Il COVID uccide anche il subbuteo

La situazione non migliora. Tutto resta invariato e ci troviamo come in una bolla dalla quale non riusciamo ad uscire.

La fiducia verso CTS, pseudo scienziati, governi vari è ormai prossima allo zero (tranne per alcuni pochi irriducibili ultras), ma la verità è che la luce in fondo al tunnel pare a volte visibile in lontananza per spegnersi subito dopo e ritrovarsi nel non sapere cosa fare!

Ovviamente il rispetto ed il cordoglio per chi ha subito questa malattia lasciandoci la vita è totale ed indiscutibile. Molte persone hanno perso ben più che il “subbuteo”, ma di questo noi siamo appassionati e di questo qui scriviamo.

Le associazioni di calciotavolo subbuteo, quelle serie che hanno sempre lavorato sul territorio da associazione con sede, attività di promozione, scuola subbuteo, ecc., sono in crisi nera. Le casse piangono, gli sponsor non esistono più ed i soci, stanchi di questa attesa infinita abbandonano i club, anzi, non pagano più le quote di affiliazione lasciando i consigli direttivi in situazioni disperate.

Non possiamo certo dire che sbagliano, ci mancherebbe. Chiunque di noi paga un’attività per beneficiarne qualcosa che può essere divertimento, sede di gioco, torneo e tutto quanto ruota(va) intorno al mondo del calciotavolo, ma oggi cosa resta? Parrebbe davvero ben poco e quindi i giocatori, coloro che hanno sempre vissuto il gioco solo nella loro accezione ludica, non hanno nessuna ragione per continuare a pagare un’affiliazione inutile.

Lasciamo da parte le questioni affettive. Ci sarà chi pagherà la tessera a prescindere, chi l’ha sempre pagata senza mai partecipare a nulla o altro legato alla sfera sentimentale, ma la gran parte dei giocatori sono persone normali che pagano per avere in cambio servizi. No servizio, no tesseramento!

COSA STA SUCCEDENDO (A QUALCUNO)

Vi racconto una storia (vera) di un’associazione che è al lumicino, ma testardamente continua a cercare di sopravvivere. Questa associazione, chiamiamola SubbuMania, ha da sempre un’organizzazione molto ben definita con dirigenti, scuole subbuteo, attività promozionale e un occhio particolarmente attento alla sfera legata al sociale. Da sempre sostiene i soci che ne hanno, magari, temporaneamente bisogno, si accolla le spese legate all’attività di gioco under e sopravvive grazie a sponsor (per fortuna abbastanza), quote di affiliazione e incassi da iscrizioni ai corsi di giovani giocatori e ai tornei da loro organizzati.

Tutto è sempre proceduto al meglio fino a quando, come una mannaia, si è abbattuto anche sull’associazione il COVID. Da principio tutti pensavano che sarebbe stata una tempesta di qualche mese, tutti si sono preoccupati per il numero di malati e decessi che la malattia stava mietendo, ma tutti confidavano anche in un tempestivo intervento, in soluzioni, in protezione da parte dell’autorità proposta. Lasciamo perdere l’analisi politica che non è oggetto di questo testo, né di questo blog in generale.

Fatto sta che le soluzioni non sono arrivate e l’attività dei SubbuMania si è azzerata. Nessuna attività uguale a nessun costo, ovviamente, ma la preoccupazione cominciava a montare tra i dirigenti pensando all’abbandono che avrebbe potuto esserci stante il perdurare della situazione. Tra l’altro gli F24 non venivano di certo sospesi e i tanto agognati “ristori” erano per alcuni, non per tutti. Alla fine è passato l’anno e la pessimistica previsione di alcuni dirigenti si è tristemente avverata. Abbandoni dei giocatori, casse quasi esaurite, F24 ancora in pagamento, fatture del commercialista da saldare, spese bancarie puntuali, imposte di bollo, ecc., ecc. Insomma tutto fermo tranne i costi.

Soluzione?

Questi dirigenti di associazione non lo sanno. Ad oggi hanno spese fisse previste per circa 500€, 43€ in banca e crediti verso i soci di 300€. Sponsor non ne hanno nemmeno uno, naturalmente, ristori governativi nemmeno l’ombra e la visione di un meno 200€ al momento in cui scriviamo. Molti di voi sorrideranno per la cifra oggettivamente bassa, ma credo che il sorriso si spegnerebbe rapidamente se si pensasse di mettere la mano nel proprio portafoglio per bruciare (letteralmente) due banconote da 100€. Saldo negativo, salvo imprevisti, ovviamente!

Consideriamo anche cosa comporterà la scomparsa di questa associazione sul suo territorio di competenza: ragazzini che, magari, avevano difficoltà in altre discipline sportive che avevano trovato una ragione di soddisfazione nel subbuteo, persone che dedicavano parte del loro tempo libero per insegnare un gioco si ritroveranno senza un riferimento. Pranzi, cene, viaggi, tornei, alberghi occupati, feste, gioia di stare insieme, nuove amicizie, legami… tutto finito, cancellato e dimenticato.

Cosa resterà dopo questo Covid? Non lo so, non ne ho davvero idea. Spero soltanto non macerie…


Idee regalo subbuteo!

Un pensiero su “Il COVID uccide anche il subbuteo

  • 17/03/2021 in 15:13
    Permalink

    Che cosa abbiamo imparato in questi ultimi 12 mesi? Abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto. Hanno preso provvedimenti di tutti i tipi, alcuni dalla dubbia utilità. Di fatto per non sbagliare, ci hanno sospeso la vita, non solo un hobby come il Subbuteo. Domanda. Possiamo smettere di respirare? SPERO DI NO. Troveranno il modo di immunizzarci velocemente senza rischi? NON SI SA. Questo virus scomparirà da solo? NON SI SA. Possiamo ridurci a vivere la nostra socialità dietro uno schermo? FORSE. Possiamo continuare a interrompere le nostre relazione sociali a tempo indeterminato? SI, MA A CHE PREZZO? Al prezzo di una crescente miseria e infelicità.
    Se un domani ci dicessero che non possiamo più leggere libri, ascoltare o fare musica. Potremmo vivere senza la lettura e la musica?
    Nei secoli passati, i nostri avi affrontarono viaggi alla scoperta di nuovi mondi, lasciandosi dietro tutte le certezze e a rischio della propria vita. Senza andare troppo lontano nei secoli, pensiamo solo ai nostri emigranti verso le Americhe dei primi del ‘900. Allora mi domando: che cosa siamo diventati? O che cosa ci hanno fatto diventare o ci obbligano ad essere? Timorosi di tutto, timorosi di uscire di casa, timorosi del nostro prossimo. Signori, la vita non ci è garantita dalla nascita per un certo numero di anni, come fossimo una lavatrice. La vita è un dono e nessuno può dirci fino a quando ci sarà concesso. Ma la vita è bella se la possiamo vivere. Rintanarci come topi non è vivere da esseri umani. Rispetto e cordoglio per le sofferenze e i lutti, tanta attenzione verso noi stessi e il prossimo, ma continuiamo a cercare conforto nelle nostre vite anche con una buona partita di Subbuteo ogni tanto. Un grazie a tutti i club e le associazioni che in questo periodo cercano di far sopravvivere il nostro giochino. Mi auguro che non rimangano macerie, ma che si accumuli solo un poco di polvere sui nostri campi e sulle nostre miniature, affinché basti una bella spazzolata per far tornare a brillare il nostro entusiasmo.

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