pianeta under subbuteo

Mai come in questi giorni si vive in una dimensione sospesa e irreale.

Mi sveglio al mattino, convinta di dovermi alzare e fare tutto di corsa per andare a scuola. Penso alle chiacchiere con le mie colleghe, al caffè che puntualmente mi vuole offrire la mia collega del cuore, ma soprattutto penso a tutti i miei bambini. A cosa devo spiegare, chi devo interrogare, a “tappi, bottoni e fantasia” che proporrò come di consueto nel dopo mensa.

Invece nulla. Mi accorgo che in pochi giorni tutto e’ cambiato, anzi che e’ drasticamente peggiorato. Ed io ho tanto, troppo tempo. Che la normalità che prima non apprezzavo ora appare come un miraggio lontano.

Lontano quanto? Non si sa ed è meglio non saperlo.

Che i miei alunni mi manchino così come mi mancano i miei impegni quotidiani e mi manca uscire, questo lo so. Forse sono pensieri sciocchi rispetto al caos, alle preoccupazioni, alla situazione d’emergenza che ci sono fuori. Ma sono i pensieri che oggi popolano il mio cuore. E ci sono anche pensieri e azioni positivi: leggere, scrivere, guardare fiction mai viste in precedenza o prendere il sole sul balcone.

Poi rifletto su come per magia possa “trasformarsi” il Subbuteo. Da disciplina sportiva d’aggregazione e legata alla competizione può diventare, in casi d’emergenza come questo che stiamo vivendo, un gioco e un allenamento individuale. Oppure per chi ha la fortuna di avere un fratello, sorella, papà o mamma giocatori, può essere un gioco a 2, rigorosamente a un metro di distanza.

Proprio martedì si e’ svolto in casa mia, quello che ho definito un “avvenimento storico”. Ci voleva questa attuale reclusione forzata perché ciò avvenisse. Mio figlio Francesco ha sfidato il fratello Nicola ad una partita di calcio tavolo e prima ancora lo ha sfinito nella sua continua richiesta!

Risultato: Francesco ha perso 3 a 0, non ha fatto neppure un goal ma era ugualmente felicissimo per aver avuto l’opportunità di giocare con il fratello, suo grande esempio da imitare.

Ma il Subbuteo con le varie squadre che si possono possedere può diventare anche collezionismo. E così si scoprono e si rivalutano le molteplici facce del calcio tavolo, come in un dado, a seconda delle situazioni.
A questo proposito ho chiesto ad Antonio Foti, papà di Alessandro under19 del Club, una sua riflessione sui molteplici aspetti del Calcio tavolo con particolare riferimento al collezionismo.Antonio, tempo fa, aveva già collaborato con me nella stesura di un articolo e ha scritto per il Club sui quotidiani locali.Lui a sua volta ha scritto insieme a suo figlio, che e’ il diretto interessato perché giocatore. Quindi per la prima volta uno stesso articolo scritto da tre persone differenti.Do spazio alla loro riflessione.

“Colgo l’invito dell’amica Marina per sottolineare l’importanza, soprattutto in questa fase di necessaria reclusione nel proprio ambito domestico, del collezionismo delle squadre di Subbuteo. E’ da qualche giorno che mi capita di osservare, con piacevole curiosità, mio figlio Alessandro in un suo momento di relax e di distensione che si è abilmente ed autonomamente costruito. Una porta, una superficie d’appoggio, un campo di calcio improvvisato e delle miniature colorate pronte a colpire bene la pallina per tentare  un tiro ad effetto, un aggancio spettacolare o soprattutto un goal da manuale.Ogni squadra che esce dai cassetti è una storia d’incontri, di viaggi nella nostra bella Italia, di persone con le quali condividere una comune passione e di tornei ai quali si è dato il proprio piccolo ed utile contributo, anche soltanto con la propria presenza. E’ la storia di idee e di desideri trasformate da maestri artigiani in miniature, volti e colori della squadra del cuore. Desideri che hanno preso forma con effetti unici e particolari per un regalo esclusivo realizzato da mani esperte per una persona cara. In questi giorni di crescente ansia e preoccupazione ho provato un grande sollievo nel vedere Alessandro navigare con la sua mente verso lidi sereni e felici ed a costruire nel suo piccolo ambiente, con serafica ed invidiabile semplicità, un oasi di sorrisi e di buon umore. Ogni giorno una squadra diversa, una visione di colori ed emozioni nuove e la giostra dei ricordi che ti fa ritornare bambino senza l’intervento di formule magiche o di giochi virtuali ed effetti speciali. Un motivo in più per ripensare al Subbuteo ed al moderno Calcio da tavolo come un momento di gioia, di relax e di serenità del tutto autonomo ed indipendente dai tornei ed in generale dalle competizioni ufficiali. Un modo sano, semplice ed autentico per ridare valore  ad un mondo di storie, di relazioni, di rispetto ed amicizia quale quella del Subbuteo, che  ha ancora tanto da dire e da proporre ai nostri giovani ed alle tante persone che vivono oggi la necessità di ritrovarsi nella propria casa con un possibilità in più per essere sereni, positivi e solidali. 
Alessandro e Antonio Foti

Ringrazio Alessandro ed Antonio per la loro riflessione e Vi invito a messaggiare con me. Non solo per passare il tempo, ma per scambiare opinioni, pensieri e riflessioni.

Marina

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.