PARTICK THISTLE VS CLYDE: L’OLD FIRM DEI POVERI

PARTICK THISTLE VS CLYDE: L’ OLD FIRM DEI POVERI

Quando si pensa al calico e a Glasgow, la mente va subito alle due grandi nobili del calcio scozzese, ossia Celtic e Rangers dimenticando che Glasgow vive anche di altri duelli magari meno nobili ma non per questo meno affascinanti. Quello che può essere definito Old Firm dei poveri è lo scontro (termine particolarmente adatto) che oppone Partick Thistle e Clyde, altri due club con sede a Glasgow, magari meno conosciuti dagli appassionati comuni ma non dai cultori del calcio britannico. Ed è proprio un motivo romantico ma anche culturale che è alla base della scelta di dedicare uno spazio a due team davvero particolari…

PARTICK THISTLE FOOTBALL CLUB

Il Partick Thistle Football Club fu fondato nel 1876 nel sobborgo di Partick (Fig. 1), che a quel tempo era amministrativamente indipendente da Glasgow (Partick non fu incorporato in Glasgow fino al 1912).

Fig. 1 – Il municipio di Partick

La prima partita registrata del club (con relativa vittoria) ebbe luogo nel mese di febbraio contro una squadra locale giovanile, di nome Valencia. Il luogo di questa partita, e quindi il primo terreno di casa del Thistle, fu registrato come ‘Overnewton Park’, che si pensa sia stato situato accanto a Overnewton Road, appena a sud di Kelvingrove Park. Nel 1891, il Partick Thistle si unì alla Scottish Football Alliance, una delle diverse competizioni istituite subito dopo la formazione della Scottish Football League nel 1890. Il club vinse il campionato di Second Division nel 1897 e fu promosso in First Division, dove ottenne un più che discreto ottavo posto guadagnandosi la permanenza.

In realtà, a partire dalla prima affiliazione alle leghe professionistiche scozzesi nel 1893, il Thistle fu una squadra imprevedibile, avendo trascorso quattro anni in First Division e cinque in Second, ottenendo tre volte la promozione. Fu durante la stagione 1902-03 in Scottish Division One che il Thistle stabilì il suo più alto traguardo nella storia del campionato scozzese, finendo 8° in classifica con 19 punti. Nei successivi 33 anni il Thistle cambiò diverse sedi di gioco (Kelvingrove, Jordanvale, Muirpark, Inchview Park tra gli altri) fino al 1897 allorchè si trasferì a Meadowside, dove giocò fino al 1908 per poi passare alla sede attuale, il Firhill Stadium (Fig. 2), nel quartiere Maryhill di Glasgow (partita inaugurale giocata 18 settembre 1909 e vinta per 3-1 contro il Dumbarton Harp.

Fig. 2 – Firhill Stadium

Nel 1921 il Thistle vinse il suo primo trofeo, la Scottish Cup, battendo in finale i Rangers per 1-0 al Celtic Park grazie ad una rete di Johnny Blair (Fig. 3)

Fig. 3 – Il Partick Thistle vincitore della Scottish Cup 2020/21

I Jags raggiunsero nuovamente la finale nove anni dopo, affrontando gli stessi avversari, ma i Rangers vinsero 2-1 in un replay seguito al pareggio per 0-0 nella prima partita. Nel 1935 i Jags vinsero sia la Glasgow Cup che la Charity Cup, competizioni che all’epoca erano prese sul serio.Anche se passarono più di 30 anni prima che il Thistle ottenesse ulteriori successi in coppa, non solo mantennero il loro status nella massima serie durante questo periodo, ma finirono terzi in campionato nel 1947-48, 1953-54 e 1962-63. Il 23 ottobre 1971 la squadra di Davie McParland si assicurò il risultato più importante nella storia del club contro il Celtic di Jock Stein nella finale di Coppa di Lega a Hampden Park, Glasgow. 62.470 tifosi guardarono il Thistle prendere un insperato vantaggio di 4-0 alla fine del primo tempo grazie alle reti di Alex Rae, Bobby Lawrie e Jimmy Bone, alcuni tra i talenti emergenti nella squadra del Thistle in aggiunta adAlan Rough, Alex Forsyth e Denis McQuade. Kenny Dalglish tirò indietro un gol per il Celtic, ma il risultato finale non fu mai in dubbio perché il Thistle vinse 4-1. Le fortune del Thistle sul campo declinarono durante gli anni ’80 con conseguente retrocessione in seconda divisione. Anche se questo periodo di esilio dalla First Division si concluse con la promozione nel 1992, i crescenti problemi finanziari, tra cui un debito di oltre 1,5 milioni di sterline, minacciarono di condurre il club al fallimento. Nonostante abbia evitato l’oblio finanziario il Thistle fu retrocesso nella terza serie del calcio scozzese nel 1997-98 e solo per un pelo evitò una nuova retrocessione nella stagione successiva, finendo all’ottavo posto.

Nel 1999 John Lambie (Fig. 4) iniziò il suo terzo periodo come manager del club e sotto la sua direzione il Thistle godette di una breve rinascita, vincendo promozioni back-to-back nel 2000-01 e 2001-02, la seconda delle quali valse al club un posto nella Scottish Premier League.

Fig. 4 – Il Manager John Lambie

Le linee guida della SPL a quel tempo stabilivano che i club sarebbero stati eleggibili per la promozione in campionato solo se il loro stadio avesse avuto una capacità minima di 10.000 posti a sedere. Dopo il ritiro di Lambie alla fine della stagione 2002-03, il Thistle lottò per mantenere le sue posizioni; Gerry Collins (il precedente assistente di Lambie) fu licenziato a metà stagione e sostituito con i player-manager Derek Whyte e Gerry Britton, un cambiamento che non fu sufficiente a rivitalizzare la squadra, al punto che il Thistle retrocesse alla fine della stagione 2003-04. Nella stagione 2004-05 la squadra continuò a lottare per non perdere ulteriori posizioni ma Whyte e Britton furono licenziati a metà stagione, sostituiti da Dick Campbell, il quale non fu in grado di evitare la retrocessione in Second Division ma fece tornare il club in Prima Divisione la stagione successiva, sfruttando il nuovo sistema di play-off.

Nonostante un buon inizio al ritorno in First Division, Dick Campbell fu licenziato il 27 marzo 2007, in seguito ad una serie di scarsi risultati, e sostitutito, dopo un breve interegno di Jimmy Bone e Terry Butcher, da Ian McCall, la cui prima stagione da Manager vide il Thistle finire 6° in First Division ed intraprendere una campagna di successo in Scottish Cup, raggiungendo i quarti di finale prima di essere sconfitto dai futuri vincitori dei Rangers dopo un pareggio 1-1 a Ibrox, ed una sconfitta per 2 – 0 nel replay al Firhill. Le prestazioni in campionato migliorarono ulteriormente nella stagione 2008-09 con il Thistle al 2° posto in First Division, dietro il St Johnstone. McCall lasciò il suo incarico di manager nell’aprile 2011, additando motivi personali, sostituito da Jackie McNamara, inizialmente nominato come caretaker manager  prima di essere nominato manager a tempo pieno del club alla fine della stagione 2010-11.

L’avvento di McNamara portò il Thistle a un sesto posto nella stagione 2011-12, mentre nella stagione successiva i giallorossi partirono forte candidandosi alla promozione in lotta con Dunfermline e Greenock Morton. Il 29 gennaio 2013 il club diede il permesso al Dundee United di parlare con McNamara eIl giorno seguente McNamara e il suo assistente Simon Donnelly si dimisero per diventare il nuovo gruppo dirigente dello United, lasciando il Partick al secondo posto in classifica. Insieme a Donnelly, Jackie McNamara portò a Tannadice il portiere Craig Hinchliffe, Paul Paton e Chris Erskine.

Il 30 gennaio 2013, Alan Archibald fu nominato manager del club, mentre il 20 aprile 2013 il club potè festeggiare la promozione in Scottish Premiership dopo aver posto il sigillo sul campionato di First Division con una vittoria per 2-0 in trasferta a Falkirk: si trattò della prima promozione nella massima serie negli ultimi 9 anni. Il ritorno in Premiership fu caratterizzato da una serie di interessanti risultati fuori dalle mura amiche ma per assistere alla prima vittoria al Firhill si dovette attendere febbraio 2014. IL club riuscì comunque a rimanere nella massima serie grazie alla vittoria finale in trasferta contro gli Hearts (4 – 2 al Tynecastle Park). Grazie anche all’estensione dei contratti per i migliori giocatori in rosa (Kris Doolan, Callum Booth, Tomáš Černý e Mustapha Dumbuya), al termine della stagione 2015/16, il Partick si garantì la permanenza in Premiership suggellata con una vittoria in trasferta a Kilmarnock (2 – 0 con reti di Lawless e Doolan). Due anni dopo il finale non fu lo stesso in quanto, dopo essersi classificato all’11°e penultimo gradino della classifica, il club fu costretto allo spareggio contro il Livingston (secondo classificato in seconda divisione) che si impose 2 – 1 in casa e 1 – 0 al Firhill facendo retrocedere il Thistle in seconda divisione.

Fig. 5 – Il Manager Ian McCall

Sotto la guida di Gary Caldwell, subentrato ad Archibald, il Partick iniziò la stagione di Championship subendo diverse sconfitte e trovandosi, a dicembre, all’ultimo posto in classifica, pur essendo partito con i favori del pronostico. Grazie al mercato invernale, Caldwell riuscì a ribaltare la rosa della squadra, ivi compreso l’ingaggio di Scott McDonald che segnò 7 reti in 13 incontri e contribuì alla risalita dei giallorossi al 6° posto in classifica. Nonostante quanto accaduto l’anno precedente, anche la nuova stagione di Championship partì piuttosto male con due soli punti nelle prime 5 partite e, in seguito al pareggio per 1 – 1 ad Arbroath, Caldwell fu licenziato e sostituito da Ian McCall (ex Ayr Utd) (Fig. 5)

Nel frattempo, il 21 novembre 2019 Colin Weir completò l’acquisizione del Partick Thistle, al posto del consorzio guidato da Chien Lee e Paul Conway, acquistando una quota di maggioranza e una partecipazione in un terreno a Firhill, per poi immediatamente restituire il terreno al club.

Dopo l’acquisizione da parte di Weir, il club annunciò che i piani per il campo di allenamento proprio del Partick Thistle sarebbero stati accantonati, concentrandosi invece sul completamento dell’acquisizione e sul trasferimento delle azioni ai tifosi. Ma la più brutta tra le notizie era in agguato: nel dicembre 2019 l’azionista di maggioranza e tifoso a vita dei Jags, Colin Weir, morì all’età di 71 anni.

McCall apportò diversi cambiamenti durante la finestra di mercato di gennaio 2020, con l’acquisto di giocatori del calibro di Brian Graham, Zak Rudden e Darren Brownlie. Il Thistle fu eliminato dalla Scottish Cup dopo una sconfitta casalinga per 2-1 contro il Celtic e, successivamente, dalla Scottish Challenge Cup ad opera del Raith Rovers in semifinale. La stagione 2019/20 è stata, purtroppo, funestata dalla pandemia da COVID-19 e anche il calcio scozzese è stato fermato nel momento in cui il Thistle si trovava all’ultimo posto in Championship (con due punti di ritardo rispetto al Queen of the South) pur con una partita in meno. Dopo una serie di valutazioni e votazioni, la SPFL decretò la retrocessione del Partick in League One ma, per fortuna dei tifosi giallorossi, l’incubo della terza serie è durato solo un anno in quanto il Partick, grazie anche ad una serie di risultati favorevoli nel periodo primaverile, è volato in testa alla classifica garantendosi il primo posto finale dopo aver inflitto un pesante 5 – 0 al Falkirk.

Fig. 6 – I festeggiamenti dei giocatori del Partick Thistle dopo la vittoria della League One 2020/21

CLYDE FOOTBALL CLUB

Il Clyde Football Club fu fondato nel 1877 da 50 soci (Fig. 7) a Barrowfield Park (Fig. 8) sulle rive del fiume Clyde.

Fig. 7 – I soci fondatori del Clyde Footbal Clyde

Situato ai margini di Bridgeton, Barrowfield Park si trovava in un triangolo di terra racchiuso tra Carstairs Street, Colvend Street e il fiume Clyde. L’area era un intenso mix di lavoro chimico, ingegneristico e tessile con un’alta densità di popolazione utile a fornire la manodopera per tali e tante attività industriali. Anche se non sono mai emerse fotografie del primo terreno di gioco del Clyde, sembra che il terreno stesso consistesse in una tribuna che correva da nord a sud, un padiglione e alcuni campi da tennis all’estremità meridionale in aggiunta ad una pista ciclabile che circondava il campo. Oggi questa zona è costellata di unità industriali, ma contiene anche una grande area erbosa, la quale potrebbe rappresentare un angolo del campo originale di Barrowfield. Originariamente, il Clyde F.C. era un club di soci privati più simile a un attuale club di golf o di bowling con il segretario, John Graham, noto canottiere. La prima menzione del Clyde fu sulle colonne del Monday’s Evening Times del 17 settembre 1877, con un articolo nel quale veniva descritta la sconfitta per 3 – 1 contro il Third Lanark. Il Clyde partecipò al 1° turno della Coppa di Scozia il 29 settembre 1877 insieme ad altre centouno squadre ma ancora una volta fu il Third Lanark a trionfare, stavolta per 1 – 0.

Fig. 8 – Uno dei primi incontri disputati a Barrowfield Park

Il Clyde si unì alla Scottish Football League nel 1891, esordendo contro il Vale of Leven e trionfando con un sonoro 10 – 3 su un terreno, quello di Barrowfield, che si rivelò subito poco idoneo per la messe di tifosi che si presentò alla gara d’esordio, tanto da portare la dirigenza del club a lasciarlo nel 1898 per acquistare un terreno (Shawfield) sulla riva opposta del fiume tra il quartiere di Oatlands ed il municipio di Lanarkshire. La mossa fu in gran parte finanziata dal club che emise azioni nel “The Clyde Football Club Limited”. Alla vigilia di una nuova stagione, il Clyde F.C. Ltd aveva un’area chiusa di circa 9 acri (3,6 ettari) ed una tribuna da 1500 posti a sedere in fase di completamento. La stagione 1899-1900 vide la squadra retrocedere finendo in fondo alla classifica ma il Clyde vinse poi la Division Two nella stagione 1904/05 anche se promozioni e  retrocessioni automatiche non furono codificate fino al 1921. Dal 1908 e fino al 1913 il Clyde si trovò a frequentare i quartieri nobili della Division One (terza nel campionato 1908/09, a soli 3 punti dai campioni del Celtic, e nel 1911/12) raggiungendo la finale della Scottish Cup nel 1910 e nel 1912. La finale del 1910 fu un colpo tremendo per il Clyde che, in vantaggio per 2 – 0 all’83°, fu raggiunto e costretto al replay, finito poi in parità prima dell’eliminazione definitiva al 3° incontro (2 – 1 per il Dundee FC).

Dopo essersi salvato negli anni a cavallo del primo conflitto mondiale, la Scottish League continuò negli anni 1919 – 1921 con una sola divisione, mentre la Division Two riprese l’attività solo nella stagione 1921/22 adottando promozioni e retrocessioni automatiche. Retrocesso al termine del campionato 1923/24, due anni di purgatorio condannarono il Clyde a giocare contro squadre del calibro di Armadale, Bathgate & Co, almeno fino alla promozione ottenuta al termine del campionato 1925/26. Dal 1926 al 1939, il Clyde rimase un club di Division One, dato che la squadra mantenne una rispettabile posizione di metà classifica, mentre il terzino Danny Blair e il capocannoniere Billy Boyd (con 32 gol nel 1932-33) esordirono in nazionale. Il 1939 fu testimone dello splendido percorso in Scottish Cup. Dopo aver eliminato St. Johnstone (2-0), Dundee (0-0 al Dens Park, seguito dall’1-0 nel replay), i rivali cittadini del Third Lanark (1-0), l’Hibernian in semifinale (1-0 al Tynecastle) ed aver sconfitto ad Ibrox i Rangers per 4 – 1 (unica rete subita) nel 3° turno,il Clyde si ritrovò in finale ad Hampden contro il Motherwell davanti a 94.000 spettatori. I giocatori del Clyde non si lasciarono sfuggire l’occasione e, con un perentorio 4 – 0, si aggiudicarono il trofeo grazie alle reti di Wallace, Noble e la doppietta di Martin (Fig. 9)

Fig. 9 – La squadra del Clyde vincitrice della Scottish Cup 1938/39

Al termine del secondo conflitto mondiale, il Clyde si avventurò in un tour in Sudafrica nel 1947, mentre qualche anno più tardi (siamo nel 1953) il futuro pallone d’oro Stanley Matthews giocò con la maglia del Clyde in un match di beneficienza contro l’Everton disputato al Celtic Park di Belfast.

Nella stagione 1948/49, il Clyde raggiunse la finale di Scottish Cup per la quarta volta ma, questa volta, rimediò una sonora sconfitta (1 – 4) da parte dei Rangers davanti a 108.000 spettatori. Gli anni cinquanta iniziarono con la retrocessione dalla Division A nel 1950-51, ma la vittoria nel campionato di Division B dell’anno successivo, riportò il Clyde in Division A. La squadra ripeté l’impresa nel 1955-56 e nel 1956-57. Nuove vittorie in Scottish Cup nel 1954-55 e 1957-58 ma solo sconfitte nelle semifinali delle stagioni 1955-56 e 1959-60. I giocatori di Glasgow raggiunsero anche le semifinali della Scottish League Cup nel 1956-57 e nel 1957-58, ma persero in entrambe le occasioni contro il Celtic.

Il percorso verso la finale del 1954-55 iniziò con tre vittorie casalinghe consecutive nella competizione contro Albion Rovers (3-0), Raith Rovers (3-1) e Falkirk (5-0). L’Aberdeen fu, invece, l’avversario in semifinale: dopo un pareggio per 2-2 a Easter Road, una rete nel replay mandò il Clyde in finale. Il 23 aprile 1955 a Hampden, davanti a più di 96.000 persone, il Celtic, da tutti indicato come favorito, fu l’avversario in finale, il primo match ad essere trasmesso in diretta televisiva. Senza l’attaccante McPhail e il portiere Wilson e con Il Celtic in vantaggio per 1-0 a tre minuti dalla fine, Archie Robertson segnò direttamente da calcio d’angolo per guadagnare il replay. Una folla di oltre 68.000 persone si riunì per il replay con il Clyde che schierò la stessa formazione e si portò a casa la coppa grazie alla rete decisiva di Tommy Ring. Di nuovo a Hampden il 26 aprile 1958, davanti a una folla di 94.000 persone, il Clyde affrontò l’Hibernian e lo sconfisse per 1 – 0 grazie all’autorete di Johnny Coyle: il Clyde aveva vinto la seconda Scottish Cuo in 4 stagioni (la terza in totale) (Fig. 10).

Fig. 10 – Una fase di gioco della finale di Scottish Cup del 1959 conclusasi con la vittoria del Clyde contro l’Hibernian per 1-0

Un quarto posto in campionato e una semifinale della Scottish League Cup completarono un’impressionante stagione1957-58. Haddock, Robertson e Coyle furono selezionati nella nazionale scozzese per la Coppa del Mondo FIFA del 1958.

La stagione 1966-67 portò il Clyde al più alto piazzamento in campionato in quarantacinque anni e ad un’altra apparizione in semifinale di Coppa di Scozia.Mentre gli anni sessanta volgevano al termine, il Clyde competeva piuttosto comodamente nella massima divisione. Dopo un tentativo (fallito) di fusione con l’Hamilton Academical e la retrocessione al termine del campionato 1971/72, molte leggende del club come Harry Glasgow, Sam Hastings, Tommy McCulloch, Graham McFarlane e Eddie Mulheron si trasferirono. Il Clyde si riprese e ottenne la promozione come vincitori della Division Two del 1972/73. Due anni nella massima divisione fino ad un’altra retrocessione nel 1974/75 sarebbero stati gli ultimi nella massima divisione fino ad oggi. Da quel momento in poi, il club trovò una nuova dimensione, scoprendo e lanciando talenti prima di venderli. Shawfield fu il punto di partenza per i futuri nazionali scozzesi come Steve Archibald, Ian Ferguson e Pat Nevin. Dopo essere finito in fondo alla First Division nel 1975-76,il Clyde fu costretto a giocare in terza divisione nella stagione 1976-77, riuscendo a non andare oltre un misero settimo posto. Verso la fine della stagione, la leggenda del Celtic Billy McNeill prese il comando, ma lasciò per l’Aberdeen dopo solo pochi mesi al timone. Il club si rivolse allora al relativamente sconosciuto Craig Brown, che ebbe un successo immediato, visto che la squadra vinse la Second Division nel 1977-78.

All’inizio del campionato 1979/80 il Clyde diventò il primo club scozzese ad avere il nome di uno sponsor sulla maglia dopo essersi assicurato un accordo con la British Oxygen Company. Come ospite della SFA, Fabio Capello lavorò con il manager Craig Brown e la squadra a Shawfield per un breve periodo nei primi anni ottanta, agli albori della sua carriera di allenatore. Nel 1986 il club fu costretto a lasciare Shawfield e, dopo un periodo di esilio di 5 anni (nei quali furono ospitati a Firhill, terreno di gioco dei rivali del Partick Thistle), ne arrivarono altri due nei quali la squadra giocò al Douglas Park, dividendo il terreno di gioco con l’Hamilton Academical, in attesa della nuova casa di Cumbernauld

Nel frattempo, sul campo, la retrocessione dalla First Division nel 1990/91, fu seguita dalla promozione di nuovo come campioni della Second Division nel 1992/93 ed una nuova immediata retrocessione nel 1993/94. La Cumbernauld Development Corporation era desiderosa di avere uno stadio sportivo e una squadra di calcio professionistico per promuovere la città, e Cumbernauld, con più di 50.000 abitanti, sembrava un terreno fertile su cui far crescere un nuovo supporto. Un nuovo sito chiamato “Broadwood” doveva dar luogo ad uno sviluppo integrato di affari, abitazioni e tempo libero con uno stadio di calcio al centro. Con l’aiuto del sostegno del Football Trust, due tribune moderne cominciarono a sorgere durante i primi anni ’90. La Scottish League insolitamente concesse il permesso al Clyde di cambiare campo a metà stagione, e gli ex padroni di casa dell’Hamilton Academical, furono gli avversari nella gara inaugurale del 5 febbraio 1994 conclusasi con la sconfitta del Clyde per 2 – 0. Dopo essere sprofondato fino alla League One, la stagione 2003-04 vide il Clyde in cima al campionato di Championship e tutto sembrava pronto per l’approdo in Premiership (SPL). Ma Broadwood non era conforme ai requisiti della SPL e, soprattutto, il Clyde era sull’orlo della liquidazione. Il Clyde Supporters’ Trust si formò durante la stagione 2003-04 allo scopo di supportare finanziariamente l’azione del presidente del club. Dopo lunghe trattative, un consorzio del Trust e degli investitori tradizionali aumentò la quota di maggioranza per una somma nominale. Il Clyde Development Consortium prese il controllo dei fondi raccolti dai fan e dagli investitori e li usò per finanziare il club attraverso un CVA per cancellare i debiti. Nel giugno 2005 il CVA fu completato e il Clyde si ritrovò privo di debiti.

Fig. 11 – Colin Hendry, Manager del Clyde per il biennio 2007/2008

L’ex capitano della Scozia Colin Hendry fu nominato manager nell’estate 2007 (Fig. 11).

Il 14 agosto di quell’anno, il Clyde entrò nella storia quando Michael Doherty divenne la persona più giovane di sempre a giocare per il Clyde in una partita ufficiale, record superato da Connor Stevenson in una partita di campionato a Palmerston il 25 aprile 2009. Hendry si dimise nel gennaio 2008, a causa di motivi familiari e fu sostituito dall’ex difensore dei Rangers John ‘Bomber’ Brown. In un drammatico spareggio (gare di andata e ritorno) con la squadra di Second Division Alloa Athletic, il Clyde, dopo aver perso nella gara d’andata per 2-1 e sotto 3-1 nella gara di ritorno in casa sembrava già retrocesso. Tuttavia, grazie ad un’emozionante rimonta, il Clyde si impose per 4 – 3 guadagnandosi la finale play – off, vinta, con l’Airdrie United

Tuttavia, la stagione seguente il Clyde finì in fondo alla First Division e fu retrocesso in Second Division, con l’aggiunta di nuovi problemi di carattere finanziario. Nella speranza di cercare di evitare l’amministrazione nel giugno 2009, il Clyde rescisse i contratti di tutta la squadra di prima squadra, con solo i giovani rimasti sotto contratto al club. Tuttavia i primi risultati non furono favorevoli e il consiglio d’amministrazione nominò Neil Watt come direttore tecnico e John McCormack come allenatore della prima squadra. In una partita casalinga con il Peterhead il 17 aprile 2010, Willie Sawyers segnò dopo soli otto secondi, il gol più veloce mai registrato dal Clyde anche se, ancora una volta, il club fu retrocesso in Third Division dove terminò al 10° posto in classifica

La stagione 2013-14 si concluse con la conquista di un posto nei play-off di League One ma il club mancò la promozione dopo una sconfitta in semifinale ai rigori contro l’East Fife. Duffy si dimise da manager del Clyde il 19 maggio 2014 per occupare il posto dirigenziale vacante al Greenock Morton, mentre John Taylor, membro del consiglio di amministrazione dal 1986 e direttore più longevo del club si era dimesso in aprile. Nell’ottobre 2014 il club fu dichiarato ufficialmente libero da debiti, avendo accumulato in precedenza un deficit di 1.4 milioni come risultato della mancata promozione in Premiership nella stagione 2003/04

L’ex centrocampista dei Rangers, del Blackburn e della Scozia Barry Ferguson fu nominato player-manager del Clyde nel giugno 2014 e portò il club ad un sesto posto finale nella sua prima stagione in carica. L’anno successivo, il Clyde finì 3° in League Two ma fu battuto nella finale dei playoff. Il 25 febbraio 2017 con il club all’ottavo posto in League Two dopo una sconfitta per 1-0 contro l’Annan Athletic e senza alcuna prospettiva realistica di ottenere la promozione dopo una serie di dieci partite senza vittorie, Ferguson si dimise da manager del Clyde, con il suo assistente Bob Malcolm che prese in carico ad interim la squadra fino alla nomina di un nuovo manager. Dopo nove anni trascorsi nella lower tier del calcio scozzese, al termine della stagione 2018-19 il Clyde ha ottenuto la promozione in Scottish League One (rimanendo nella stessa fino all’ultima stagione disputata, la 2020/21), battendo l’Annan Athletic per 2-1 (risultato globale) nella finale dei play-off promozione (Fig. 12)

Fig. 12 – I festeggiamenti dopo la vittoria nella finale play – off 2018/19

IL SUBBUTEO

Ma se nel calcio reale il confronto tra Partick Thistle e Clyde è povero in termini di palmares, sul panno verde di Subbuteo le cose cambiano, soprattutto per quanto riguarda i giallorossi…

Il lettore mi perdonerà se, in questo caso, sarò ancora più “old” del solito ma queste due squadre si prestano per essere apprezzate soprattutto nel catalogo delle sempreverdi HW degli anni ’70 con le loro versioni davvero splendidamente realizzate e anche dal discreto valore, in modo particolare per quanto concerne il Partick Thistle al quale sono dedicate ben due re, la numero 29 e la numero 181 che si differenziano in modo netto soprattutto per il disegno della maglietta.

Fig. 13 – La ref 29 HW

La ref 29 (fig. 13) vede il Thistle rappresentato con una maglia gialla con righe orizzontali rosse, calzoncini bianchi, calzettoni gialli e rossi ed accoppiata base/inner con i classici clori rosso/giallo

Questa è la divisa che il Partick ha utilizzato dalla metà degli anni ’30 fino alla fine degli anni sessanta. La ref 181 (Fig.14) invece riprende quella indossata per tutta la prima metà degli anni settanta a partire dalla stagione 1971/72, anno del ritorno nella massima serie del calcio scozzese, nonché della vittoria in coppa di Lega contro il Celtic.

Fig.14 – La ref 181 HW

La ref ricorda quella degli olandesi del Go Ahead con maglia gialla (tendente all’arancio) e bordi rossi, calzoncini rossi, calzettoni gialli con bordi neri (qui la differenza con il Go Ahead) ed accoppiata base/inner rosso/gialla.

Venendo al Clyde, esso è identificato con la ref. 81 (valida anche come Liverpool 2° maglia), una ref celebrativa della due vittorie in Scottish Cup nelle stagioni 1954/55 e 1957/58. La ref (Fig. 15) ci propone la classica maglia bianca con colletto rosso, pantaloncini neri, calzettoni rossi ed accoppiata base/inner dai colori nero/rosso.

Fig. 15 – La ref 81 HW

E con questo siamo arrivati al termine del nostro racconto riguardante due squadre di grande tradizione, anche se dallo scarso palmares, che difficilmente mancano all’appello del collezionista di materiale Subbuteo. Tra 15 giorni appuntamento in…(posso solo dirvi che prenderemo un aereo e faremo qualche migliaio di chilometri).

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