla stagione in corso (attualmente si trova al 5° posto in classifica nel campionato 2020/21), in Eredivisie (Fig. 8)

Fig. 8 – La rosa del Go Ahead Eagles 2020/21

HAARLEM

L’HFC Haarlem è stata una società calcistica olandese della città di Haarlem, fondata nel 1889 e sciolta nel 2010. Il club ha vinto il titolo nazionale olandese nel 1946 e ha raggiunto cinque finali di coppa nazionale, vincendo nel 1902 e nel 1912. In campo europeo, purtroppo, il club non ha praticamente lasciato traccia raggiungendo solamente il secondo turno della Coppa UEFA nella stagione 1982-83, perdendo contro lo Spartak Mosca.

Il club fu fondato il 1º ottobre 1889 (Fig. 9) e si aggiudicò il titolo nazionale olandese nel 1946, vincendo la coppa nazionale nel 1902 e 1912.

Fig. 9 – L’HFC Haarlem in una foto del 1889

L’Haarlem ha vinto, inoltre, il campionato di Eerste Divisie nel 1972, 1976 e 1981, mentre nel 1982, con un giovane Ruud Gullit, si qualificò per la Coppa UEFA ma fu eliminato al secondo turno dai russi dello Spartak Mosca. Nel 1990 l’Haarlem fu nuovamente retrocesso in Eerste Divisie, dove giocò fino al 25 gennaio 2010. Il 10 agosto 2009, l’Haarlem e l’AFC Ajax annunciarono una partnership la quale prevedeva che l’Ajax avrebbe prestato da 1 a 4 giocatori all’Haarlem ogni stagione, avendo però voce in capitolo nei movimenti di calciomercato dello stesso Haarlem. Il 25 gennaio 2010, tuttavia, l’Haarlem fu dichiarato fallito e, in ossequio  alle regole della federazione olandese, escluso dalla competizione.  

Il club nella sua forma attuale cessò di esistere, con tutti i suoi giocatori (e membri dello Staff) svincolati. Nel febbraio 2010, l’HFC Haarlem è stato reintegrato come un nuovo club dilettantistico, con i diritti di denominazione e logo del club originario. Il “nuovo” Haarlem iniziò poi le negoziazioni per una potenziale fusione con l’HFC Kennemerland, squadra dilettantistica di Tweede Klasse Haarlem, fusione annunciata ufficialmente il 27 aprile 2010. Il nuovo club, chiamato Haarlem Kennemerland (Fig. 10), gioca le partite casalinghe all’Haarlem Stadion (Fig. 11), continuando così l’eredità del vecchio HFC Haarlem; attualmente milita in Eerste Divisie non essendo più riuscito ad essere promosso in Eredivisie.

Fig. 10 – Il nuovo logo dell’HFC Haarlem
Fig. 11 – L’Haarlem Stadion

Detto delle gesta sul campo, come sono state considerate queste quattro “sorelle” minori nel verde mondo del nostro amato Subbuteo ?

Va subito premesso che, nel caso di queste quattro storiche squadre olandesi, parleremo esclusivamente di versioni HW anni ’70, quattro perle di indubbio valore per appassionati e collezionisti

Fig. 12 – La ref 88 del catalogo HW

Ma andiamo in ordine e partiamo dalla splendida ref 88 HW dedicata all’MVV Maastricht: nella versione più comune, e probabilmente anche unica, si presenta con maglia rossa e striscia verticale gialloblu sul lato destro con pantaloncini bianchi e calzettoni rossi. L’accoppiata base/inner è solitamente bianco/rossa ma si possono trovare alcune varianti come spesso accade per le HW (Fig. 12).

Si tratta di una ref non introvabile ma nemmeno così facilmente reperibile in quanto chi la possiede, se la tiene ben stretta, soprattutto se provvista di ref originale. La scelta di inserirla nel catalogo Subbuteo fu fatta anche in base al fatto che il club militò ininterrottamente in Eredivisie dal 1902 al 1976, un vero record per il calcio professionistico europeo

Fig. 13 – La ref 82 del catalogo HW

Anche l’ADO Den Haag è inserita nel catalogo HW con una ref (la numero 82) particolarmente ambita nel mondo dei collezionisti di materiale Subbuteo. Viene rappresentato con una miniatura caratterizzata dalla classica maglietta verde con colletto giallo, pantaloncini rossi, calzettoni gialli ed accoppiata base/inner verde e rosso (Fig. 13); sia il verde che il rosso presentano una tonalità particolarmente chiara rispetto a quella classica.

Anche la ref 82 non risulta essere facilmente reperibile e il suo costo tende a lievitare considerevolmente presso i collezionisti che tendono a disfarsene. L’inserimento nel catalogo originale Subbuteo può essere spiegata, oltre dal fatto di rappresentare calcisticamente la capitale amministrativa olandese, con la vittoria di due campionati e di due coppe nazionali, nonché dalla partecipazione all’ormai defunta Coppa delle Coppe.

Fig. 14 – La ref 86 del catalogo HW

Altra ref particolarmente ben riuscita e molto ricercata è quella dedicata ai Go Ahead Eagles; stiamo parlando della ref 86, molto somigliante a quella della Roma con i colori sociali giallo e rossi distribuiti su maglietta (corpetto principale rosso con colletto giallo), calzoncini (gialli), calzettoni (gialli con bordi rossi) ed accoppiata base/inner (rosso/gialla) (Fig. 14).

La ref è stata inserita anche in virtù del fatto che i Go Ahead Eagles hanno un record poco invidiabile, quello dei secondi posti conseguiti (8) sia in campionato che nella coppa nazionale pur avendo vinto 4 titoli d’Olanda a cavallo tra le due guerre mondiali.

Fig. 15 – La ref 87 dedicata all’HFC Haarlem

Infine l’HFC Haarlem, la ref 87 (Fig. 15), squadra dell’omonima città, che viene ricordata per due aneddoti molto particolari: la militanza di un giovane Ruud Gullit con relativa grande stagione culminata nella qualificazione in Coppa UEFA e la conseguente gara contro lo Spartak Mosca nella quale si assistette a quello che viene ricordato come il “disastro del Luzniki”, dal nome dello stadio russo nel quale un incidente costò la vita a 66 persone, verità svelata solamente nel 1989.

La ref riprende la maglia originale dell’Haarlem con corpetto centrale di colore blu, colletto e bordo maniche di colore rosso, calzoncini bianchi e blu ed accoppiata base/inner di colore blu/bianco.

Si tratta anche in questo caso di una ref dal discreto valore collezionistico, pur se non introvabile ma davvero splendida in termini di accoppiata di colori per una squadra che, almeno dal punto di vista della denominazione, non esiste più come tale.

E siamo così giunti al termine di questo racconto incentrato su alcune delle squadre olandesi meno conosciute ma, per questo, non certo prive di un certo fascino, soprattutto dal punto di vista subbuteistico.

Sperando di aver incontrato i favori del nostro pubblico, vi aspettiamo per il prossimo appuntamento con il quale rimarremo in Europa ma ci trasferiremo un pochino più a nord…

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