Tornando dalla Norvegia, scendiamo un po’ più a sud – ovest e ci fermiamo in terra francese, più precisamente nel Department du Nord (Fig. 1) dove sorgono due città, Lens e Lille, caratterizzate da una forte contrapposizione storica e, per quello che ci interessa di più, calcistica. I giallorossi di Lens ed i rossoblu di Lille, infatti, disputano da oggi quello che in Ligue 1 viene denominato il derby del nord.

Fig. 1 – Il Department du Nord

La regione della quale Lille è il capoluogo conta oltre 2.5 milioni di abitanti risultando anche il dipartimento francese con la più alta densità di popolazione ed è anche stato uno dei primi, tra gli attuali 83, creato al tempo della Rivoluzione francese. Occupata dai Romani, divenne un punto nevralgico per le comunicazioni tra la Gallia e la valle del Reno. Con la caduta dell’Impero, rimase una zona di confine tra Gallo-romani e Germani. Con l’arrivo dei Sassoni tra il V e l’VIII secolo, questo confine etnico si spostò più a sud. Sebbene in misura minore, grazie anche all’intensa opera di francesizzazione dell’area, è tuttora possibile osservare questo confine, specialmente nell’Arrondissement di Dunkerque.

La storia delle nostre due compagini ha risentito, inevitabilmente, anche di questo cocktail di etnie dando luogo a due club decisamente eterogenei dal punto di vista sia tecnico che amministrativo.

LENS FC

Il Racing Club de Lens, noto semplicemente come Lens, fu fondato nel 1906 a Lens per iniziativa di alcuni studenti, i genitori dei quali formarono il primo nucleo dirigenziale, che praticavano il gioco del calcio in Place Verte (l’attuale Place de la République). Il nome Racing Club de Lens fu scelto in riferimento al Racing Club de Roubaix ed al Racing Club de France, squadre molto popolari all’epoca in Francia. La prima maglia da gioco riportava i colori verde e nero: il verde per omaggiare la Place Verte e il nero come riferimento alle miniere di carbone di cui è ricco il territorio in cui si trova la città di Lens. Dal 1907 al 1912 la squadra si vide costretta a cambiare campo da gioco per ben due volte prima di trovare casa presso il Parc des Glissoires, tra Avion e Lens.

Nel 1924, anno in cui il club fu autorizzato a giocare allo stadio comunale Raoul Briquet furono adottati per la prima volta i colori rosso e giallo. Secondo fonti accreditate, fu Pierre Moglia, presidente del club dal 1923 al 1930, a sceglierli in onore della bandiera spagnola, dopo che qualcuno aveva fatto notare come le rovine della chiesa di Saint-Léger, su cui i due avevano camminato la sera prima, erano l’unica testimonianza rimasta della dominazione spagnola, risalente al 1648. Secondo un’altra versione dei fatti, i colori si rifanno alle miniere di carbone (il rosso al sangue dei minatori e il giallo al carbone, all’epoca considerato prezioso quasi quanto l’oro). Nel campionato 1925/26, anno in cui nasce la prima associazione di tifosi del Lens e in cui la squadra vince il primo torneo, il campionato d’Artois, spiccò la stella del calciatore britannico Kid Fenton che rimarrà a Lens per ben otto stagioni.  Nel 1929 il Lens vince il campionato del Nord e ottiene per la prima volta la promozione alla Division d’Honneur della Ligue du Nord, dove militavano club del calibro del l’Olympique Lillois, RC Roubaix, Excelsior Athlétic Club de Roubaix ed AC Amiens. Nel 1932 la squadra inaugura lo Stadio Félix Bollaert.

Nel 1937 il Lens ottenne per la prima volta la promozione in massima serie vincendo il campionato di seconda divisione, grazie al contributo di calciatori quali Stefan Dembicki e Spechtl (Fig. 2). Buon risultato anche in Coupe de France dove raggiunse gli ottavi di finale, battuto per 3-2 dal Red Star

Fig. 2 – Una formazione del Lens nel campionato 1937/38

Nel 1943 il Lens vinse la massima serie della Zona Nord grazie a Dembicki (Fig. 3), autore di 43 reti in 30 incontri; lo stesso giocatore, solo un anno prima, in una partita di Coppa di Francia, aveva segnato ben 17 gol, cifra che resta tuttora un record mai superato.

Fig. 3 – Stefan Dembicki, detentore del record di marcature realizzate in un solo incontro

Terminata la Seconda guerra mondiale, il Lens si piazzò sesto in campionato nella stagione 1945-1946 ma retrocesse nella stagione successiva. Nel 1948 giocò la prima finale di Coppa di Francia della propria storia, perdendo per 3-2 contro il Lilla. Tornato nella massima serie un anno dopo, nel 1953 ingaggiò uno dei migliori prospetti dell’epoca, Maryan Wisnieski, il quale, però, a causa di problemi con la dirigenza lasciò il club poco dopo per trasferirsi alla Sampdoria.

Nel 1962 le miniere di carbone di Lens furono chiuse e la crisi influì non poco sulle fortune del club, dato che molti calciatori erano minatori di professione. Dal 1956 al 1968 la sopravvivenza risultò difficile, ma nel 1964 la squadra riuscì comunque a piazzarsi terza, con Ahmed Oudjani capocannoniere del torneo con 30 gol. Un altro giocatore di rilievo, Georges Lech, si aggiunse alla rosa del Lens, ma il club retrocesse nuovamente nel 1968. L’anno successivo gli amministratori delle miniere cedettero la proprietà del Lens, un passo che segnò la fine del calcio professionistico allo Stadio Bollaert-Delelis . Finalmente nel 1960 ci fu una schiarita, con il Comune di Lens che rilevò le quote del club collaborando fattivamente con il presidente Jean Bondoux riunendo volontari per salvare il club e recuperare la proprietà dello stadio.

Nel 1972 il Lens raggiunse la semifinale della Coppa di Francia, affermandosi nel quindicennio 1973-1988 come club di classifica medio-alta. Retrocesso al termine della stagione 1977-1978, riguadagnò la massima divisione già l’anno successivo, dopo una sofferta vittoria ai play-off contro il Paris FC.  In questo stesso periodo il Lens si affacciò per la prima volta in campo europeo, con esordio in Coppa delle Coppe nella stagione 1975-76, nonostante la sconfitta nella finale della coppa nazionale contro un Saint-Étienne che, però, era già qualificato alla Coppa dei Campioni (Fig. 4)

Fig. 4 – Un’immagine dell’incontro contro l’ADO Den Haag negli ottavi di finale di Coppa delle Coppe della stagione 1975/76

Nella stagione 1976-1977 la squadra si qualificò per la prima volta in Coppa UEFA, grazie al secondo posto ottenuto in campionato. Al suo esordio nella terza manifestazione continentale, il Lens ottenne il suo migliore risultato europeo di quel periodo, venendo eliminato agli ottavi di finale dal Magdeburgo dopo aver avuto la meglio su Malmö FF e Lazio (grazie a quattro gol segnati durante i tempi supplementari ed un punteggio finale di 6 – 0) (Fig. 5).

Fig 5 – Un’immagine della gara dello stadio Olimpico tra Lazio e Lens

Il risultato venne ripetuto anche nella stagione 1983-1984 (in cui il Lens viene eliminato dall’Anderlecht, futuro finalista), mentre nel 1986-1987 furono estromessi al primo turno dal Dundee United.

Nel 1988 la proprietà del club passò all’editore Gervais Martel, il quale, dopo tre stagioni interlocutorie, in cui il Lens conobbe anche una nuova retrocessione in Division 2 per poi far ritorno nella massima serie dopo due anni, Martel iniziò la ricostruzione della squadra, ottenendo come primo risultato la qualificazione in Coppa UEFA al termine della stagione 1994-95. Il risultato della stagione 1994/95 venne replicato l’anno successivo, tanto che Martel condusse una campagna acquisti che portò a Lens giocatori di primo piano quali Tony Vairelles, Marc-Vivien Foé e Vladimír Šmicer. Dopo un’annata opaca, caratterizzata dall’avvicendamento in panchina di Slavo Muslin con Roger Lemerre, il Lens centrò, con l’ex dirigente Daniel Leclercq alla guida, la vittoria in campionato. La squadra, rimasta per tutto il girone di andata a ridosso delle prime, esce dalla mischia grazie ad una striscia di cinque vittorie su sei gare, dando il via ad un testa a testa con la capolista Metz, duello concluso a favore dei giallorossi grazie alla migliore differenza reti nei confronti dei granata.

Fig. 6 – Il Lens campione di Francia nella stagione 1997/98

Nelle stagioni successive il Lens continuò la propria striscia positiva sia in campo nazionale (vincendo nella stagione 1998-99 la Coppa di Lega), sia in campo europeo (nella stagione 1999-2000 raggiunse le semifinali di Coppa UEFA, da cui venne eliminata dall’Arsenal, squadra che il Lens riuscì a sconfiggere a Londra in Champions League); in particolare, nella stagione 2001-2002 il Lens andò vicino al suo secondo titolo nazionale, dominando gran parte del torneo per poi perdere all’ultima giornata lo scontro diretto contro l’Olympique Lione, rivale nella lotta al titolo.

Nelle stagioni seguenti il Lens continuò ad affermarsi come club di classifica medio-alta, qualificandosi sempre (eccetto nella stagione 2004/05) per le competizioni europee: i maggiori successi furono conseguiti nella stagione 2005/06, in cui il club concluse il campionato al quarto posto vincendo la Coppa Intertoto. Al termine della stagione 2007/08 il Lens retrocesse inaspettatamente in seconda divisione, ma riguadagnò la massima serie già al termine del campionato successivo, concluso in vetta alla graduatoria.

Nella stagione 2010/11 la squadra concluse la stagione al penultimo posto che volle dire retrocessione in Ligue 2. Nella stagione 2013/14 i giallorossi, tuttavia, chiusero il campionato in seconda posizione ottenendo la promozione in Ligue 1, dove tuttavia restò un solo anno, chiudendo con una nuova retrocessione al termine del campionato 2014/15. Nella stagione 2015/16 la squadra terminò in sesta posizione per poi sfiorare la promozione nelle successive tre stagioni.

Al termine del campionato 2019/20 il Lens centrò la promozione dopo la sospensione del campionato decisa dalla federazione a causa della pandemia da COVID-19, trovandosi al secondo posto della classifica al momento dell’interruzione del torneo. L’anno successivo, in Ligue 1, il club ha ottenuto un inaspettato settimo posto cedendo l’ultima posizione utile per la partecipazione alle coppe europee (al Marsiglia) solo nelle ultime giornate del torneo (Fig. 7).

Fig. 7 – Una formazione del Lens 2020/21

LOSC LILLE

Il Lille Olympique Sporting Club, noto come LOSC o semplicemente come Lille (in italiano anche Lilla), è una società calcistica francese della città di Lilla, capoluogo del dipartimento del Nord. Si tratta di un club dalla storia piuttosto recente anche se, al contempo, molto ricca: per la precisione, il 25 maggio 1941 nacque l’Olympique Iris Club Lillois (OICL), dalla fusione tra l’Olympique Lillois (OL), fondato nel 1902, con l’Iris Club lilloissoix, fondato nel 1898. Il nuovo club prese parte al campionato francese nel 1941/42 e nel 1942/43. Il regime di Vichy, su ordine di Joseph Pascot bandì, però, le società sportive professionistiche e l’attività dell’OICL, privata dei suoi migliori calciatori, entrati a far parte della squadra federale di Lille-Flandres per la stagione 1943-1944, continuò a livello amatoriale. Come le altre squadre attive sino ad allora a livello professionistico, il Lilla poté tuttavia partecipare alla Coppa di Francia, dove fu eliminata ai sedicesimi di finale, sconfitta per 3-2 dopo i tempi supplementari dalla squadra federale di Montpellier-Languedoc.

Nei primi anni di vita la squadra riuniva potenziali stelle calciatori provenienti dalle fila del SC Fives e dall’Olympique Lillois, quasi tutti originari della regione e, quindi, con un notevole senso di appartenenza. Al timone c’era l’ex presidente del SC Fives, Louis Henno, che chiamò l’inglese George Berry ad allenare la squadra. Il successo fu immediato e, già nel primo anno di vita, la compagine di Lille raggiunse la finale della Coppa di Francia nella stagione1944/45, nella fu sconfitta per 3-0 allo stadio olimpico Yves du Manoir di Colombes dal più esperto RC Paris.

Nella stagione successiva la squadra migliorò il risultato dell’annata precedente, mettendo in bacheca la sua prima Coppa di Francia dopo aver sconfitto in finale il Red Star, nonchè il primo campionato, vinto davanti al Saint-Étienne con René Bihel capocannoniere (28 gol in 26 partite).

Fig. 8 – Una formazione del Lille vincitore del campionato 1945/46

La squadra, definita dalla stampa “macchina da guerra”, ottenne così il primo double della propria storia ma Berry, stanco delle ingerenze presidenziali, decise di lasciare il club alla fine della stagione, sostituito da André Cheuva, ex calciatore di Olympique lillois e SC Fives.

Al termine della stagione 1946/47 la squadra chiuse al quarto posto vincendo nuovamente la Coppa di Francia dopo aver sconfitto in finale per 2-0 lo Strasburgo (Fig. 9), successo bissato nella stagione successiva (con la ciliegina della torta della vittoria in finale proprio contro i rivali del Lens) allorchè si piazzò al secondo posto in campionato con un solo punto di ritardo rispetto all’Olympique Marsiglia.

Fig. 9 – I giocatori del Lille in trionfo dopo la vittoria in Coppa di Francia nella stagione 1946/47

Nella stagione 1948/49 la squadra raggiunse la quinta finale consecutiva in Coppa di Francia, dove fu sconfitta dal RC Paris, e in campionato si piazzò ancora seconda, dietro allo Stade Reims. Dopo due altri secondi posti in campionato nel 1950 e nel 1951 ed una finale di Coppa Latina persa nel 1951 a Milano contro il Milan del famoso trio svedese Gre-No-Li, nel 1953 vinse nuovamente la Coppa di Francia battendo per 2-1 il Nancy di fronte a 60.000 spettatori. Nella stagione successiva, e dopo due brucianti secondi posti, il Lille vinse il suo secondo titolo nazionale davanti a Bordeaux e Stade de Reims, grazie anche alla migliore difesa del campionato con soli 22 gol incassati in 34 partite.

Stava, però, arrivando un periodo triste per la storia del pur giovane club transalpino che, già nel 1954, vide infangata la propria reputazione dall’affaire Zakariás (Fig. 10), un clamoroso abbaglio della dirigenza, che ingaggiò a propria insaputa un ex militare dell’esercito cecoslovacco, che indusse il club a credere che si trattasse del giocatore József Zakariás, componente della grande nazionale ungherese dell’epoca.  L’inganno venne a galla grazie a un telegramma del vero Zakariás mandato da Budapest, ma ormai era troppo tardi: il Lille, che aveva presentato il finto calciatore in pompa magna il 31 luglio 1954, era divenuto oggetto di scherno in tutta la Francia.

Fig. 10 – Il calciatore ungherese Jozsef Zakarias

Nel 1954, inoltre, la partenza di Cor van der Hart, pilastro della difesa del Lille per quattro anni, indebolì considerevolmente la retroguardia della squadra, che concluse il campionato successivo al sedicesimo posto (con la tredicesima difesa del torneo per reti subite), peggiore risultato fino a quel momento nella storia del club. La stagione successiva fu addirittura testimone della prima retrocessione dopo lo spareggio con il Valenciennes che si impose per 4 – 0 nella gara di spareggio. Il presidente Jean Denis investì ben 70 milioni di franchi e riuscì nel 1964 a far tornare il Lille in massima serie, grazie alla vittoria, la prima nella storia del club, del campionato di Division 2. I tre anni successivi videro la squadra piazzarsi nona, diciottesima (con salvezza ottenuta vincendo il girone di spareggio) e decima ma, al termine del campionato 1967/68 la squadra retrocesse nuovamente in seconda divisione, giungendo diciannovesima in massima serie per poi cadere ulteriormente in Championnat de France amateur a causa del tredicesimo posto in seconda divisione. Malgrado gli sforzi del presidente Barbieux, il club fu incapace di pagare gli stipendi dei calciatori e abbandonò il professionismo il 23 giugno 1969.

Nel 1969-1970 il LOSC partecipò dunque al campionato di terza serie, primo livello non professionistico del calcio francese, e chiuse decimo su quindici squadre. Con il sostegno del sindaco, riuscì a entrare nel novero dei diciannove club selezionati dalla Fédération Française de Football e dalla Ligue de Football Professionnel per comporre la nuova Division 2, allargata a 48 squadre. Negli anni ’70 la squadra visse una serie di promozioni e retrocessioni consecutive con i conti del sodalizio quasi sempre in rosso. Per far fronte a un passivo di 700 000 franchi, all’inizio della stagione 1969/70 fu creato un comitato di sostegno, in cui figuravano personalità del calibro di Guy Lux e Annie Cordy, che organizzò una serie di amichevoli con club prestigiosi quali l’Anderlecht, il Feyenoord, lo Standard Liegi e l’Olympique Marsiglia, allo scopo di rimpinguare le casse del club, anche se i risultati, in termini di biglietti venduti, furono inferiori alle attese. Grazie, però, ad una sovvenzione di 250 000 franchi e un prestito del Comune di Lille pari a 750 000 franchi, nella stagione 1970/71 la situazione fu in gran parte risanata. L’andamento a yo – yo tra prima e seconda divisione proseguì per diversi anni fino ad arrivare alla stagione 1977/78 nella quale il Lille riuscì a risalire in prima divisione per rimanervi nei successivi 19 anni e sfiorando l’accesso alle coppe europee già nel campionato 1978/79 piazzandosi al sesto posto e a soli 4 punti dall’ultima posizione utile.

Fig. 11 – Pierre Mauroy, sindaco di Lilla, trasformò il LOSC in una SAEMS nel 1980

Nel 1980 il club divenne una société anonyme d’économie mixte sportive (SAEMS) con il Comune di Lilla quale maggiore azionista (Fig. 11)

Grazie alla ritrovata stabilità finanziaria, la squadra riuscì a giocare con continuità in massima serie realizzando, nel corso del decennio seguente, qualche exploit, quale il raggiungimento della finale di Coppa di Francia nella stagione 1982/83 e 1984/85. Nel 1991 la squadra, guidata da Jacques Santini, raggiunse il sesto posto in Division 1, a soli due punti da un piazzamento in zona Europa. Fu l’unica apparizione del Lilla nella prima metà della classifica finale negli anni ’90. I diversi allenatori succedutisi sulla panchina del club non riuscirono a replicare il risultato di Santini: il Lilla oscillò tra il 13º e il 17º posto finale della graduatoria.

Nello stesso periodo il sodalizio attraversò una grave crisi finanziaria fino alle soglie del fallimento. Bernard Lecomte, nominato dal Comune, assunse la presidenza del club nel 1994 e l’anno dopo scongiurò la retrocessione per insolvenze, paventata dalla DNCG, grazie al sostegno della città di Lille e dell’associazione intercomunale CUDL. Fu deliberato un piano di rientro che avrebbe dovuto far saldare il debito di 70 milioni di franchi entro il 1998; in questo periodo di austerità la Ligue de Football Professionnel impose un parziale blocco ai trasferimenti al LOSC, che dovette cedere i calciatori più quotati, tra cui Antoine Sibierski e Miladin Bečanović, e dedicarsi allo sviluppo del proprio vivaio.

Nel campionato 1995/96 la squadra evitò per il rotto della cuffia la retrocessione, sventata per un solo punto grazie a due successi sui campi dell’Auxerre e del Paris Saint-Germain, che in quella stagione si laurearono rispettivamente campione e vicecampione di Francia. Alla fine del campionato 1996/97, però, la retrocessione divenne realtà, a causa del penultimo posto: fu in quell’occasione, quindi, che il sindaco di Lille chiese a Bernard Lecomte di predisporre la privatizzazione del club, contattando le imprese interessate.

Il 1998 vide la società adottare la denominazione attuale di LOSC Lille Métropole, una novità che, sul campo, si tradusse con due quarti posti consecutivi nelle stagioni 1997/98 (ad un punto dal Sochaux) e 1998/99 (a pari merito con il Troyes ma con una peggiore differenza reti) che impedirono la promozione in prima divisione, centrata al termine del campionato 1999/2000 vinto con 16 punti di vantaggio (e la migliore difesa del campionato) sulla seconda classificata.

Il LOSC rappresenta la vera sorpresa della Division 1 nella stagione 2000-2001, grazie ancora una volta alla miglior difesa ed al raggiungimento del terzo posto finale (con relativa qualificazione ai play – off di Champions League) dopo essere stato in testa per oltre quattro mesi. Nella stagione seguente il percorso europeo partì dunque dal terzo turno preliminare di Champions dove il Lille eliminò il Parma venendo poi ammesso alla fase finale della competizione ed inserito nel gruppo G.

Fig. 12 – La seconda rete del Lille sul campo del Parma nel terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2001/02

Il cammino nella fase a gironi fu complicato ma il terzo posto finale (davanti ai greci dell’Olympiakos) garantì il proseguimento dell’avventura europea in Coppa UEFA interrotto ai sedicesimi di finale dal Borussia Dortmund

Nel 2002 Francis Graille decise di cedere le proprie quote del club, rilevate da Michel Seydoux, che divenne quindi azionista di minoranza del LOSC assumendo la presidenza del club il 24 aprile dello stesso anno. Il Mister Halilhodžić decise di lasciare la squadra alla fine del campionato 2001-2002, chiuso al quinto posto, rimpiazzato da Claude Puel.

Nella prima stagione di Puel il club fu finalista perdente in Coppa Intertoto 2002 e, indebolito dalle tante cessioni, terminò quattordicesimo in campionato. Nel 2003-2004 la squadra ottenne, invece, la decima piazza, qualificandosi, dopo il ritiro dell’Olympique Marsiglia, alla Coppa Intertoto 2004, che vinse battendo i portoghesi dell’União Leiria (0-0 in casa e 2-0 fuori casa). Il successo consentì al club di qualificarsi alla Coppa UEFA 2004-2005, dove raggiunse gli ottavi di finale, mentre il campionato 2004-2005 fu chiuso al secondo posto, alle spalle del Lione, ottenendo la qualificazione alla UEFA Champions League.

Dopo aver ristabilito l’equilibrio finanziario e societario del LOSC, Luc Dayan lasciò la presidenza e all’inizio del 2004 vendette le proprie quote a Isidore Partouche e Michel Seydoux, nuovi azionisti di maggioranza del sodalizio.

Nella stagione 2005/06 la squadra concluse nuovamente al terzo posto il girone di UEFA Champions League accedendo così alla Coppa UEFA, dove fu eliminata dal Siviglia poi vincitore della manifestazione. È doveroso, però, segnalare la vittoria ottenuta il 2 novembre 2005 contro il Manchester Utd nella fase a gironi, risultato storico per il club, che consentì di lasciare proprio  allo United l’ultimo posto nel girone.

Eliminando i macedoni del Rabotnički nel terzo turno preliminare della UEFA Champions League 2006/07, per il secondo anno consecutivo il Lille guadagnò l’accesso alla fase a gironi della massima competizione calcistica europea. Nell’ultima partita del girone, battendo il Milan già qualificato (e poi vincitore del trofeo) per 2-0 a San Siro, riuscì a centrare una storica qualificazione agli ottavi di finale, dove la squadra francese fu eliminata dal Manchester United. Terza in campionato all’inizio di marzo, in Ligue 1 la squadra concluse al decimo posto, ottenendo solo 8 punti su 33 disponibili nelle ultime 11 giornate.

Le partenze di Odemwingie, Bodmer e Kader Keita, non adeguatamente rimpiazzati, penalizzarono l’organico della stagione 2007-2008, ma il mercato invernale del 2008 portò a Lille alcuni rinforzi di rilievo, grazie ai quali la squadra recuperò dalle iniziali difficoltà, anche se la rimonta non fu sufficiente a centrare la qualificazione europea (settimo posto finale). L’allenatore Puel si accasò al Lione lasciando la panchina della squadra al tecnico Rudi Garcia, ex calciatore del LOSC e reduce dall’esperienza come tecnico del Le Mans. Il quinto posto del 2008-2009 consentì al club di qualificarsi all’Europa League. Dopo due stagioni interlocutorie, quella 2010/11 segnò il ritorno in Champions League e non solo.

Il 14 maggio 2011 il Lille si aggiudicò la sua sesta Coppa di Francia battendo in finale il Paris Saint-Germain allo Stade de France (Fig. 13) e il 21 maggio vinse anche il campionato di Ligue 1, per la terza volta nella storia del club, con una giornata d’anticipo, pareggiando per 2-2 contro il Paris Saint-Germain e terminando il torneo davanti all’Olympique Marsiglia campione uscente (Fig. 14). Per il Lille si trattò del secondo double della sua storia (il sedicesimo per una squadra francese)

Persa la Supercoppa di Francia (rocambolesco il 4-5 contro l’Olympique Marsiglia), nella stagione 2011/12 la squadra tornò a giocare in UEFA Champions League, la massima competizione europea, a tre anni dall’ultima presenza chiudendo, però, il proprio girone in ultima posizione.

La stagione 2012-2013 fu segnata da diversi cambiamenti, il più importante dei quali fu la costruzione del Grand Stade Lille Métropole, della capienza di oltre 50 000 posti. Il club cambiò nome da LOSC Lille Métropole a LOSC Lille e si dotò di un nuovo logo. Il nuovo stadio fu inaugurato il 17 agosto 2012, in occasione di una partita contro il Nancy valida per la seconda giornata di campionato. Anche in questa stagione, la squadra terminò in ultima posizione il girone di UEFA Champions League, mentre in Coppa di Lega si fermò in semifinale. La gestione Garcia giunse al termine alla fine del campionato con la squadra che passò sotto la guida tecnica di René Girard, grazie al quale ottenne il terzo posto nel campionato 2013/14.

Nell’ottobre 2016, dopo quindici anni alla guida del club, Michel Seydoux concluse le negoziazioni con l’uomo d’affari Gérard Lopez, il quale rilevò ufficialmente il club il 26 gennaio 2017, divenendone il presidente e socio di maggioranza. Dopo tre sconfitte consecutive in campionato, il tecnico Patrick Collot, subentrato a stagione in corso ad Antonetti, fu a sua volta sostituito da Franck Passi dopo venticinque giornate. Nelle stesse ore fu siglato un accordo con Marcelo Bielsa per la successiva stagione, con la squadra che terminò il campionato in undicesima posizione.

La stagione 2017/18 fu caratterizzata da evidenti difficoltà iniziali, che condussero all’esonero di Marcelo Bielsa, con la squadra in penultima posizione in campionato. Al suo posto giunse, alla fine di dicembre 2017, Christophe Galtier che riuscì a raggiungere la salvezza solo alla penultima giornata, chiudendo il campionato al diciasettesimo posto.

Guidata dal trio d’attacco Bamba-Ikoné-Pépé e dall’esperto difensore José Fonte, nel 2018-2019 il LOSC ottenne il secondo posto in campionato, ritrovando così la UEFA Champions League dopo sette anni. L’ottima stagione fu, inoltre, impreziosita dalla vittoria per 5-1 ottenuta contro il PSG futuro campione di Francia allo stadio Pierre Mauroy alla 32ª giornata. Galtier fu nominato migliore allenatore del campionato, Mike Maignan miglior portiere e Loïc Rémy autore del miglior gol della stagione di Ligue 1.

Nell’estate del 2019, durante la quale il club francese realizzò vendite per 160 milioni di euro, il trasferimento di Pépé all’Arsenal per 80 milioni di euro rappresentò un record nella storia del LOSC e il secondo affare più costoso nella storia della Ligue 1. La stagione 2019-2020, segnata dalla pandemia da COVID-19, si chiuse con il quarto posto in Ligue 1, mentre il cammino in UEFA Champions League si era arrestato a causa dell’ultimo posto nel girone (un solo punto in sei partite).

Ma, nonostante le dolorose cessione, un nuovo miracolo sportivo stava per compiersi considerata la presenza, in Ligue 1, della corazzata Paris St Germain. Nella stagione 2020/21, infatti, il Lille si è aggiudicato, per la quarta volta nella sua storia, il titolo di campione di Francia lasciandosi alle spalle lo strafavorito PSG, successo completato dalla conquista, sempre ai danni del PSG, della Supercoppa di Francia nell’estate del 2021 (Fig. 15, Fig. 16)

Detto della gesta sul campo, il derby continua anche sui tappeti verdi di Subbuteo, sia in ambito HW che LW.

Partendo dal Lens, nell’ambito del catalogo HW, troviamo due versioni della ref 250 (Fig.17)

Come è possibile notare, si tratta di due versioni decisamente diverse per gli abbinamenti di colori. Nella prima troviamo una maglia arancio con bordi rossi, calzoncini neri, calzettoni gialli con bordi rossi, mentre la seconda riprende la versione più tradizionale con maglia gialla, calzoncini rossi e calzettoni gialli con bordi rossi.

Stesso numero di ref (250) anche nel catalogo LW con abbinamenti di colore e stile di maglia identici alla versione HW più classica (Fig. 18)

Fig. 18 – La ref 250 LW dedicata al Lens

Per quanto riguarda il Lille, anch’esso figura nel catalogo HW con ben due ref: la prima, la 144, lo raffigura con una maglia bianca dai bordi rossi, pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi con bordi rossi (Fig. 19)

Fig. 19 – La ref 144 HW

La seconda ref, la numero 304, vede il Lille con maglia bianca con bordi rossi, calzoncini blu e calzettoni blu con bordi rossi (Fig. 19). Si tratta di due ref con divise ben lontane, cromaticamente, da quella odierna anche perché studiate prima che la squadra assumesse la denominazione (e, quindi, anche i colori sociali) attuale. Molto bella anche la versione LW (ref 359) del Lille (Fig. 20)

Fig. 20 – La ref 359 LW

La ref si presenta con maglia bianca, bordi rossi e collo a “V” sempre di colore rosso, calzoncini blu e calzettoni blu striati di bianco.

Si tratta, sia in ambito HW che LW, di ref discretamente appetibili dal punto di vista collezionistico e con un discreto valore economico, elementi che ne fanno dei pezzi piuttosto ricercati.

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